domenica 21 febbraio 2021

SEGNALAZIONE - Ragazzo, Uomo e Nemo di Damiano Dario Ghiglino


GENERE: LGBT
EDITORE: independently published
DATA DI USCITA: 21 dicembre 2020
PAGINE: 109
LINK DI ACQUISTO: https://www.amazon.it/RAGAZZO-UOMO-Damiano-Dario-Ghiglino/dp/B08R68BRN5/ref=mp_s_a_1_1?dchild=1&keywords=ragazzo%2C+uomo+e+nemo&qid=1613827741&sr=8-1

TRAMA: 
Un ragazzo cammina portando con sé una valigia lungo le strade innevate di una città tedesca. Non sa da dove viene, né dove sta andando. Sa solo che si è lasciato il passato alle spalle perché è gay, è diverso.
Sarà così che Eric intraprenderà un lungo viaggio alla scoperta di sé rivelando, tra incontri inaspettati e interrogativi senza risposta, l’essenza di una vita che è tutte le vite.
Un romanzo cosmopolita, visionario, oscuro ma anche luminoso, sulla ricerca dell’identità attraverso le molteplici tappe dell’esistenza umana.

Salve a tutti! Oggi volevo segnalarvi questo libro a tema #lgbt. La trama mi ha incuriosita davvero tantissimo, e a voi?
Vi lascio di seguito anche un piccolo estratto. Se volete saperne di più, potrete trovare tutte le informazioni anche nella pagina Instagram dell'autore @notiziegaydalmondo.

ESTRATTO:
 “Anche a te non piace?” domanda una voce al di sopra delle gradinate di cemento.
Il sole divampa picchiando sugli spalti e sulla schiena, rende il suolo e  i corpi incandescenti.
Nemo si volta accecato dal riverbero: “Non saprei”. Dopo un attimo di riflessione aggiunge alzando le spalle: “È ripetitivo.” come se quello spiegasse tutto.
Simone gli si siede accanto assorto. Accenna un sorriso e ribatte: “Non dà nessun brivido, nessuna emozione. Persino una scimmia riuscirebbe a fare movimenti simili con qualcosa di sferico tra gli arti. Ma prova a pensare a un’attività più complessa, ce lo vedresti uno scimpanzé a sciare sulla neve, esplorare i fondali marini con una bombola d’ossigeno, fare bungee jumping o praticare rafting lungo un torrente?”
Nemo ride di gusto al pensiero di uno scimpanzé in grado di fare tutte quelle cose. 
I ragazzi al campetto urlano di gioia, la palla è finita in rete per l’ennesima volta.

mercoledì 17 febbraio 2021

Recensione libro "Come se fosse l'ultima volta" di Mario Francesco Gastoldi

"Un cuore che cerca sente bene che qualcosa gli manca, ma un cuore che ha perduto sa di cosa è stato privato" (Goethe)


TRAMA: 
L'amore travolgente di un ragazzo ed una ragazza. Il destino crudele che riuscirà a dividerli per sempre. La storia di Stefano e Martina nasce come un racconto triste, ma a poco a poco, pagina dopo pagina si rivela come un romanzo di speranza. La speranza che non abbandona Stefano, anche dopo aver perso l'amore della sua vita, di trovare un posto nel mondo. La speranza in un futuro che deve ancora essere scritto e vissuto. 



RECENSIONE: 
"Come se fosse l'ultima volta" è il racconto di una storia d'amore travolgente, ma allo stesso tempo triste che, non lo nascondo, mi ha fatto versare anche qualche lacrima. Questo perché nelle poche pagine del romanzo (appena 160) è racchiuso un mondo di sensazioni. Mi sono emozionata, ho trattenuto il fiato e mi sono ritrovata con gli occhi pieni di lacrime leggendo il racconto di questi due innamorati. 
All'inizio del libro conosciamo Stefano che si racconta e parla delle vicende della sua vita in prima persona. 
"Lei è ferma davanti a me, sorride e mi osserva. I suoi occhi, gli stessi occhi. Lorenzo mi abbraccia dicendomi "entriamo in casa". Mi chiamo Stefano, ho quasi quarant'anni e questa è la mia storia".

 Stefano si descrive come un ragazzo abbastanza solitario, con un lavoro come impiegato nella banca della sua città... un lavoro che comunque non sembra soddisfarlo pienamente. Nel tempo libero Stefano adora fare delle lunghe passeggiate in bici, immerso nella natura oppure uscire a far serata con il suo migliore amico di sempre Franco.

"Una bella casa, un bilocale in affitto in centro, amici pochi, ma buoni, e un lavoro che a tratti amavo; ero un giovane colletto bianco, impiegato in una piccola filiale di banca della mia città. Se questa era la normalità, io ne facevo parte".

 Quella di Stefano, insomma, è la tranquilla vita di un single, fino a quando, in una delle solite serate con l'amico, incontra una bellissima ragazza Martina, che subito rapisce il suo cuore. 

"Non riuscivo a distogliere lo sguardo da lei, anche mentre parlava e sorrideva con gli amici del momento. Era come se mi avessero chiuso in una palla di vetro, con lei dentro, senza musica, senza nessuno intorno, solo io e lei". 

 E' un colpo di fulmine. Martina, nel giro di poco tempo, rivoluziona totalmente la vita di Stefano, che si ritrova completamente innamorato di lei, coinvolto in un sentimento sincero, travolgente e profondo. 

