venerdì 29 gennaio 2021

Recensione libro "Il diario del silenzio" di Martina Vaggi


"E' stato come se il mondo, a un certo punto, ci avesse messo di fronte un enorme specchio, costringendoci a guardarci dentro tutto il giorno. Senza maschere. Senza un lavoro che ci tenesse impegnati costantemente"


"Ho trascorso due mesi a cercare persone che avessero vissuto esperienze. Le ho trovate, le ho ascoltate, le ho custodite dentro di me. Ogni loro esperienza io l'ho vissuta attraverso i loro occhi. Mi sono immersa completamente nella loro vita attraverso le loro parole. Tutto quello che loro mi raccontavano io lo assorbivo, diventava come inchiostro sulla mia pelle. E io ho usato quell'inchiostro per scrivere di loro".

[Martina Vaggi]




RECENSIONE: E' stato difficile per me leggere questo libro, e mi trovo ancora più in difficoltà a scriverne una recensione; questo semplicemente perché in queste pagine si parla di vita vera, di storie e sentimenti che tutti noi abbiamo provato in un modo o nell'altro. 
"Il diario del silenzio" è una raccolta di racconti, o meglio, di storie e testimonianze di persone comuni, bambini, ragazzi, anziani, ma anche infermieri, medici, farmacisti, volontari ed altri professionisti di diverse regioni italiane che, a causa del Coronavirus, da un giorno all'altro si sono ritrovati a vivere una quotidianità diversa da quella alla quale erano abituati. Una quotidianità fatta di mascherine, guanti, isolamento e tanta paura. 

[...] Nulla di nuovo, quindi, rispetto alla normalità della vita di Paolo in caserma. Nulla di nuovo, a parte il cambio dell'orario. E il fatto che fuori ci fosse un silenzio di tomba. Nulla di nuovo, a parte il suono, persistente e continuo, delle ambulanze che continuavano a passare in città. A parte questo, nulla di nuovo, davvero".

Nel marzo scorso,come tutti sappiamo, è arrivato in Italia questo virus terribile, che ha inghiottito le vite di tutti noi ed è diventato l'ostacolo più grande per ogni lavoro, progetto e attività. Il libro, che descrive perfettamente ciò che è accaduto attraverso gli occhi di tante persone che hanno deciso di condividere la loro personale esperienza, è diviso in tre macro capitoli, a ciascuno dei quali corrisponde una diversa fase della quarantena: "l'inizio", "resistere" e  "la riapertura". Si tratta di un vero e proprio diario che va dal 21 febbraio 2020, giorno in cui è stata indetta la prima zona rossa a Codogno, in Lombardia, fino al 10 agosto 2020, quando ormai la quarantena sembrava solo un ricordo lontano. 


...in quei giorni la tv era sempre accesa, le notizie che si susseguivano portavano agitazione, scompiglio. 

"Misure di contenimento del contagio". Una frase che sembrava quella di un film. Filomena non avrebbe mai potuto crederci, se non l'avesse letta su un documento ufficiale.

 


Nel primo capitolo viene descritta la situazione nei primi, terribili giorni, durante i quali le persone vengono costrette a casa per limitare i contagi, mentre medici ed infermieri si ritrovano a curare pazienti affetti da una malattia di cui sanno ancora troppo poco... Pazienti, nella maggior parte dei casi anziani, che oltre ad essere malati si ritrovano anche soli, distesi su un letto di ospedale, senza nessun parente a stringere le loro mani e a dare loro conforto.

Mentre apriva la porta per uscire sentì ancora il paziente dire: "Io ho paura. Mi sento solo". Alessandra ricacciò indietro le lacrime, proprio mentre la porta si chiudeva alle sue spalle. Nell'arco di quella notte aveva capito che a loro non veniva chiesto solo di fare il ruolo degli infermieri. Loro dovevano essere molte cose: professionisti, parenti e accompagnatori della solitudine più nera di quelle povere persone. 

