martedì 28 luglio 2020

Recensione libro - "Pelo ispido" di Stefano Menegotto

"Poiché dall'oscurità era stato creato, ispido pelo cavalcherà nelle notti buie. E le sue grida di agonia e dolore echeggeranno nei caldi cuori dei pargoli appena nati. Il loro pianto non potrà essere consolato. E come un coro, gli ululati di cani proseguiranno questa sinfonia di eterno lamento"



TRAMA: Nel territorio dell'Aox, l'impero di Alba è in veloce ascesa; l'intento è quello di conquistare tutti i territori, comprese le Lang,costituite da piccoli villaggi non belligeranti, la cui unica difesa sono gruppi di contadini armati di forconi e pietre e qualche esercito di mercenari poco organizzati.

Per questo motivo i mezzi di conquista forniti al generale Gherb sono uomini di fanteria e pezzi di ferraglia. Per ovviare a questi problemi il generale si rivolge a Ruberix, un negromante che, grazie alle sue conoscenze di magia oscura, riesce a metter su un esercito composto da scheletri di cani non-morti, con a capo Pent, lo scheletro di un ragazzino non- morto scelto dal negromante per il forte legame che, in vita, aveva con il suo grosso cane nero Bandito.

 Ruberix riesce a farsi ubbidire da quell'innaturale esercito, sussurrando comandi direttamente al cuore strappato al ragazzo e nel quale è stata conservata la sua anima. 

Il branco di cani non-morti è in continua crescita ed inizia a portare morte e distruzione nei villaggi delle Lang. Ben presto, però, il ragazzo non- morto inizia ad avere dei dei flashback della sua vita passata, che gli consentono di comprendere l'orrore di ciò che adesso è costretto compiere. Come reagirà Pent? La sua anima è davvero persa per sempre?  Riuscirà il negromante a diventare il più grande mago oscuro del suo tempo? Le Lang verranno definitivamente assoggettate all'Impero?



RECENSIONE: premetto di aver divorato questo libro in soli tre giorni. Di solito quando si parla di libri del genere Fantasy si pensa subito a tomi pieni di pagine e pagine, mente in questo caso, nonostante si tratti di un romanzo molto piccolo (solo 130 pagine), l'autore ha saputo raccogliere nel poco spazio tutto il necessario per rendere interessante una storia di questo genere. Il racconto è molto coinvolgente ed ambientato in un territorio nato dalla fantasia dell'autore, l' Aox e più nello specifico le terre delle Lang; le vicende si svolgono in un tempo non ben specificato, ma la presenza di tecnologie avanzate impiegate negli strumenti da guerra, utilizzate in perfetta armonia con espedienti magici, fa pensare ad un tempo futuro, molto lontano dalla nostra realtà'.  

" Gli Sbroken erano dei grossi agglomerati di spessa lamiera, dalle sembianze umanoidi. Superavano i quattro metri di altezza, utilizzavano la tecnologia largist del vento, che pompava dai cilindri, azionando pistoni per muovere pesantemente le loro tozze gambe".


Il lessico è semplice, le vicende sono narrate con estrema chiarezza e ciò rende la lettura di questo dark fantasy molto scorrevole. In alcuni passaggi sono descritte immagini cruente, che rendono questo libro non adatto alla lettura da parte di un pubblico troppo giovane, tuttavia gli appassionati del genere come me apprezzeranno sicuramente la descrizione delle battaglie e delle scene di azione. 

"Il grosso cane dal pelo ispido diede modo al suo cavalcatore di sfogare la sofferenza, in quella strana forma di caos fatta di quell'essenza nera, cani scheletrici ed esseri umani che,inutilmente,agitavano alla cieca le loro armi, misti al loro sangue, alle urla di dolore e al crac delle loro ossa che si rompevano".

Nonostante le stragi compiute dal ragazzo non-morto nelle scorribande per i villaggi delle Lang, commovente è il momento in cui egli inizia a ricordare la sua vita passata ed a prendere coscienza della sua nuova condizione.

" Chi era? Che cosa era? Il giovane non morto si guardava il dorso delle mani, tra lo spaesato e il malinconico, mentre la luce lunare illuminava la sua pelle opaca e plumbea, mentre i suoi cani non-morti giravano tra i lunghi steli d'erba, in quella piccola radura circondata dalla boscaglia". 