"Negli anni, quasi per gioco, avevo imparato a classificare le donne in due tipologie ben distinte: le donne fidanzate e le donne amanti. [...] Ecco, Martina non apparteneva né all'una né all'altra categoria. Per Martina creai quella sera la terza categoria di donne. Le donne perfette".

 I due iniziano a conoscersi, ad uscire insieme e, nel giro di poco tempo, Martina si trasferisce a casa di Stefano. Sono felici, e niente sembra avere il potere di intaccare quella loro immensa felicità: Stefano grazie a Martina scopre l'amore vero, e lei, semplicemente si lascia amare. 

"Ero tutto per lei e lei era tutto per me, ed io ero felice. [...] Credo che sentisse, o meglio, percepisse il fatto che mi soffermavo a guardarla al mattino. Ogni tanto apriva gli occhi, mi fissava e diceva a bassa voce: <Adoro quando mi guardi dormire>. E mi abbracciava". 

Purtroppo la serenità dei due giovani viene spazzata via in un torrido pomeriggio d'estate. Stefano,infatti, mentre si trova a lavoro, riceve una chiamata: Martina si è sentita male ed è in ospedale. 

"Alle tre di pomeriggio mi squillò il telefono, era Anna, la sorella di Martina: <Stefano ascolta, Martina ha avuto un malore, ora andiamo in ospedale, stai tranquillo che sarà colpa del caldo di questi giorni".

Purtroppo non è stato affatto il caldo a far star male Martina, ma qualcosa di molto più grave... Come un fulmine a ciel sereno, la malattia di Martina stravolge le vite di tutti quelli che le vogliono bene. Il tumore è aggressivo e, per di più, incurabile. 

"Era una situazione che non avrei augurato nemmeno al mio peggior nemico e sapevo che sarebbe stata dura ma avrei dovuto cercare quantomeno di restare lucido per Martina; se anche io avessi perso la forza sapevo che lei avrebbe smesso di lottare".

 Le cure sono estenuanti e quando Martina viene di nuovo portata d'urgenza in ospedale, Stefano viene a conoscenza di una terribile realtà: i cicli di radioterapia non sono stati efficaci. Nei suoi ultimi giorni di vita, quando sente che non c'è più molto da fare, Martina decide di rivelare a Stefano un segreto... Una storia legata alla sua adolescenza di cui nemmeno sua sorella è al corrente. 

"E' successo molto tempo fa, ed è una cosa che ho sempre cercato di dimenticare, tenendola chiusa dentro di me molto ben nascosta, provando a non farla riaffiorare mai, ma credo che ora sia il momento di raccontarti tutto".

Un segreto che, anche se in apparenza è doloroso e legato a cose successe anni prima, aiuterà Stefano a trovare la forza per rialzarsi dopo la morte della sua amata. La scomparsa di Martina distrugge la vita di Stefano... il dolore è immenso e lui inizia  a bere e ad allontanarsi da tutti. 

Proprio quando ormai crede di non aver più un motivo per vivere, Martina gli compare in sogno, invitandolo a riappropriarsi della sua vita. Così la mattina seguente Stefano decide di accettare una proposta del padre di Martina, Lorenzo, e si trasferisce in Brasile, dove l'uomo vive già da moltissimi anni. Proprio in Brasile Stefano scoprirà che una parte di Martina, in un modo o nell'altro, sarà sempre con lui e lui dovrà farsi forza e tornare a credere nel futuro, perché qui scopre di non essere più solo... 

"La mancanza di Martina era troppo forte ancora, e vivere la vita quotidiana senza di lei era troppo per me in quel momento. Dovevo andar via, accettare l'invito di Lorenzo, e seguire le indicazioni di un sogno. Seguire le indicazioni di un sogno. Che cosa ridicola. Ma dovevo farlo". 

Un libro che consiglio a tutti i romantici e a quelli che hanno voglia di emozionarsi con una storia d'amore che, anche se inizialmente potrebbe apparire come "già sentita", ha un finale tuttavia positivo, che sa di vita e di speranza e che riuscirà a sorprendervi. 

Inoltre, per tutti quelli che amano accompagnare la lettura con un sottofondo musicale, sarà interessante sapere che nell'ultima pagina del libro sono riportati i titoli delle canzoni che vengono citate nel corso di tutta la narrazione e che accompagnano la storia di Stefano e Martina, dal loro primo incontro, fino alla svolta finale. 
Un libro dal linguaggio semplice, che si lascia leggere: io l'ho divorato in soli due giorni.  
Devo aggiungere, infine, una piccola nota negativa: disseminati nel racconto ci sono errori ortografici e di punteggiatura, che nel complesso non pregiudicano la storia ma possono dar fastidio ai lettori un po' più pignoli. 

Ringrazio di cuore l'autore Mario Francesco Gastoldi, per avermi dato la possibilità di leggere questo suo toccante romanzo colmo d'amore e di speranza. 

Fatemi sapere nei commenti se questa recensione vi ha incuriosito ❤️ 
A presto! 

venerdì 29 gennaio 2021

Recensione libro "Il diario del silenzio" di Martina Vaggi


"E' stato come se il mondo, a un certo punto, ci avesse messo di fronte un enorme specchio, costringendoci a guardarci dentro tutto il giorno. Senza maschere. Senza un lavoro che ci tenesse impegnati costantemente"


"Ho trascorso due mesi a cercare persone che avessero vissuto esperienze. Le ho trovate, le ho ascoltate, le ho custodite dentro di me. Ogni loro esperienza io l'ho vissuta attraverso i loro occhi. Mi sono immersa completamente nella loro vita attraverso le loro parole. Tutto quello che loro mi raccontavano io lo assorbivo, diventava come inchiostro sulla mia pelle. E io ho usato quell'inchiostro per scrivere di loro".