 


 In questa raccolta non sono solo i fatti ad essere al centro dell'attenzione, ma anche i sentimenti: inquietudine, ansia, tristezza, impotenza, paura. Già...la paura. Quel sentimento che si è impossessato di tutti noi fin dai primissimi giorni. Una paura dettata, nella maggior parte dei casi, non dal virus e dal pericolo di essere contagiati, ma paura delle conseguenze di quell'isolamento forzato... paura di sè stessi, come afferma una terapeuta, intervistata dall'autrice di questo libro: 

La cosa che aveva notato in quelle settimane dove aveva lavorato più del solito era che qualsiasi tipo di problema una persona avesse avuto in precedenza, adesso si era accentuato a dismisura. Il mondo intero si era fermato ma le persone avevano cercato di continuare a muoversi.  I problemi dentro ognuno di loro si erano ingigantiti come se reclamassero, finalmente, l'attenzione che meritavano. Come se fosse finalmente arrivato il momento di risolverli.


 Nella seconda parte, che inizia dalla fine di marzo, sono raccolte le storie di quelle persone che in un modo o nell'altro, non si sono arrese: volontari che hanno deciso, ad un certo punto, di mettersi al servizio dei più bisognosi; liberi professionisti che, pur di portare avanti il loro lavoro, hanno deciso di digitalizzarsi il più possibile, ricorrendo allo smart working, lezioni scolastiche e addirittura corsi sportivi tenuti online, per cercare comunque quel briciolo di normalità quotidiana di cui tutti avevamo estremo bisogno. 

-"Allora, bambini, abbiamo finito di disegnare i cuori?"                                                       Ci fu uno scoppio di "Siii!" detti tutti in coro.                                                                         - "Bene, allora alziamo i disegni, mostriamoli a tutta la classe!"                                           Così fecero. Lo schermo si riempì di cuori disegnati nella maniera più personale e stramba possibile. Fu una sensazione strana quella che provò Veronica in quel momento: era strano pensare che tutto il mondo non fosse in quella stanza, i  quei cuori disegnati con tanta cura. 


 Nella terza parte, quando la quarantena è giunta finalmente a termine, sono raccolte le testimonianze dei primi, timidi segnali di ripresa. Tra i mille dubbi di non farcela e i grandi problemi economici, le attività hanno deciso comunque di riaprire, le persone hanno ricominciato a vivere, a fare progetti... segnali di ripresa si sono visti ovunque, ma nessuno riuscirà mai a dimenticare quei giorni e quel silenzio surreale che resterà impresso nel cuore di tutti, per sempre. 

In quel momento decise che non si sarebbe arreso. Perché per lui tirare giù quella serranda sul suo negozio in maniera definitiva equivaleva a chiuderla su se stesso. Significava morire prima del tempo. 

 

 

Questo libro mi ha commossa profondamente ad ogni pagina e, anche se ripercorrere con la mente quei giorni di quasi un anno fa è stato molto difficile, soprattutto se si pensa al fatto che ancora non ne siamo usciti del tutto, penso che sia un libro che va letto. È importante, secondo me, avere una raccolta di testimonianze vere, come questa, nella propria libreria per far comprendere anche alle generazioni future i sacrifici che sono stati fatti e per tenere sempre vivo il ricordo di chi ha rischiato o, addirittura, perso la vita per aiutare gli altri.

 



Bene lettori, anche questa recensione è giunta al termine. Vi ricordo che, se volete, potete lasciarmi un vostro pensiero o parere nei commenti. Grazie comunque per aver dedicato del tempo alla lettura di questo mio articolo. Un ringraziamento speciale va all'autrice Martina Vaggi, che mi ha dato la possibilità di conoscere e leggere questa sua raccolta. ❤

 

giovedì 7 gennaio 2021

SEGNALAZIONE - "Perhaps Love" di Bluebird


Ciao a tutti lettori, oggi sono qui per segnalarvi il romanzo "Perhaps Love" di Bluebird
Si tratta di un music romance, primo della Sky Series costituita da 5 libri, tutti autoconclusivi ma legati tra loro.