Il racconto è stato integrato con flashback non solo della vita precedente del ragazzo non-morto, ma anche della gioventù del negromante, nei quali si comprendono le difficoltà che quest'ultimo ha dovuto affrontare da giovane e le motivazioni che lo hanno spinto ad avere così tanto rancore nei confronti di tutti: inaspettatamente in queste pagine si affronta anche un problema sociale estremamente attuale, cioè quello del bullismo. Ciò che colpisce di questo libro è scoprire che anche le persone che sembrano essere più forti e che incutono più timore, in  realtà hanno un animo tormentato, e lasciano trasparire, di tanto in tanto, il loro lato debole: questo lato "umano" viene messo in evidenza sia per il personaggio dell'ufficiale Gherb...

"Erano stati duri quegli anni. Non diventò subito ufficiale, il percorso fu lungo. E anche quando raggiunse un alto grado, non fu una carriera contornata da successi. Fu estenuante, con continue e sanguinose battaglie, sia perse che vinte".

... che per lo stesso Negromante, apparentemente spietato e senza remore morali:

"L'umido nel bassoventre fino ad arrivare a metà coscia fu percepito da Ruberix, qualcosa che purtoppo non era insolito per lui. Alzò il viso dal cuscino. E guardando verso le gambe ebbe anche la conferma visiva. Si alzò di colpo. Doveva fare in fretta a cambiare le lenzuola". [...]

La lotta tra il bene ed il male continua... Chi vincerà questa volta? 




"Devo ammettere che c'eri andato terribilmente vicino, ma  non basta andarci vicino nella vita"


Anche questa recensione è terminata, grazie a tutti quelli che hanno voluto dedicarmi un pò del loro tempo, leggendo fin qui. Lasciate un feedback e se vi va ditemi cosa ne pensate nei commenti. Leggete libri Dark Fantasy? Vi piace questo genere? E' stata interessante questa recensione? 

In ultimo vorrei ringraziare l'autore di "PELO ISPIDO" ,Stefano Menegotto, per avermi dato la possibilità di leggere la sua opera: grazie per la fiducia, è stata una collaborazione molto interessante. 

A presto con altri suggerimenti librosi!! E, nel frattempo, buone letture a tutti! 😉❤

mercoledì 22 luglio 2020

SEGNALAZIONE- "La rondine del destino" di Yvonne Tirino


"Non avrebbe mai immaginato, però, di incrociare lo sguardo di qualcuno che, attraversando proprio quella strada in quel preciso momento, per puro caso o per uno scherzo del destino, sarebbe stato in grado di stravolgerle la vita per sempre"


💫TITOLO: La rondine del destino
💫AUTRICE: Yvonne Tirino
💫PREZZO: Kindle 4,99€ cartaceo (copertina flessibile) 11,99€ 
Disponibile gratuitamente su Kindle Unlimited
💫LINK D'ACQUISTO: https://www.amazon.it/gp/aw/d/B08BVWTC3H/ref=tmm_pap_title_0?ie=UTF8&qid=&sr=
💫PAGINE: 174
💫EDITORE: indipendently published
💫GENERE: romance
💫DATA DI PUBBLICAZIONE: 20 giugno 2020

TRAMA: Linda Trunday, una giovane donna irlandese di trentacinque anni, sembra vivere un’esistenza assolutamente perfetta e appagante: sa di poter contare su due genitori amorevoli e sulla confortante presenza di Martin, una figura costante nella sua vita, che l’ha accompagnata e guidata fin da bambina e con il quale nasce ben presto una storia d’amore. 
È tutta una magnifica apparenza. 




La famiglia Trunday, in realtà, convive ogni giorno con un immenso dolore mai superato, che ha relegato la nostra protagonista a vivere sotto una soffocante campana di vetro. 
I problemi cominciano quando il fittizio equilibrio della sua quotidianità viene rotto improvvisamente proprio da una rivelazione di Martin, il quale, dopo averle fatto una magnifica proposta di matrimonio, decide di confidarle il segreto che attanaglia la sua famiglia. Da questo istante, Linda vive un profondo tradimento: l’uomo che avrebbe dovuto sposare, insieme alle altre due persone più care al mondo, si erano accordate affinché lei non venisse a conoscenza di tali fatti. 
Scappa a New York. Ma qui, ad attenderla, c’è un nuovo mistero, ancor più grande, che capovolgerà definitivamente le carte in tavola. 




Un romance che vuole umilmente ripercorrere le strade di diverse forme di amore, differenti per grado e intensità. È una rinascita tutta al femminile, con sguardi introspettivi volti ad attraversare una crescita psicologica: un inno alle donne, ai cambiamenti necessari, alla bellezza della vita e all'importanza di legami veri, profondi e duraturi.



"Un libro in fondo cos'è, se non un atto di fantasia, di coraggio e d'amore?"