[Martina Vaggi]




RECENSIONE: E' stato difficile per me leggere questo libro, e mi trovo ancora più in difficoltà a scriverne una recensione; questo semplicemente perché in queste pagine si parla di vita vera, di storie e sentimenti che tutti noi abbiamo provato in un modo o nell'altro. 
"Il diario del silenzio" è una raccolta di racconti, o meglio, di storie e testimonianze di persone comuni, bambini, ragazzi, anziani, ma anche infermieri, medici, farmacisti, volontari ed altri professionisti di diverse regioni italiane che, a causa del Coronavirus, da un giorno all'altro si sono ritrovati a vivere una quotidianità diversa da quella alla quale erano abituati. Una quotidianità fatta di mascherine, guanti, isolamento e tanta paura. 

[...] Nulla di nuovo, quindi, rispetto alla normalità della vita di Paolo in caserma. Nulla di nuovo, a parte il cambio dell'orario. E il fatto che fuori ci fosse un silenzio di tomba. Nulla di nuovo, a parte il suono, persistente e continuo, delle ambulanze che continuavano a passare in città. A parte questo, nulla di nuovo, davvero".

Nel marzo scorso,come tutti sappiamo, è arrivato in Italia questo virus terribile, che ha inghiottito le vite di tutti noi ed è diventato l'ostacolo più grande per ogni lavoro, progetto e attività. Il libro, che descrive perfettamente ciò che è accaduto attraverso gli occhi di tante persone che hanno deciso di condividere la loro personale esperienza, è diviso in tre macro capitoli, a ciascuno dei quali corrisponde una diversa fase della quarantena: "l'inizio", "resistere" e  "la riapertura". Si tratta di un vero e proprio diario che va dal 21 febbraio 2020, giorno in cui è stata indetta la prima zona rossa a Codogno, in Lombardia, fino al 10 agosto 2020, quando ormai la quarantena sembrava solo un ricordo lontano. 


...in quei giorni la tv era sempre accesa, le notizie che si susseguivano portavano agitazione, scompiglio. 

"Misure di contenimento del contagio". Una frase che sembrava quella di un film. Filomena non avrebbe mai potuto crederci, se non l'avesse letta su un documento ufficiale.

 


Nel primo capitolo viene descritta la situazione nei primi, terribili giorni, durante i quali le persone vengono costrette a casa per limitare i contagi, mentre medici ed infermieri si ritrovano a curare pazienti affetti da una malattia di cui sanno ancora troppo poco... Pazienti, nella maggior parte dei casi anziani, che oltre ad essere malati si ritrovano anche soli, distesi su un letto di ospedale, senza nessun parente a stringere le loro mani e a dare loro conforto.

Mentre apriva la porta per uscire sentì ancora il paziente dire: "Io ho paura. Mi sento solo". Alessandra ricacciò indietro le lacrime, proprio mentre la porta si chiudeva alle sue spalle. Nell'arco di quella notte aveva capito che a loro non veniva chiesto solo di fare il ruolo degli infermieri. Loro dovevano essere molte cose: professionisti, parenti e accompagnatori della solitudine più nera di quelle povere persone. 

 


 In questa raccolta non sono solo i fatti ad essere al centro dell'attenzione, ma anche i sentimenti: inquietudine, ansia, tristezza, impotenza, paura. Già...la paura. Quel sentimento che si è impossessato di tutti noi fin dai primissimi giorni. Una paura dettata, nella maggior parte dei casi, non dal virus e dal pericolo di essere contagiati, ma paura delle conseguenze di quell'isolamento forzato... paura di sè stessi, come afferma una terapeuta, intervistata dall'autrice di questo libro: 

La cosa che aveva notato in quelle settimane dove aveva lavorato più del solito era che qualsiasi tipo di problema una persona avesse avuto in precedenza, adesso si era accentuato a dismisura. Il mondo intero si era fermato ma le persone avevano cercato di continuare a muoversi.  I problemi dentro ognuno di loro si erano ingigantiti come se reclamassero, finalmente, l'attenzione che meritavano. Come se fosse finalmente arrivato il momento di risolverli.


 Nella seconda parte, che inizia dalla fine di marzo, sono raccolte le storie di quelle persone che in un modo o nell'altro, non si sono arrese: volontari che hanno deciso, ad un certo punto, di mettersi al servizio dei più bisognosi; liberi professionisti che, pur di portare avanti il loro lavoro, hanno deciso di digitalizzarsi il più possibile, ricorrendo allo smart working, lezioni scolastiche e addirittura corsi sportivi tenuti online, per cercare comunque quel briciolo di normalità quotidiana di cui tutti avevamo estremo bisogno. 

-"Allora, bambini, abbiamo finito di disegnare i cuori?"                                                       Ci fu uno scoppio di "Siii!" detti tutti in coro.                                                                         - "Bene, allora alziamo i disegni, mostriamoli a tutta la classe!"                                           Così fecero. Lo schermo si riempì di cuori disegnati nella maniera più personale e stramba possibile. Fu una sensazione strana quella che provò Veronica in quel momento: era strano pensare che tutto il mondo non fosse in quella stanza, i  quei cuori disegnati con tanta cura. 