👉 Vi lascio di seguito la TRAMA:

Bee Anderson non si aspetta niente dalla vita. A ventidue anni è indurita dal tempo e dal poco amore ricevuto dalla madre.
Ha solo i suoi amici James e Anne su cui poter contare: gli unici che possa chiamare famiglia.
Liverpool le sta stretta e come ogni prigioniero che si abitua alla sua condizione, Bee non vede alcun futuro se non quello di trascinarsi in modo ripetitivo, giorno dopo giorno.

A Lee HyunMin la vita ha regalato un talento immenso, portandolo a diventare il leader degli SG5: la più famosa band di kpop. L’impegno e il dolore lo hanno fortificato, ma essere un idol comporta rinunce. La sua intera esistenza è sotto i riflettori, senza mai poter lasciarsi andare.
Senza aver mai vissuto come un comune ragazzo di ventisette anni.

Un incontro casuale.
Una notte che sembra un sogno e loro soltanto due giovani ragazzi.
Come tutti i bei sogni anche quella notte finirà, ma il destino li farà incontrare ancora, otto mesi dopo a Seoul, in Corea.

C’è un disegno invisibile, una forza che li ha spinti a cercarsi tra miliardi di persone. Un sentimento capace di spazzare via incertezze e ostacoli.
Delicato e fragile come le ali di una farfalla.
Potente e tumultuoso come uragano.
Oltre i riflettori, oltre la paura di perdersi, oltre le parole non dette.

È proprio quando tutto sembra perfetto, che la vita pone di nuovo Bee davanti ad una scelta: l’unica che non avrebbe mai voluto fare. Perché l’amore per Hyun-Min è più forte di qualsiasi cosa e la felicità del ragazzo che ama, più importante di tutto.

Dalla fredda e nebbiosa Inghilterra fino alla moderna e colorata Corea, una storia al ritmo del kpop, un viaggio alla ricerca di se stessi.

Per spogliarsi delle proprie maschere.
Per imparare a sorridere.
Per imparare ad amare.

❓ Vi ispira questa storia? Avete mai letto dei music romance? 
Fatemelo sapere nei commenti. 
Grazie, come sempre, per il supporto ❤️
A presto 😘

mercoledì 6 gennaio 2021

Recensione libro "Io sono una famiglia - Il gabbiano" di Liz Chester Brown


 "Voglio essere libero. E, per raggiungere questo stato di grazia, l'unica cosa possibile è: volare!"

TRAMA: Sullo sfondo di una Liguria arroccata tra cielo e mare, le vicende di Arianna, dall'infanzia all'età matura, raccontate con sereno distacco e un pizzico di ironia. Un dramma familiare moderno che, con la leggerezza di un battito d'ali, non volge mai in tragedia grazie all'incrollabile forza dell'amore. La protagonista, nata e cresciuta senza l'amore materno, riuscirà infatti a uscire dal suo labirinto tirando fuori tutta l'energia positiva e costruttiva trasmessale dal padre e tenuta soffocata dalla malattia della madre. Un vibrante racconto che rimanda, per analogie di contenuto e di impalcatura narrativa, al Notturno op. 48 n. 1 di Fryderyk Chopin.

RECENSIONE: Romanzo di formazione e saga familiare: sono questi i due generi che, a parer mio, racchiudono e descrivono al meglio le caratteristiche di questo romanzo. In queste pagine si parla, infatti, della vita di Arianna, dalla sua infanzia fino all'età adulta, ma al centro del racconto c' è anche la sua famiglia che sarà, per lei, allo stesso tempo salvezza e condanna. 
Fin dalle prime pagine si comprende come, in realtà, la vita di questa donna non sia stata affatto semplice: nelle primissime pagine si descrive, infatti, lo stato d'animo di Arianna, che si trova ormai alla fine di un percorso fatto di ricordi, rimpianti e sedute di psicoanalisi.

Ciò che avvertì fu la medesima sensazione di quando uno si risveglia al mattino dopo un lungo sonno ristoratore e pensa che "oggi è un altro giorno". Nuovo, diverso. Per sempre.