INCIPIT: Ce l'aveva fatta! Finalmente il suo talento letterario era stato riconosciuto da tutti e il suo primo romanzo, L'amore può stravolgerti la vita, era diventato un best- seller ed era stato tradotto in ben venticinque lingue diverse, per essere distribuito nei vari angoli della terra.
<< Lei e Linda Trunday? >>
<< Si,sono io >>
<< Vorrei porgerle le mie congratulazioni, il libro che ha scritto è favoloso! Posso chiederle un autografo? >>
Questo era il genere di conversazione in cui era solita imbattersi per strada con qualche fan.
Tutti sembravano conoscerla e il suo cellulare non smetteva di squillare. La prima opera che aveva redatto era riuscita a conquistare milioni di persone: giovani e meno giovani; in maggioranza donne,certo, ma era stata sorpresa di scoprire la quantità di uomini che pure amassero, ugualmente, leggere storie d'amore. 
Si trattava, per l'appunto, di un romanzo rosa, che Linda aveva composto di getto, nero su bianco: le parole erano sembrate scorrere come il corso di un fiume e lei non aveva più saputo fermarsi. Scrivere le faceva bene, era il suo modo di sfogarsi e di esprimere dei pensieri custoditi nella parte più recondita del cervello e del cuore; riusciva a far vedere il mondo dalla sua prospettiva.
Si sentiva felice. Il suo più grande sogno, quello che aveva avuto sin da bambina, finalmente si stava avverando. Poteva continuare a scrivere e scrivere e scrivere ancora... la gente la apprezzava per questo! Non avrebbe immaginato né voluto niente di diverso per la sua vita. Finalmente tutti gli sforzi sembravano ripagati.
Quante volte si era sentita una nullità; quante volte aveva pensato di non valere niente e di non aver talento! O almeno, questo era ciò che le volevano far credere. [...]


Non so voi lettori, ma a me questo libro incuriosisce tantissimo!! Potrebbe essere un ottimo libro da portare in vacanza 😉🏝 
Io personalmente l'ho già aggiunto alla mia wishlist! 😃💕Voi che ne pensate? Lo conoscete già? Potrebbe essere il vostro genere?  Se vi va, fatemelo sapere nei commenti! 

A PRESTO!!! 😘


martedì 21 luglio 2020

Recensione libro - "Astrid" di Alessia Vazzoler



"Perché si sarebbe dovuto aspirare alla conservazione della specie, dopotutto? Non sarebbe stato meglio, notando che l'umanità non aveva fatto altro se non distruggere, che la specie implodesse in se stessa? Perché non si era permessa la sua estinzione per la mancanza di risorse, invece di ostinarsi in quel modo assurdo?"


⚫ Titolo: Astrid
⚫Autrice: Alessia Vazzoler
⚫ Editore: PAV edizioni
⚫ Lunghezza: 108 pagine
⚫ Genere: distopico/ fantascienza
⚫ Prima pubblicazione: 2020


TRAMA: 2124. Distretto Europa. Scatenata da cause del tutto ignote, la terza guerra mondiale è ormai finita da anni. L'umanità è stata profondamente colpita da questo evento, al punto che i governi di tutto il mondo hanno deciso di imporre delle regole rigide nei loro territori. La privacy è solo un lontano ricordo, i cittadini sono controllati da telecamere e da dispositivi GPS impiantati direttamente sotto la pelle dei neonati. Anche i rapporti interpersonali e la società intera non sono più le stesse. Regna sovrana l'asocialità quasi completa, perfino nel rapporto figli- genitori, definiti non più mamma e papà ma genitrice e genitore. I nomi delle persone sono stati sostituiti da codici. Tutto questo per garantire "il Bene dello Stato". 
Su questo sfondo si svolge la vita perfettamente "conforme" di RS2271, una ragazza che all'improvviso e a sua insaputa viene inserita in un programma governativo, per verificare l'efficacia e la resistenza nel tempo del condizionamento psicologico imposto ad ogni bambino e bambina nei loro primi 11 anni di vita. La ragazza inizia,così, a mettere in discussione la sua vita, se stessa e tutto ciò in cui a creduto fino a quel momento. Tutto quello che le persone devono subire è davvero per il Bene dello Stato, o si tratta solo di un modalità di azione finalizzata ad avere il controllo totale sulle persone? Come reagirà RS2271 a tutto ciò?





RECENSIONE: prima di iniziare questa recensione mi sembra opportuno fare una premessa: questo è stato il mio primo libro di genere distopico. Ho voluto intraprendere questa collaborazione con l'autrice, Alessia Vazzoler, proprio per mettermi alla prova ed uscire un po' dalla mia confort zone letteraria e devo dire  che ne sono rimasta piacevolmente sorpresa. Questo libro, pur essendo molto piccolo, racconta una storia completa e particolare che cattura fin dalle prime pagine, al punto che, se avessi avuto del tempo libero in più, credo che lo avrei divorato in un giorno solo. Leggendo ci si ritrova catapultati nel lontano futuro, in uno spazio a noi tutti noto, l'Europa, ma completamente diverso da come lo conosciamo nei nostri giorni. 