 Nella terza parte, quando la quarantena è giunta finalmente a termine, sono raccolte le testimonianze dei primi, timidi segnali di ripresa. Tra i mille dubbi di non farcela e i grandi problemi economici, le attività hanno deciso comunque di riaprire, le persone hanno ricominciato a vivere, a fare progetti... segnali di ripresa si sono visti ovunque, ma nessuno riuscirà mai a dimenticare quei giorni e quel silenzio surreale che resterà impresso nel cuore di tutti, per sempre. 

In quel momento decise che non si sarebbe arreso. Perché per lui tirare giù quella serranda sul suo negozio in maniera definitiva equivaleva a chiuderla su se stesso. Significava morire prima del tempo. 

 

 

Questo libro mi ha commossa profondamente ad ogni pagina e, anche se ripercorrere con la mente quei giorni di quasi un anno fa è stato molto difficile, soprattutto se si pensa al fatto che ancora non ne siamo usciti del tutto, penso che sia un libro che va letto. È importante, secondo me, avere una raccolta di testimonianze vere, come questa, nella propria libreria per far comprendere anche alle generazioni future i sacrifici che sono stati fatti e per tenere sempre vivo il ricordo di chi ha rischiato o, addirittura, perso la vita per aiutare gli altri.

 



Bene lettori, anche questa recensione è giunta al termine. Vi ricordo che, se volete, potete lasciarmi un vostro pensiero o parere nei commenti. Grazie comunque per aver dedicato del tempo alla lettura di questo mio articolo. Un ringraziamento speciale va all'autrice Martina Vaggi, che mi ha dato la possibilità di conoscere e leggere questa sua raccolta. ❤

 

giovedì 7 gennaio 2021

SEGNALAZIONE - "Perhaps Love" di Bluebird


Ciao a tutti lettori, oggi sono qui per segnalarvi il romanzo "Perhaps Love" di Bluebird
Si tratta di un music romance, primo della Sky Series costituita da 5 libri, tutti autoconclusivi ma legati tra loro.

👉 Vi lascio di seguito la TRAMA:

Bee Anderson non si aspetta niente dalla vita. A ventidue anni è indurita dal tempo e dal poco amore ricevuto dalla madre.
Ha solo i suoi amici James e Anne su cui poter contare: gli unici che possa chiamare famiglia.
Liverpool le sta stretta e come ogni prigioniero che si abitua alla sua condizione, Bee non vede alcun futuro se non quello di trascinarsi in modo ripetitivo, giorno dopo giorno.

A Lee HyunMin la vita ha regalato un talento immenso, portandolo a diventare il leader degli SG5: la più famosa band di kpop. L’impegno e il dolore lo hanno fortificato, ma essere un idol comporta rinunce. La sua intera esistenza è sotto i riflettori, senza mai poter lasciarsi andare.
Senza aver mai vissuto come un comune ragazzo di ventisette anni.

Un incontro casuale.
Una notte che sembra un sogno e loro soltanto due giovani ragazzi.
Come tutti i bei sogni anche quella notte finirà, ma il destino li farà incontrare ancora, otto mesi dopo a Seoul, in Corea.

C’è un disegno invisibile, una forza che li ha spinti a cercarsi tra miliardi di persone. Un sentimento capace di spazzare via incertezze e ostacoli.
Delicato e fragile come le ali di una farfalla.
Potente e tumultuoso come uragano.
Oltre i riflettori, oltre la paura di perdersi, oltre le parole non dette.

È proprio quando tutto sembra perfetto, che la vita pone di nuovo Bee davanti ad una scelta: l’unica che non avrebbe mai voluto fare. Perché l’amore per Hyun-Min è più forte di qualsiasi cosa e la felicità del ragazzo che ama, più importante di tutto.

Dalla fredda e nebbiosa Inghilterra fino alla moderna e colorata Corea, una storia al ritmo del kpop, un viaggio alla ricerca di se stessi.

Per spogliarsi delle proprie maschere.
Per imparare a sorridere.
Per imparare ad amare.

❓ Vi ispira questa storia? Avete mai letto dei music romance? 
Fatemelo sapere nei commenti. 
Grazie, come sempre, per il supporto ❤️
A presto 😘

mercoledì 6 gennaio 2021

Recensione libro "Io sono una famiglia - Il gabbiano" di Liz Chester Brown


 "Voglio essere libero. E, per raggiungere questo stato di grazia, l'unica cosa possibile è: volare!"

TRAMA: Sullo sfondo di una Liguria arroccata tra cielo e mare, le vicende di Arianna, dall'infanzia all'età matura, raccontate con sereno distacco e un pizzico di ironia. Un dramma familiare moderno che, con la leggerezza di un battito d'ali, non volge mai in tragedia grazie all'incrollabile forza dell'amore. La protagonista, nata e cresciuta senza l'amore materno, riuscirà infatti a uscire dal suo labirinto tirando fuori tutta l'energia positiva e costruttiva trasmessale dal padre e tenuta soffocata dalla malattia della madre. Un vibrante racconto che rimanda, per analogie di contenuto e di impalcatura narrativa, al Notturno op. 48 n. 1 di Fryderyk Chopin.

RECENSIONE: Romanzo di formazione e saga familiare: sono questi i due generi che, a parer mio, racchiudono e descrivono al meglio le caratteristiche di questo romanzo. In queste pagine si parla, infatti, della vita di Arianna, dalla sua infanzia fino all'età adulta, ma al centro del racconto c' è anche la sua famiglia che sarà, per lei, allo stesso tempo salvezza e condanna. 
Fin dalle prime pagine si comprende come, in realtà, la vita di questa donna non sia stata affatto semplice: nelle primissime pagine si descrive, infatti, lo stato d'animo di Arianna, che si trova ormai alla fine di un percorso fatto di ricordi, rimpianti e sedute di psicoanalisi.