 Ma andiamo con ordine.

Il romanzo, scritto in terza persona da un narratore onnisciente, è diviso in due parti.
Nella prima metà del libro si racconta della nascita di Arianna e si descrive la reazione che suoi genitori hanno avuto in questo evento. Mentre, infatti, il padre di Arianna, Francesco, si dimostra fin da subito affettuoso e amorevole nei confronti della piccola, la madre, Ada, reagisce in un modo del tutto particolare, dimostrandosi anaffettiva e poco propensa all'amore, adottando un comportamento quasi innaturale per una madre. 

"Nei giorni seguenti Ada si rifiutò di dare il latte alla figlioletta e si chiuse in un mutismo allarmante. Le suore erano esterrefatte da un simile comportamento, mai in vita loro avevano visto una cosa del genere: una mamma che rifiuta la propria creatura".

 Questa prima parte poi, si sviluppa in una serie di flashback in cui si racconta del primo incontro tra Ada e Francesco, si parla delle loro rispettive famiglie di provenienza, della nascita di Ginevra, ossia la sorella maggiore di Arianna, e della venuta al mondo di Emanuele, il figlio maschio tanto sospirato da Ada. Dalla descrizione degli ambienti familiari in cui Ada e Francesco sono cresciuti, si comprendono immediatamente le differenze sostanziali, dal punto di vista caratteriale e comportamentale, tra i due. Mentre Francesco è cresciuto in una famiglia fondata su sani principi, piena di amore e di dedizione verso i figli e intellettualmente aperta alla cultura,alla musica e a qualsiasi altra forma di arte, Ada proviene da una delle più classiche e rigide famiglie patriarcali, nella quale amore ed affetto sono stati sempre assenti e dove tutto gira intorno agli interessi economici ed al benestare. 


Francesco e sua sorella maggiore Lisetta nacquero quindi nel piccolo borgo marinaro di Bogliasco [...]. "Essere signori non vuol dire essere ricchi", li educava la madre, "significa saper stare a proprio agio con ogni genere di persona: dalla più semplice alla più raffinata, dall'ignorante all'intellettuale". 

 "Lei, Ada, era cresciuta con un padre molto severo e una madre prepotente: due caratteri forti che avevano educato i figli alla sottomissione e alla cieca obbedienza". 


La famiglia di Ada è fatta di apparenza e tutti i suoi componenti sembrano privi di qualsiasi tipo di sentimento, al punto tale che arrivano a rinchiudere in una stanza il loro ultimo figlio, Angelino, il quale, forse proprio a causa di un' infanzia priva di amore e delle continue liti tra i genitori, risulta essere affetto da problemi psichiatrici, che lo portano ad assumere,talvolta, comportamenti violenti. Angelino è una vergogna per i suoi genitori, i quali, invece di curarlo, decidono di nasconderlo agli occhi della società, solo in apparenza bella, ricca e perfetta di cui fanno orgogliosamente parte. 


"Il povero Angelino temeva la sorella e gli toccava subire i suoi metodi coercitivi quando l'aiutava a fare i compiti. [...] Nessuno in casa Duella si preoccupò mai di andare a fondo, alla radice dei problemi che fin da piccolo avevano minato la mente di Angelino. Quando finalmente fu chiamato un medico e venne fatta una diagnosi preoccupante ma definitiva, Angelino divenne il baluardo della loro cristiana sofferenza".
L'unica luce nella vita di Arianna, dei suoi fratelli e di Angelino stesso è Francesco, padre amorevole che, una volta compresa la malattia della moglie, e dei problemi della famiglia di origine della stessa, decide di restare, di sopportare i soprusi e le continue scenate di Ada e cerca in tutti i modi di non far mancare nulla ai suoi figli, di difenderli il più possibile da quella madre, spesso anche violenta,  e soprattutto si impegna affinché loro non risentano dell'enorme vuoto provocato dalla mancanza dell'amore materno. 