" La mia città, che si chiamava Nuova Venezia, contava almeno due milioni di abitanti ed era sorta nell'entroterra di quella bombardata e affondata durante la Terza Guerra Mondiale. Non attraeva molti turisti virtuali, in quanto era identica a qualsiasi altra città di costruzione postbellica in giro per il mondo".




Anche se si fa fatica ad immaginare alcune abitudini ed imposizioni di questo ipotetico futuro, riflettendoci si tratta di uno scenario altamente plausibile e questo aspetto, sinceramente, mi ha un po' spaventata. La mancanza di privacy e di relazioni sociali, temi cardine di tutto il libro, sono due cose che, a mio parere, potrebbero cambiare completamente l'aspetto del mondo in cui viviamo.

"[...] Una volta tutto questo non sarebbe stato possibile, perché avrebbe violato delle cosiddette norme assurde, dette "privacy". In seguito, però, alla Terza Guerra Mondiale e ai disastri ambientali, esse sono state abbandonate. L'obiettivo deve essere la sopravvivenza della razza umana e,per fare ciò, è necessario compiere qualche piccola rinuncia".



Nel libro si fa riferimento ad un'ipotetica Terza Guerra Mondiale, l'umanità è sopravvissuta ad essa ma a che prezzo? Ne è valsa davvero la pena? Sono domande che la ragazza,protagonista della storia, inizia a porsi ancor prima di entrare a far parte di un programma governativo che cambierà per sempre il suo punto di vista sull'intera umanità. 

"[...] Il mio sguardo, però, non brillava. Era spento, come da protocollo per la persone conformate. Conformate, conformate. E se quel termine non avesse significato null'altro che sconfitte?"



Ad un certo punto del libro, si riescono a percepire in maniera completa le sensazioni della ragazza, il suo bisogno di libertà che scaturiscono dal fatto che viene messa a conoscenza di un modo diverso di vivere, superato, antico che però a lei sembra più normale di qualsiasi sua realtà.  

"Iniziai a scrivere di mia spontanea volontà. Buttavo giù storie che prendevano spunto da quelle che avevo visto nei film oppure letto nei libri. Il tutto, rigorosamente, a mano: mi sembrava che il computer spersonalizzasse ciò che producevo. Ero fiera del dolore delle mani, dell'inchiostro della penna che finiva, dei fogli che venivano girati e che svolazzavano".



Alla fine il libro pone il lettore davanti ad un quesito fondamentale: è possibile tornare ad un mondo fatto di controllo ed imposizioni dopo che si è assaporato il gusto di una vita  alternativa e senza catene? 

La sintassi del libro è semplice e questo consente una lettura scorrevole. Tra le altre cose, ho apprezzato la brevità dei paragrafi. A mio parere l'unica nota negativa è che i personaggi, a parte forse la protagonista, sono stati poco caratterizzati, ma credo che questa sia stata una cosa voluta dall'autrice, proprio per sottolineare ancora di più la freddezza dei rapporti tra la protagonista stessa e tutti gli altri personaggi presenti nel libro. 
Consiglio questa lettura a tutti gli amanti del genere distopico, ma anche a chi vuole avvicinarsi ad esso per la prima volta... anche io avevo dei dubbi ma vi assicuro che questo libro non vi deluderà. 😉

"Io sono stata qui.
Distinti saluti,
Astrid".


domenica 5 luglio 2020

Recensione film "Il sole a mezzanotte"


Ciao a tutti! Come state? Questa settimana per la rubrica cinematografica #diariodiunalettricetalksaboutcinema, ho deciso di parlarvi di un film che ho visto qualche giorno fa e che mi ha davvero colpita molto per la sua drammaticità, e per il fatto che immagino che per il mondo ci siano davvero storie simili a questa.

TITOLO ORIGINALE: Midnight sun
ANNO: 2018
DURATA: 91 Min
GENERE: drammatico/ sentimentale

TRAMA: per Katie il mondo inizia e finisce tra le mura di casa sua;

 

da quando ha memoria è sempre stato così e dopo la morte della madre è stato il padre a prendersi cura di lei.


Katie che adesso è un'adolescente, nonostante il suo isolamento, non si è mai sentita triste, le piace suonare la chitarra come sua madre ed ama la vita come tutti le ragazze della sua età.