Ciò che avvertì fu la medesima sensazione di quando uno si risveglia al mattino dopo un lungo sonno ristoratore e pensa che "oggi è un altro giorno". Nuovo, diverso. Per sempre.

 Ma andiamo con ordine.

Il romanzo, scritto in terza persona da un narratore onnisciente, è diviso in due parti.
Nella prima metà del libro si racconta della nascita di Arianna e si descrive la reazione che suoi genitori hanno avuto in questo evento. Mentre, infatti, il padre di Arianna, Francesco, si dimostra fin da subito affettuoso e amorevole nei confronti della piccola, la madre, Ada, reagisce in un modo del tutto particolare, dimostrandosi anaffettiva e poco propensa all'amore, adottando un comportamento quasi innaturale per una madre. 

"Nei giorni seguenti Ada si rifiutò di dare il latte alla figlioletta e si chiuse in un mutismo allarmante. Le suore erano esterrefatte da un simile comportamento, mai in vita loro avevano visto una cosa del genere: una mamma che rifiuta la propria creatura".

 Questa prima parte poi, si sviluppa in una serie di flashback in cui si racconta del primo incontro tra Ada e Francesco, si parla delle loro rispettive famiglie di provenienza, della nascita di Ginevra, ossia la sorella maggiore di Arianna, e della venuta al mondo di Emanuele, il figlio maschio tanto sospirato da Ada. Dalla descrizione degli ambienti familiari in cui Ada e Francesco sono cresciuti, si comprendono immediatamente le differenze sostanziali, dal punto di vista caratteriale e comportamentale, tra i due. Mentre Francesco è cresciuto in una famiglia fondata su sani principi, piena di amore e di dedizione verso i figli e intellettualmente aperta alla cultura,alla musica e a qualsiasi altra forma di arte, Ada proviene da una delle più classiche e rigide famiglie patriarcali, nella quale amore ed affetto sono stati sempre assenti e dove tutto gira intorno agli interessi economici ed al benestare. 


Francesco e sua sorella maggiore Lisetta nacquero quindi nel piccolo borgo marinaro di Bogliasco [...]. "Essere signori non vuol dire essere ricchi", li educava la madre, "significa saper stare a proprio agio con ogni genere di persona: dalla più semplice alla più raffinata, dall'ignorante all'intellettuale". 

 "Lei, Ada, era cresciuta con un padre molto severo e una madre prepotente: due caratteri forti che avevano educato i figli alla sottomissione e alla cieca obbedienza". 


La famiglia di Ada è fatta di apparenza e tutti i suoi componenti sembrano privi di qualsiasi tipo di sentimento, al punto tale che arrivano a rinchiudere in una stanza il loro ultimo figlio, Angelino, il quale, forse proprio a causa di un' infanzia priva di amore e delle continue liti tra i genitori, risulta essere affetto da problemi psichiatrici, che lo portano ad assumere,talvolta, comportamenti violenti. Angelino è una vergogna per i suoi genitori, i quali, invece di curarlo, decidono di nasconderlo agli occhi della società, solo in apparenza bella, ricca e perfetta di cui fanno orgogliosamente parte. 


"Il povero Angelino temeva la sorella e gli toccava subire i suoi metodi coercitivi quando l'aiutava a fare i compiti. [...] Nessuno in casa Duella si preoccupò mai di andare a fondo, alla radice dei problemi che fin da piccolo avevano minato la mente di Angelino. Quando finalmente fu chiamato un medico e venne fatta una diagnosi preoccupante ma definitiva, Angelino divenne il baluardo della loro cristiana sofferenza".
L'unica luce nella vita di Arianna, dei suoi fratelli e di Angelino stesso è Francesco, padre amorevole che, una volta compresa la malattia della moglie, e dei problemi della famiglia di origine della stessa, decide di restare, di sopportare i soprusi e le continue scenate di Ada e cerca in tutti i modi di non far mancare nulla ai suoi figli, di difenderli il più possibile da quella madre, spesso anche violenta,  e soprattutto si impegna affinché loro non risentano dell'enorme vuoto provocato dalla mancanza dell'amore materno. 

"Piano piano iniziò a capire che sua moglie portava dentro un mare di sofferenza che le condizionava la vita, il suo modo di essere, di comportarsi. E, sposandola, si era impigliato in una rete dalla quale era ormai difficile liberarsi".

 


Arianna, dalle spiccate doti artistiche, sarà quella che più di tutti si scontrerà con la madre e si affezionerà al padre ed a sua zia, Lisetta, che insieme ai nonni paterni, diventeranno i suoi punti di riferimento, nonché la sua vera famiglia. Quando è con loro, Arianna si sente finalmente a casa e riceve tutto l'amore e il sostegno di cui ha bisogno, tuttavia non riesce a liberarsi dalle prepotenze della madre.

"Poi c'erano i sabati mattina, quando arrivava il padre: Arianna raggiungeva il massimo della felicità! Dimenticava di avere la madre che aveva e si perdeva nell'illusione che quella fosse la sua famiglia: la nonna, il padre e i tre cugini di Ruta!".