"Piano piano iniziò a capire che sua moglie portava dentro un mare di sofferenza che le condizionava la vita, il suo modo di essere, di comportarsi. E, sposandola, si era impigliato in una rete dalla quale era ormai difficile liberarsi".

 


Arianna, dalle spiccate doti artistiche, sarà quella che più di tutti si scontrerà con la madre e si affezionerà al padre ed a sua zia, Lisetta, che insieme ai nonni paterni, diventeranno i suoi punti di riferimento, nonché la sua vera famiglia. Quando è con loro, Arianna si sente finalmente a casa e riceve tutto l'amore e il sostegno di cui ha bisogno, tuttavia non riesce a liberarsi dalle prepotenze della madre.

"Poi c'erano i sabati mattina, quando arrivava il padre: Arianna raggiungeva il massimo della felicità! Dimenticava di avere la madre che aveva e si perdeva nell'illusione che quella fosse la sua famiglia: la nonna, il padre e i tre cugini di Ruta!".

 La seconda parte inizia con in matrimonio di Arianna,ma il suo incubo non finisce... Costretta a rinunciare ai suoi sogni, Arianna si annullerà completamente e cercherà, insieme ai suoi tre figli, di resistere ad una vita piatta e priva di senso, fino al giorno in cui l'incontro con un altro uomo le aprirà gli occhi e la donna deciderà, immediatamente dopo quell'incontro, di cambiare totalmente la sua vita. 

Arianna deciderà così di affrontare  i suoi demoni e di riprendere in mano la sua esistenza. 

"Claudio l'aiutò a recuperare la sua voglia di sapere e lei riprese piano piano interesse per l'arte, la filosofia, la scienza: un mondo che aveva dimenticato ma che in un tempo remoto aveva amato tanto".

 

La lettura di questo libro è stata molto lenta per me; nonostante infatti il testo sia scritto bene e scorrevole, sono stati i temi trattati a richiedere del tempo per essere assimilati. Una madre che non accetta i suoi figli, che arriva a picchiarli per delle sciocchezze e che denigra il marito solo perché egli non guadagna abbastanza... Si fa fatica a rendersi conto che queste cose sono reali, che sono accadute e continuano ad  accadere intorno a noi. 
Questo libro fa riflettere anche sul ruolo della famiglia e sull'importanza che ha l'amore dei genitori nell'educazione dei figli: i bambini non amati saranno dei genitori che non sanno amare, ma non per cattiveria, semplicemente perché non conoscono l'amore. E come si può trasmettere una cosa che non si conosce? Figura chiave del racconto è sicuramente il padre di Arianna, Francesco, dalla grande bontà d'animo che rinuncia a tutta la sua vita esclusivamente per rendere felici i suoi figli e salvarli dall'aridità della madre. "Io sono una famiglia" è una storia che fa provare tante emozioni: dispiacere e rabbia, ma anche voglia di volare via lontano dalle cose che ci fanno star male... Come un gabbiano, che leggero, sorvola l'azzurro del mare dall'alto, e non si sofferma, non si preoccupa dei mali che affliggono la terra e gli uomini che la abitano. Una storia che vale la pena di essere letta.




Bene lettori, anche questa recensione è giunta al termine. Se siete arrivati a leggere fin qui, vi ringrazio per la pazienza e spero che il mio pensiero su questo libro abbia suscitato in voi almeno un pò di curiosità. 
Se vi va, fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate.

In ultima battuta ringrazio l'autrice per avermi dato la possibilità di leggere la sua opera. 

sabato 2 gennaio 2021

SEGNALAZIONE - "Il vestito rosso" di Imelda Zeqiri


TRAMA: 
"Gli uomini in stato di veglia hanno un solo mondo che è loro comune. Nel sonno, ognuno ritorna a un suo proprio mondo particolare" scriveva il filosofo Eraclito di Efeso.
Ogni viaggio, reale o virtuale, inizia con un punto di partenza ma senza presunzione alcuna di conoscere la meta finale. Attraverso un'esplorazione profonda della protagonista Jane, inglese di nascita e fiorentina di adozione, il lettore navigherà tra gli spazi reconditi dell'anima e della mente, senza tralasciare la materia, oggetto di incanto e di allucinazione.
Tra le valli amorose, l'illusione e la passione, compaiono anche le ombre di alcuni uomini, posizionati sulla scia direzionale opposta a quella dell'eroe. Chi salverà Jane e il suo vestito rosso? Un viaggio nel tempo alla scoperta di chi vive abbandonato tra gli inganni della materia e chi si rifugia ermeticamente nei sogni per isolarsi dalla solitudine dell'abbandono.