 

La sera del suo diploma, proprio grazie al suo amore per la musica ed anche alla sua migliore nonché unica amica incontra Charlie, un ragazzo che, in realtà,ha sempre abitato a pochi isolati da casa sua. I due iniziano così ad uscire insieme, sempre di sera, fin quando una notte accade ciò che non sarebbe mai dovuto accadere. La vita di Katie è in pericolo. Charlie viene a conoscenza di una realtà che gli è stata celata per lungo tempo dalla ragazza: lei è affetta da una grave malattia a causa della quale non può esporsi in nessun modo alla luce solare. 


Quale sarà il destino di Kate e della sua storia d'amore con Charlie?

RECENSIONE: Questo film si concentra intorno alla figura della ragazza protagonista della vicenda, Kate, affetta da una grave malattia chiamata Xeroderma Pigmentoso (XP). Dopo alcune ricerche online, ho scoperto che si tratta di una malattia rara, caratterizzata da una grave fotosensibilità, che può portare allo sviluppo di tumori della cute e prematuro invecchiamento della pelle. In altre parole, chi ne è affetto deve vivere costantemente al riparo dalla luce solare,dato che anche una minima esposizione al sole può provocare immediatamente severe scottature. Questa malattia colpisce all'incirca un individuo ogni  250.000 - 1.000.000. Meno del 40% delle persone affette da XP sopravvive oltre i 20 anni, ma l'aspettativa di vita può allungarsi se non ci si espone ai raggi solari.
Sinceramente non riesco nemmeno ad immaginare come possa essere difficile una vita vissuta sempre al buio. 
Il film affronta anche il tema delle difficoltà sociali della ragazza, che da piccola viene presa in giro dalle altre bambine, che la credono una specie di vampiro, per via del fatto che se ne sta sempre chiusa in casa al buio. Kate ha solo un'amica, l'unica che non l'ha mai giudicata per il suo problema, l'unica sua confidente e che, tra le altre cose, la aiuta ad incontrare Charlie.
 Il film, nonostante il dolore che caratterizza le vite dei protagonisti, trasmette una forza immensa... Una forza che si concretizza nell'allegria di Kate e l'amore di un padre che ha sempre protetto la figlia, anche se questo ha significato privarla di gran parte delle cose che sarebbero, invece, state normali per qualsiesi bambina.
 E poi c'è l'amore. Quel sentimento che fa fare esperienze, che dà nuovo coraggio, nuove speranze e che, semplicemente, fa vivere. "Il sole a mezzanotte" è un film che consiglio a tutti, perché apre gli occhi a chi lo guarda e fa capire che dobbiamo sentirci sempre fortunati, giorno dopo giorno per tutto quello che abbiamo e che possiamo fare... Perché dobbiamo ricordarci che ci sono delle persone alle quali non è concesso fare le cose più banali, come muoversi, parlare, avere contatti con il mondo o molto più semplicemente fermarsi ad ammirare l'alba di un nuovo giorno. 

Di seguito vi lascio anche due curiosità riguardanti questo film.

⭐ PRIMA CURIOSITÀ: l'attore che interpreta Charlie in questo film è il figlio di Arnold Schwarzenegger.
☀️ SECONDA CURIOSITÀ: Il film è inspirato all'omonimo libro di Trish Cook, pubblicato per la prima volta nel settembre 2017.

Voi che ne pensate di questo film? Lo conoscevate già? Se volete parlarne ed esprimere la vostra opinione riguardo questo articolo, potete farlo nei commenti qui sotto. Sarò felice di leggervi e rispondervi. 😘 

Seguitemi anche su Instagram sulla pagina @diario_di_una_lettrice. 
A presto!! 🌼

martedì 23 giugno 2020

Recensione film "Un ponte per Terabithia"


Bentornati a tutti bloggers!! Come state? Spero tutto bene! Io,dopo averci pensato un pò su, ho deciso di portare dei contenuti nuovi sia sulla mia pagina Instagram che sul mio blog e,proprio per questo, ho aperto una nuova rubrica, chiamata "diariodiunalettricetalksaboutcinema", nell'ambito della quale (spero settimanalmente) pubblicherò la recensione di un film da me consigliato. Per questa settimana ho deciso di parlarvi di una pellicola che ho visto poche settimane fa e che mi ha colpito davvero tanto. Se amate il genere fantasy dovete assolutamente vederlo (ai più sensibili consiglio di preparare anche dei fazzoletti 😉).


🔘  TITOLO ORIGINALE: "Bridge to Terabithia"
🔘  ANNO: 2007
🔘  DURATA: 95 Min
🔘  GENERE: Fantastico, drammatico

TRAMA: Jess Aarons è un ragazzo di 12 anni molto riservato e con la passione per il disegno, appartenente ad una famiglia numerosa in gravi difficoltà economiche. Il ragazzo ha quattro sorelle e lui a casa, essendo l'unico figlio maschio, viene spesso trascurato. Anche a scuola Jess ha grandi difficoltà a relazionarsi con gli altri e spesso viene preso di mira dai bulli. 