 La seconda parte inizia con in matrimonio di Arianna,ma il suo incubo non finisce... Costretta a rinunciare ai suoi sogni, Arianna si annullerà completamente e cercherà, insieme ai suoi tre figli, di resistere ad una vita piatta e priva di senso, fino al giorno in cui l'incontro con un altro uomo le aprirà gli occhi e la donna deciderà, immediatamente dopo quell'incontro, di cambiare totalmente la sua vita. 

Arianna deciderà così di affrontare  i suoi demoni e di riprendere in mano la sua esistenza. 

"Claudio l'aiutò a recuperare la sua voglia di sapere e lei riprese piano piano interesse per l'arte, la filosofia, la scienza: un mondo che aveva dimenticato ma che in un tempo remoto aveva amato tanto".

 

La lettura di questo libro è stata molto lenta per me; nonostante infatti il testo sia scritto bene e scorrevole, sono stati i temi trattati a richiedere del tempo per essere assimilati. Una madre che non accetta i suoi figli, che arriva a picchiarli per delle sciocchezze e che denigra il marito solo perché egli non guadagna abbastanza... Si fa fatica a rendersi conto che queste cose sono reali, che sono accadute e continuano ad  accadere intorno a noi. 
Questo libro fa riflettere anche sul ruolo della famiglia e sull'importanza che ha l'amore dei genitori nell'educazione dei figli: i bambini non amati saranno dei genitori che non sanno amare, ma non per cattiveria, semplicemente perché non conoscono l'amore. E come si può trasmettere una cosa che non si conosce? Figura chiave del racconto è sicuramente il padre di Arianna, Francesco, dalla grande bontà d'animo che rinuncia a tutta la sua vita esclusivamente per rendere felici i suoi figli e salvarli dall'aridità della madre. "Io sono una famiglia" è una storia che fa provare tante emozioni: dispiacere e rabbia, ma anche voglia di volare via lontano dalle cose che ci fanno star male... Come un gabbiano, che leggero, sorvola l'azzurro del mare dall'alto, e non si sofferma, non si preoccupa dei mali che affliggono la terra e gli uomini che la abitano. Una storia che vale la pena di essere letta.




Bene lettori, anche questa recensione è giunta al termine. Se siete arrivati a leggere fin qui, vi ringrazio per la pazienza e spero che il mio pensiero su questo libro abbia suscitato in voi almeno un pò di curiosità. 
Se vi va, fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate.

In ultima battuta ringrazio l'autrice per avermi dato la possibilità di leggere la sua opera. 

sabato 2 gennaio 2021

SEGNALAZIONE - "Il vestito rosso" di Imelda Zeqiri


TRAMA: 
"Gli uomini in stato di veglia hanno un solo mondo che è loro comune. Nel sonno, ognuno ritorna a un suo proprio mondo particolare" scriveva il filosofo Eraclito di Efeso.
Ogni viaggio, reale o virtuale, inizia con un punto di partenza ma senza presunzione alcuna di conoscere la meta finale. Attraverso un'esplorazione profonda della protagonista Jane, inglese di nascita e fiorentina di adozione, il lettore navigherà tra gli spazi reconditi dell'anima e della mente, senza tralasciare la materia, oggetto di incanto e di allucinazione.
Tra le valli amorose, l'illusione e la passione, compaiono anche le ombre di alcuni uomini, posizionati sulla scia direzionale opposta a quella dell'eroe. Chi salverà Jane e il suo vestito rosso? Un viaggio nel tempo alla scoperta di chi vive abbandonato tra gli inganni della materia e chi si rifugia ermeticamente nei sogni per isolarsi dalla solitudine dell'abbandono.

ESTRATTO: 
“Eravamo attraversati da una crisi indiscutibile di valori ed emozioni, un’umanità che andava perdendo il senso del vivere e del gestire dignitosamente la propria vita. Si assisteva ad una mutazione dell’io, al suo disintegrarsi, imprigionati negli schemi così rigidi di una società che avanzava senza tener conto della fragilità umana”.

Ciao lettori! Oggi voglio segnalarvi questo romanzo che a me ha incuriosito tantissimo, soprattutto per l'ambientazione: Firenze. È una città che adoro e che mi è rimasta nel cuore. E a voi? Vi ispira la trama? Se volete fatemelo sapere nei commenti!  
A presto! ❤️

lunedì 30 novembre 2020

Recensione libro "Uno spazio senza tempo" di Allegra Giulia Perboni


 "A volte ci capitano cose che sembrano non avere senso, che sconvolgono i nostri piani, ma opporsi agli eventi non è la risposta. Devi solo assecondare il flusso della vita, riconoscere i segni del destino".

TRAMA: Giada è un'adolescente che comincia presto a scontrarsi e incontrarsi con la vita. La sua storia è specchio di tante altre: la famiglia che si sfalda, il bullismo, la ribellione, i tradimenti, la fuga a Londra per bruciare il passato e accendere il futuro. Giada inquieta nel suo mondo sottosopra. E poi le passioni, gli amori che travolgono e che lasciano il segno, la ricerca del proprio spazio nel mondo, i sogni da realizzare. Giada diventa grande attraverso esperienze ed errori, e scopre in sè un talento insospettabile che ha radici profonde: sarà proprio quello che la farà volare. 