ESTRATTO: 
“Eravamo attraversati da una crisi indiscutibile di valori ed emozioni, un’umanità che andava perdendo il senso del vivere e del gestire dignitosamente la propria vita. Si assisteva ad una mutazione dell’io, al suo disintegrarsi, imprigionati negli schemi così rigidi di una società che avanzava senza tener conto della fragilità umana”.

Ciao lettori! Oggi voglio segnalarvi questo romanzo che a me ha incuriosito tantissimo, soprattutto per l'ambientazione: Firenze. È una città che adoro e che mi è rimasta nel cuore. E a voi? Vi ispira la trama? Se volete fatemelo sapere nei commenti!  
A presto! ❤️

lunedì 30 novembre 2020

Recensione libro "Uno spazio senza tempo" di Allegra Giulia Perboni


 "A volte ci capitano cose che sembrano non avere senso, che sconvolgono i nostri piani, ma opporsi agli eventi non è la risposta. Devi solo assecondare il flusso della vita, riconoscere i segni del destino".

TRAMA: Giada è un'adolescente che comincia presto a scontrarsi e incontrarsi con la vita. La sua storia è specchio di tante altre: la famiglia che si sfalda, il bullismo, la ribellione, i tradimenti, la fuga a Londra per bruciare il passato e accendere il futuro. Giada inquieta nel suo mondo sottosopra. E poi le passioni, gli amori che travolgono e che lasciano il segno, la ricerca del proprio spazio nel mondo, i sogni da realizzare. Giada diventa grande attraverso esperienze ed errori, e scopre in sè un talento insospettabile che ha radici profonde: sarà proprio quello che la farà volare. 



RECENSIONE: "Uno spazio senza tempo" racconta le vicende di un'adolescente alle prese con la vita. Si tratta di un romanzo di formazione nel quale possiamo seguire le varie tappe della crescita di Giada da quando lei è praticamente una bambina, fino al momento in cui capisce, finalmente, quale strada dovrà percorrere nella sua vita. Il libro è diviso in tre parti, ciascuna delle quali rappresenta un gradino della vita di questa ragazza. Ma analizziamo i tre diversi momenti nel dettaglio:

Nella prima parte, Giada è una ragazzina di 14 anni che frequenta un liceo nel quale non è mai riuscita ad integrarsi, in una città Milano, che le è apparsa fin da subito grigia e fredda. Giada,infatti, non è nata a Milano ma in un piccolo paese affacciato sul mare, Cesenatico, che ad un certo punto della sua adolescenza ha dovuto abbandonare a causa del lavoro di suo padre.

"Il mare è sempre stato lì per lei: sulla spiaggia ha battezzato la sua libertà muovendo i primi passi e ha imparato le cose della vita chiacchierando sulla battigia con nonno Carlo. L'acqua le ha insegnato a stare a galla nelle difficoltà, a tenere la bocca chiusa quando serve, a non affogare mai. Ogni ricordo della sua vita è legato al mare".


 Tuttavia dal momento in cui arrivano a Milano, la sua famiglia, che è sempre stata unita e osservante delle tradizioni, inizia a trasformarsi in maniera repentina e si sgretola sotto i suoi occhi.

"A Milano il perenne senso di affanno era un inquilino ingombrante e nella ricerca sfrenata di qualcosa che non sapevano nemmeno cosa fosse, si perdevano".