Un giorno nella classe di Jess arriva una nuova alunna, Leslie Burke, una ragazza con uno stile tutto suo che ama leggere e viaggiare con la fantasia. I due ragazzi scoprono di essere anche vicini di casa, e tra loro nasce una bellissima amicizia. Un giorno, a ritorno da scuola, decidono di andare in esplorazione del bosco che si trova poco lontano dalle loro abitazioni, ma si rendono conto che per raggiungerlo occorre superare un torrente. Sulla riva di quest'ultimo trovano una corda appesa ad un ramo, che forse era stata messa lì da qualcuno proprio perché, in mancanza di un ponte, era l'unico modo per raggiungere l'altra sponda.



Nonostante i timori di Jess, Leslie lo convince ad attraversare con lei il fiume e,in un attimo, si ritrovano in un territorio meraviglioso, tutto da esplorare e abitato da creature fantastiche. I due ragazzi scelgono un nome per questo nuovo mondo: Terabithia.



Passeggiando tra gli alberi trovano persino i resti di una vecchia casa sull'albero, che decidono di restaurare e di trasformare nel loro luogo segreto, dove passare interi pomeriggi giocando ed inventando storie ed avventure.



Jess è finalmente felice, la sua vita è cambiata e tutto sembra perfetto, fino a quando un evento inatteso spezza quella magia... Quali sfide dovranno affrontare i due ragazzi? Quale sarà il destino di Terabithia?

RECENSIONE: ho scoperto questo film un po' per caso, mentre in un noioso sabato sera, cercavo qualcosa da guardare in tv. Da vera amante del genere fantasy, una volta visto il trailer, ho così subito deciso di guardarlo. La storia è ben strutturata, fa sognare e viaggiare con la fantasia insieme ai due protagonisti: ideale se si vuole trascorrere circa un'ora e mezza di pura spensieratezza. Pur essendo un Fantasy gli effetti speciali sono stati utilizzati molto poco, ed ho apprezzato il fatto che, pur essendo molto evidenti, sottolineano il confine netto tra reale e fantastico: il film è stato realizzato in maniera tale che lo spettatore si renda conto che gli elementi magici e fantastici presenti nel film sono solo il frutto dell'immaginazione dei due ragazzi. Il confine tra realtà e fantasia è fisicamente rappresentato proprio dal fiume che attraversa il bosco.
Si tratta inoltre del primo film fantasy che mi ha fatto commuovere, ed è forse questa la sua particolarità. 
Il film è molto interessante anche per i temi sociali che affronta, in special modo il problema del bullismo nelle scuole. 
Per saperne di più non vi resta che guardare questo bellissimo film.

💬 PRIMA CURIOSITÀ: Solo dopo aver visto il film sono venuta a conoscenza del fatto che, in realtà, esso è ispirato ad un romanzo per ragazzi del 1976, intitolato proprio come il film, che l'autrice, Katherine Paterson, scrisse per dare aiuto a suo figlio, caduto in una forte depressione.

💬 SECONDA CURIOSITÀ: In realtà dal romanzo è stato tratto anche un altro film per la televisione, risalente al 1985 della durata di 60 min, per la regia di Eric Till.


Spero che questo articolo sia stato interessante per voi e vi abbia incuriosito. Se volete, fatemi sapere cosa ne pensate, se già eravate a conoscenza di questo film o se lo avete già visto. I vostri feedback e commenti sono molto importanti per me, perchè mi aiutano a migliorare ed a creare contenuti in linea con i vostri interessi. Vi saluto, a presto ❤💫

domenica 21 giugno 2020

Regali ricevuti per il mio 27esimo compleanno! :D

Ciao a tutti lettori e bookblogger, come state? Lunedì 15 giugno è stato il mio compleanno, e dato che ho ricevuto tanti regali a tema libroso ho deciso di dedicare un articolo del mio blog per presentarveli. Per mia grande gioia ho ricevuto ben 5 libri, tutti azzeccatissimi perché sicuramente qualcuno avrà sbirciato nella mia wishlist 😃
 Si tratta, in particolare, di: 
- "Wonder" di R. J. Placido, ho visto qualche tempo fa il film tratto da questo romanzo e, poiché mi ha colpita molto, soprattutto per i temi sociali che affronta, ho deciso di recuperare questa lettura. 



- "Il circo della notte" di Erin Morgenstern:  ho letto parecchie recensioni positive riguardo questa storia d'amore davvero molto particolare, per cui lo avevo inserito già da tempo nella mia lista di libri da leggere.