RECENSIONE: "Uno spazio senza tempo" racconta le vicende di un'adolescente alle prese con la vita. Si tratta di un romanzo di formazione nel quale possiamo seguire le varie tappe della crescita di Giada da quando lei è praticamente una bambina, fino al momento in cui capisce, finalmente, quale strada dovrà percorrere nella sua vita. Il libro è diviso in tre parti, ciascuna delle quali rappresenta un gradino della vita di questa ragazza. Ma analizziamo i tre diversi momenti nel dettaglio:

Nella prima parte, Giada è una ragazzina di 14 anni che frequenta un liceo nel quale non è mai riuscita ad integrarsi, in una città Milano, che le è apparsa fin da subito grigia e fredda. Giada,infatti, non è nata a Milano ma in un piccolo paese affacciato sul mare, Cesenatico, che ad un certo punto della sua adolescenza ha dovuto abbandonare a causa del lavoro di suo padre.

"Il mare è sempre stato lì per lei: sulla spiaggia ha battezzato la sua libertà muovendo i primi passi e ha imparato le cose della vita chiacchierando sulla battigia con nonno Carlo. L'acqua le ha insegnato a stare a galla nelle difficoltà, a tenere la bocca chiusa quando serve, a non affogare mai. Ogni ricordo della sua vita è legato al mare".


 Tuttavia dal momento in cui arrivano a Milano, la sua famiglia, che è sempre stata unita e osservante delle tradizioni, inizia a trasformarsi in maniera repentina e si sgretola sotto i suoi occhi.

"A Milano il perenne senso di affanno era un inquilino ingombrante e nella ricerca sfrenata di qualcosa che non sapevano nemmeno cosa fosse, si perdevano".


 Giada viene trascurata, i suoi problemi passano in secondo piano e al dolore fisico e psicologico procuratole dal bullismo di cui è vittima a scuola, si aggiunge il dolore causato dal fatto che vede lentamente la sua famiglia sfaldarsi: il padre, Paolo, totalmente assente e la madre, Anna, che, nella sua solitudine, viene colpita da una forte depressione.

"Anna si alza in piedi in mutande e canottiera e Giada non può fare altro che buttare gli occhi a terra, fingendo di non notare quanto sia sottopeso. La schiena è ossuta, le cosce grosse quanto i polpacci. Guardandola camminare si ha paura che si spezzi, sembra una bimba malnutrita dalla pancia gonfia" [...]. "Giada vuole solo essere figlia e lasciar cadere nel vuoto le bugie di Anna sul suo appetito".


 La frenesia di quella grande città le fa percepire ancora di più la mancanza di ciò che Giada è stata costretta a lasciare nel suo paese d'origine: il mare, i suoi nonni e il suo amico d'infanzia Lorenzo. Nonostante ciò la ragazza cerca, fin da subito di reagire, non le piace quello che sta vivendo, lo dice apertamente e in molte situazioni sembra essere molto più matura rispetto agli adulti che dovrebbero solo amarla e che, invece, si lasciano andare alle loro debolezze, mostrandosi molto più fragili di lei. 

Giada osserva la scena senza parole, le gira leggermente la testa, le preoccupazioni per il tema di italiano diventano niente dopo l'umiliazione che prova nel dover assistere agli atteggiamenti imbarazzanti del padre. Ma Paolo non la considera più, troppo preso a pavoneggiarsi intrattenendo la ciclista, e a Giada  non resta che caricarsi sulle spalle lo zaino pesante, chiudere la portiera con la voglia di spaccare la macchina e incamminarsi verso la scuola".


 Nella seconda parte Giada si ritrova a frequentare un costosissimo collegio scelto per lei dal padre. Lontana dai suoi genitori, la ragazza tenta di accettare quella situazione e di costruirsi una vita, ma le mancano comunque i suoi affetti e la vita nel collegio è difficile e piena di insidie.

"Per distrarsi afferra il telefono, ma i suoi non le rispondono e di amiche da chiamare non ne ha, non resta altro che consolarsi col cibo".

 Nel caos dei suoi sentimenti e nella sua immensa solitudine, Giada, durante gli anni del collegio si ritroverà persino ad essere amica con la ragazza che è stata, fin dai tempi del liceo, la sua acerrima nemica. 

"Stentava a crederci, eppure, dal giorno in cui l'epilessia le aveva fatto sembrare più umana la sua vecchia nemica, Giada aveva iniziato a guardarla con occhi diversi..."


 Nella terza e ultima parte del libro troviamo Giada, ormai 20enne, che esasperata dalla sua famiglia e dalle continue delusioni, è fuggita da Milano e, come tanti ragazzi della sua età, si è trasferita a Londra, alla ricerca della sua indipendenza e di un posto nel mondo. Tuttavia la vita londinese non è facile come pensava.

"Qual'era, poi, il suo sogno? In quei mesi, aveva incontrato gente di ogni tipo, Londra era un tale generatore di culture, desideri e passioni che avrebbe potuto alimentare di energia propria tutte le case se si fossero attaccate ai cuori dei giovani che vi si erano rifugiati. Eppure lei si sentiva a terra".


 Disperata si ritroverà a chiedere aiuto, a cercare certezze ricongiungendosi con persone del suo passato, che scoprirà però, non potranno mai far parte del suo futuro...


Le tre parti di questo romanzo, anche se piene di sentimenti contrastanti, tradimenti, delusioni ed incertezze, hanno un filo rosso che le unisce; questo filo rosso è rappresentato da una grande passione di Giada: la cucina.

"Senza sapere esattamente cosa andrà a fare, inconsapevole di un talento che ha radici profonde, lascia che le mani si mettano in moto mentre s'immerge in quel regno magico. Cucinare la diverte: l'attesa non le pesa, quello è uno spazio senza tempo impregnato di odore buono".