 Giada viene trascurata, i suoi problemi passano in secondo piano e al dolore fisico e psicologico procuratole dal bullismo di cui è vittima a scuola, si aggiunge il dolore causato dal fatto che vede lentamente la sua famiglia sfaldarsi: il padre, Paolo, totalmente assente e la madre, Anna, che, nella sua solitudine, viene colpita da una forte depressione.

"Anna si alza in piedi in mutande e canottiera e Giada non può fare altro che buttare gli occhi a terra, fingendo di non notare quanto sia sottopeso. La schiena è ossuta, le cosce grosse quanto i polpacci. Guardandola camminare si ha paura che si spezzi, sembra una bimba malnutrita dalla pancia gonfia" [...]. "Giada vuole solo essere figlia e lasciar cadere nel vuoto le bugie di Anna sul suo appetito".


 La frenesia di quella grande città le fa percepire ancora di più la mancanza di ciò che Giada è stata costretta a lasciare nel suo paese d'origine: il mare, i suoi nonni e il suo amico d'infanzia Lorenzo. Nonostante ciò la ragazza cerca, fin da subito di reagire, non le piace quello che sta vivendo, lo dice apertamente e in molte situazioni sembra essere molto più matura rispetto agli adulti che dovrebbero solo amarla e che, invece, si lasciano andare alle loro debolezze, mostrandosi molto più fragili di lei. 

Giada osserva la scena senza parole, le gira leggermente la testa, le preoccupazioni per il tema di italiano diventano niente dopo l'umiliazione che prova nel dover assistere agli atteggiamenti imbarazzanti del padre. Ma Paolo non la considera più, troppo preso a pavoneggiarsi intrattenendo la ciclista, e a Giada  non resta che caricarsi sulle spalle lo zaino pesante, chiudere la portiera con la voglia di spaccare la macchina e incamminarsi verso la scuola".


 Nella seconda parte Giada si ritrova a frequentare un costosissimo collegio scelto per lei dal padre. Lontana dai suoi genitori, la ragazza tenta di accettare quella situazione e di costruirsi una vita, ma le mancano comunque i suoi affetti e la vita nel collegio è difficile e piena di insidie.

"Per distrarsi afferra il telefono, ma i suoi non le rispondono e di amiche da chiamare non ne ha, non resta altro che consolarsi col cibo".

 Nel caos dei suoi sentimenti e nella sua immensa solitudine, Giada, durante gli anni del collegio si ritroverà persino ad essere amica con la ragazza che è stata, fin dai tempi del liceo, la sua acerrima nemica. 

"Stentava a crederci, eppure, dal giorno in cui l'epilessia le aveva fatto sembrare più umana la sua vecchia nemica, Giada aveva iniziato a guardarla con occhi diversi..."


 Nella terza e ultima parte del libro troviamo Giada, ormai 20enne, che esasperata dalla sua famiglia e dalle continue delusioni, è fuggita da Milano e, come tanti ragazzi della sua età, si è trasferita a Londra, alla ricerca della sua indipendenza e di un posto nel mondo. Tuttavia la vita londinese non è facile come pensava.

"Qual'era, poi, il suo sogno? In quei mesi, aveva incontrato gente di ogni tipo, Londra era un tale generatore di culture, desideri e passioni che avrebbe potuto alimentare di energia propria tutte le case se si fossero attaccate ai cuori dei giovani che vi si erano rifugiati. Eppure lei si sentiva a terra".


 Disperata si ritroverà a chiedere aiuto, a cercare certezze ricongiungendosi con persone del suo passato, che scoprirà però, non potranno mai far parte del suo futuro...


Le tre parti di questo romanzo, anche se piene di sentimenti contrastanti, tradimenti, delusioni ed incertezze, hanno un filo rosso che le unisce; questo filo rosso è rappresentato da una grande passione di Giada: la cucina.

"Senza sapere esattamente cosa andrà a fare, inconsapevole di un talento che ha radici profonde, lascia che le mani si mettano in moto mentre s'immerge in quel regno magico. Cucinare la diverte: l'attesa non le pesa, quello è uno spazio senza tempo impregnato di odore buono".