- "La cattedrale del mare" di Ildefonso Falcones, il mese scorso ho visto la serie TV  tratta da questo romanzo storico, che hanno mandato in onda su canale 5. La storia del protagonista Arnau Estanyol, un servo della gleba che vuole cambiare il suo destino, mi ha davvero affascinata, anche perché la vicenda è ambientata in un periodo storico molto delicato e particolare: la società medievale di Barcellona nel XIV secolo. Vi consiglio di guardare la serie!

- Infine due libri di Felicia Kingsley: "Due cuori in affitto" e "Prima regola non innamorarsi". Purtroppo non ho ancora letto nulla della Kingsley e dato che ho sentito tantissimo parlare del suo ultimo libro, uscito solo poche settimane fa, sono davvero felice di avere la possibilità di leggerlo!


Ma il pezzo forte tra tutti i miei regali librosi è sicuramente quello che ho ricevuto dai miei genitori: una Olivetti lettera 32... Un vero tesoro vintage. Non potete capire la mia felicità non appena l'ho vista, la sognavo da una vita!

 
Ovviamente non è nuova, ho dovuto ripulirla e sistemarla prima di poterla provare ed utilizzare... Dopo un pomeriggio di pulizia approfondita ne sono uscita con delle grosse macchie di inchiostro sulle mani 😂 ma enormemente felice, perché adesso il piccolo tesoro è perfettamente funzionante.

 Dovete sapere che la "Lettera 32" è una macchina da scrivere portatile (sicuramente una grande innovazione per l'epoca), che è stata prodotta dalla Olivetti a partire dal 1963. Proprio grazie alla sua compattezza e facilità di utilizzo, si diffuse presto in tutto il mondo e venne in particolar modo utilizzata da studenti e giornalisti.

Una cosa di cui non ero a conoscenza è il fatto che con questa macchina, come anche per molti altri modelli, è possibile scrivere sia in nero che in rosso. Per quanto riguarda la tastiera la particolarità è che manca il numero 1, che può essere sostituito con la L minuscola o la i accentata, e manca lo zero che viene sostituito dalla O maiuscola. Questa mancanza è sempre legata al fatto che questo modello è portile e quindi era necessario risparmiare più spazio possibile. Mancano inoltre alcune lettere accentate minuscole che si sostituiscono con le lettere normali seguite dall'apostrofo. 

Che ne pensate del mio bellissimo "bottino di compleanno"? Conoscevate già la Olivetti lettera 32 e le sue particolarità? Ringrazio tutti quelli che vorranno lasciare un feedback per questo articolo. Se volete vi aspetto nei commenti. 👇 A PRESTO!!! ❤

giovedì 18 giugno 2020

Recensione libro - "Visioni di Isabel Rosberg" di Matteo Cardillo

"Si trattava di un sogno di quelli in cui si è abbandonati a vagare per mare. Non aveva ancora avuto modo di aprire gli occhi, eppure percepiva di stare oscillando verso la luce lontana che le filtrava dalle palpebre serrate, come quando si dorme e ci si dimentica la lampada accesa".


TRAMA:  In una notte d'estate del 1953, Isabel Rosberg decide di fuggire dalla sua città per far ritorno alla vecchia magione di famiglia: Stonecrow Hall, di cui Isabel è adesso l'unica erede, dopo che tutti i componenti della sua famiglia sono venuti a mancare durante la sua infanzia. In realtà Isabel intraprende il suo viaggio per un unico motivo: mettere in vendita quell'edificio inquietante ed isolato, per recidere per sempre il legame con un passato da dimenticare, fatto di morte e dolore. Isabel nota che qualcosa non va già nel momento in cui attraversa, dopo tanto tempo, il cancello arrugginito della dimora. Tutto sembra essersi cristallizzato, come se la casa stessa fosse in attesa del suo ritorno. Durante la sua permanenza nella casa accadono cose strane ad Isabel che, anche grazie agli abitanti del vicino villaggio, scopre misteri, storie e dicerie popolari legati alla sua famiglia che non conosceva o che, molto più probabilmente, ha cercato di rimuovere dalla sua mente per fuggire al suo profondo dolore. Isabel si renderà conto di non essere sola in quella casa: c'è qualcosa lì con lei, un'ombra che, in realtà, l'ha perseguitata per tutta la vita. E adesso quella presenza ha una richiesta da farle. Le donne della famiglia Rosberg hanno stipulato un accordo con il Male, e adesso Isabel deve rinnovarlo. Riuscirà Isabel a sottrarsi a quell'obbligo o si arrenderà al suo destino?  