 E' l'arte di saper cucinare, tramandatole dalla nonna, che tiene unita Giada alla sua terra e alle sue origini. Nonostante i problemi e le frustrazioni, Giada non appena si mette ai fornelli sembra trasformarsi in un' altra persona, torna a vivere, torna ai suoi ricordi e ai momenti più belli della sua infanzia. La sua passione è talmente accentuata che tutti quelli che entrano a fare parte della sua vita nel corso degli anni, si rendono conto del suo talento. 

"Per lei, cibo vuol dire emozione, ricordi, lei che per ognuna delle ricette che ha imparato ha un aneddoto, lei che quando è in cucina ha gli occhi che ridono. E' chiaro a chiunque che ha un dono, anche a Max, solo che a lui non interessa farglielo capire"


 Forse è quella la strada giusta? Riuscirà Giada a fare le scelte che la porteranno al successo?


La lettura di questo romanzo è scorrevole nonostante qualche refuso. I fatti sono narrati in terza persona da un narratore onnisciente, che consente al lettore di capire veramente i pensieri di Giada e di ogni altra persona che entra a fare parte della sua vita. L'uso del tempo presente permette, invece, al lettore, di calarsi perfettamente nei panni della protagonista e di vivere la sua storia: leggendo il romanzo ho avuto l'impressione di avere una nuova amica che avrei voluto consolare nei momenti più difficili e alla quale, spesso, avrei voluto dare consigli e suggerimenti.

Reputo "Uno spazio senza tempo" una lettura adatta principalmente agli adolescenti che cercano la propria strada e che non smettono mai di chiedersi quale sia lo scopo della loro vita; quegli stessi adolescenti che vedono il mondo muoversi mentre loro restano fermi e si perdono nel mare di scelte che possono prendere, che sembrano però sempre poco adatte per sè stessi; questo romanzo, tuttavia, è perfetto anche per tutti quegli adulti che faticano ad ammettere le loro fragilità e non si rendono conto che quelle stesse debolezze feriscono anche le persone che hanno intorno.

 Io penso che questo libro voglia essere anche un messaggio per tutti i suoi lettori: ognuno di noi possiede il proprio "spazio senza tempo", quel luogo, fisico o immaginario, in cui ci rifugiamo quando la vita si fa troppo difficile; il primo passo da fare, per tutti quelli che stanno ancora cercando la propria strada ma hanno difficoltà a trovarla, è proprio quello di riconoscere questo luogo, riconoscere ciò che ci piace fare, ciò che ci rende felici e agire in maniera tale da trasformare quel sogno che, per troppo tempo e per diversi motivi abbiamo sepolto nel nostro cassetto, in una meravigliosa realtà, nella nostra realtà.


Ho terminato di leggere questo libro il 25 novembre, giornata mondiale dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne... solo un caso, tuttavia questo romanzo, che ha come protagonista una donna forte e determinata, ma che ha dovuto affrontare tante insidie, mi ha fatto riflettere molto. Giada è una ragazza dal carattere forte, che fin da subito tenta di conquistare la sua libertà, fuggendo da quelle decisioni che altri hanno preso al posto suo e decidendo, ad un certo punto, di intraprendere, nonostante tutto, la strada dell'indipendenza, che in realtà le fa tanta paura, ma che vuole assolutamente percorrere per allontanarsi da tutto quello che la fa star male.

"Quando non sai cosa fare, non fare nulla. Non andare in giro chiedendo: tu che ne pensi? Non chiedere agli altri le risposte che solo tu puoi trovare. E' la tua, di vita!"

Nonostante tutte le difficoltà, gli sbagli, la cattiveria delle persone e le difficili scelte da prendere ogni giorno, Giada trova sempre la forza per lottare e andare avanti... e quello che la spinge a fare tutto ciò è la grande passione, è l'ardore che conserva nel suo cuore e non permette a nessuno di scalfire quel suo desiderio profondo. 


La storia di Giada è simile a quella di molte altre ragazze della sua età e invita a non arrendersi mai, nemmeno quando nessuno sembra credere in te, perfino quelle persone che credevi ti amassero e che invece nascondono nella loro testa tutta un'altra opinione sulle tue scelte e sulle tue azioni. Andare avanti sempre, senza lasciarsi scoraggiare da nessuno, è la più grande dimostrazione d'amore verso noi stesse, perchè nessuno può permettersi di giudicarci, nessuno può permettersi di ostacolare il nostro cammino, nessuno può decidere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato per noi e di questo Giada sembra esserne un'orgogliosa portavoce.

"Mai lasciare che le proiezioni degli altri su noi stessi ci confondano fino a modificare la nostra vera natura e la nostra inclinazione. Promettimi di ascoltarti sempre".


Bene lettori, anche questa  recensione è giunta al termine. Vi ringrazio per aver letto fin qui e spero che questo mio giudizio vi sia utile. Se amate i romanzi di formazione leggete "Uno spazio senza tempo"... non ve ne pentirete assolutamente, parola di lettrice ;-)
Come sempre, se vi va, fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate, se già conoscete questo libro o se avete intenzione di leggerlo. Un bacio a tutti e mi raccomando... CREDETE SEMPRE NEI VOSTRI SOGNI!
❤
PS. ringrazio di cuore l'autrice Allegra Giulia Perboni per avermi fatto conoscere la sua opera e avermi dato la possibilità di leggerla. 

 

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