RECENSIONE: "Visioni di Isabel Rosberg" è un romanzo molto particolare, in realtà il primo che leggo di questo genere. Avete presente la sensazione di inquietudine che si prova dopo aver visto un film dell'orrore? Quella sensazione che ci spinge a guardarci le spalle mentre stiamo percorrendo il corridoio di casa nostra o ci fa sobbalzare ad ogni minimo rumore notturno? Ecco questa è la stessa sensazione che si avverte leggendo questo libro.

Prima di parlarvi, però, del contenuto e di cosa ne penso di esso, vorrei farvi una breve descrizione tecnica del libro. Questo è diviso in due momenti: il primo è definito "catabasi", che sta ad indicare la discesa di una persona nel Regno dei Morti e coincide, in pratica, con l'intera vicenda; il secondo, che invece rappresenta l'epilogo del romanzo, è definito "anabasi", che letteralmente significa "ascensione,risalita". Inoltre il libro non è diviso in capitoli: i fatti sono distribuiti in sette giorni, che è proprio il tempo di permanenza di Isabel nella magione di Stonecrow Hall.



Faccio,in realtà, fatica a classificare questo libro come un semplice horror, poichè ad elementi tipici del genere, si affiancano descrizioni di sogni, incubi e visioni, che si prestano ad un'interpretazione della psicologia dei personaggi principali e lo fanno apparire anche come una sorta di romanzo psicologico.

"I sogni sono altre vite che noi viviamo, depurate dalla nostra fisicità mentale,ma non per questo meno vere. La loro mancanza di percezione al tatto non le rende esperienze meno oneste della vita diurna" 


Leggendo il libro si ha la strana sensazione di aver già visto i luoghi nei quali si svolge l'intera vicenda: al lettore sembrerà di averne già memoria. In realtà, come afferma lo stesso autore nella sezione finale del libro dedicata ad alcuni appunti, essi non sono altro che degli archetipi, che sono stati scelti non solo perchè tipici del genere horror e dello stile gotico, ma anche perchè sono luoghi che fanno sorgere, in chi legge, quei sentimenti dai quali cerchiamo tutti, da sempre, di tenerci lontani: la solitudine,rappresentata dall'antica magione vuota e isolata dal resto del mondo; la paura dell'ignoto e dell'oscurità che solo un'immensa foresta o le acque calme ma buie e profonde di un lago possono far percepire. 

                                   
 
"Il lago si estendeva come un vetro incorrotto e statico, senza un filo di vento che ne increspasse la superficie. Il luogo sembrava quasi comunicarle che sarebbe parsa una sciagura se qualcuno avesse varcato la superficie delle acque con il transito ignavo di una barca. Dietro, oltre la sua estensione, gli alberi sorvegliavano in silenzio il segreto di quel posto".

La decisione di Isabel di far ritorno alla magione di famiglia è solo apparentemente dettata dalla necessità di un sopralluogo per vendere quella casa. In realtà Isabel sente il bisogno di tornare per ricongiungersi con un passato pieno di dolore, con il quale era convinta di aver chiuso i conti già da bambina, quando era andata via da quella dimora per andare a studiare altrove, ma che invece l'ha perseguitata per tutta la vita.

"Comprese finalmente che si era illusa, se fino ad allora aveva creduto che il passato non tornasse a saldare i conti. Inutile fuggire di notte dalla città". 

Ma se da una parte la famiglia ha sempre nascosto ad Isabel la verità sulla sua stirpe, dall'altra Isabel stessa nasconde un segreto, un'avvenimento che l'ha segnata profondamente, che le impedisce di guardarsi allo specchio senza timore, che è forse causa delle sue visioni e che forse è anche strettamente legato a ciò che il futuro ha in serbo per lei.
"Visoni di Isabel Rosberg" è un insieme di percezioni e vita reale, è una continua altalena tra passato e presente, è un viaggio che la protagonista intraprende per comprendere il suo passato, per fuggire dal dolore che la tiene stretta in una morsa e per capire, infine, cosa fare del suo futuro; perchè se c'è una cosa che questo libro ci insegna è proprio questa: non si può sfuggire dal proprio passato, non si possono rinnegare le proprie origini ma si deve comprendere, accettare ciò che si è ed infine decidere quale sia la strada più giusta da percorrere. 

La lettura di questo romanzo è scorrevole, il linguaggio è abbastanza semplice ed ho apprezzato il modo in cui è stata suddivisa la narrazione. Consiglio questa lettura agli amanti dell' horror e a tutti quelli che vogliono avvicinarsi a questo genere e, per finire, avviso i lettori più sensibili che ci sono alcune parti del libro molto disturbanti e cruente... Se non siete abbastanza coraggiosi, meglio lasciar perdere. Io vi ho avvisati! 😉

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