 E' l'arte di saper cucinare, tramandatole dalla nonna, che tiene unita Giada alla sua terra e alle sue origini. Nonostante i problemi e le frustrazioni, Giada non appena si mette ai fornelli sembra trasformarsi in un' altra persona, torna a vivere, torna ai suoi ricordi e ai momenti più belli della sua infanzia. La sua passione è talmente accentuata che tutti quelli che entrano a fare parte della sua vita nel corso degli anni, si rendono conto del suo talento. 

"Per lei, cibo vuol dire emozione, ricordi, lei che per ognuna delle ricette che ha imparato ha un aneddoto, lei che quando è in cucina ha gli occhi che ridono. E' chiaro a chiunque che ha un dono, anche a Max, solo che a lui non interessa farglielo capire"


 Forse è quella la strada giusta? Riuscirà Giada a fare le scelte che la porteranno al successo?


La lettura di questo romanzo è scorrevole nonostante qualche refuso. I fatti sono narrati in terza persona da un narratore onnisciente, che consente al lettore di capire veramente i pensieri di Giada e di ogni altra persona che entra a fare parte della sua vita. L'uso del tempo presente permette, invece, al lettore, di calarsi perfettamente nei panni della protagonista e di vivere la sua storia: leggendo il romanzo ho avuto l'impressione di avere una nuova amica che avrei voluto consolare nei momenti più difficili e alla quale, spesso, avrei voluto dare consigli e suggerimenti.

Reputo "Uno spazio senza tempo" una lettura adatta principalmente agli adolescenti che cercano la propria strada e che non smettono mai di chiedersi quale sia lo scopo della loro vita; quegli stessi adolescenti che vedono il mondo muoversi mentre loro restano fermi e si perdono nel mare di scelte che possono prendere, che sembrano però sempre poco adatte per sè stessi; questo romanzo, tuttavia, è perfetto anche per tutti quegli adulti che faticano ad ammettere le loro fragilità e non si rendono conto che quelle stesse debolezze feriscono anche le persone che hanno intorno.

 Io penso che questo libro voglia essere anche un messaggio per tutti i suoi lettori: ognuno di noi possiede il proprio "spazio senza tempo", quel luogo, fisico o immaginario, in cui ci rifugiamo quando la vita si fa troppo difficile; il primo passo da fare, per tutti quelli che stanno ancora cercando la propria strada ma hanno difficoltà a trovarla, è proprio quello di riconoscere questo luogo, riconoscere ciò che ci piace fare, ciò che ci rende felici e agire in maniera tale da trasformare quel sogno che, per troppo tempo e per diversi motivi abbiamo sepolto nel nostro cassetto, in una meravigliosa realtà, nella nostra realtà.


Ho terminato di leggere questo libro il 25 novembre, giornata mondiale dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne... solo un caso, tuttavia questo romanzo, che ha come protagonista una donna forte e determinata, ma che ha dovuto affrontare tante insidie, mi ha fatto riflettere molto. Giada è una ragazza dal carattere forte, che fin da subito tenta di conquistare la sua libertà, fuggendo da quelle decisioni che altri hanno preso al posto suo e decidendo, ad un certo punto, di intraprendere, nonostante tutto, la strada dell'indipendenza, che in realtà le fa tanta paura, ma che vuole assolutamente percorrere per allontanarsi da tutto quello che la fa star male.

"Quando non sai cosa fare, non fare nulla. Non andare in giro chiedendo: tu che ne pensi? Non chiedere agli altri le risposte che solo tu puoi trovare. E' la tua, di vita!"

Nonostante tutte le difficoltà, gli sbagli, la cattiveria delle persone e le difficili scelte da prendere ogni giorno, Giada trova sempre la forza per lottare e andare avanti... e quello che la spinge a fare tutto ciò è la grande passione, è l'ardore che conserva nel suo cuore e non permette a nessuno di scalfire quel suo desiderio profondo. 


La storia di Giada è simile a quella di molte altre ragazze della sua età e invita a non arrendersi mai, nemmeno quando nessuno sembra credere in te, perfino quelle persone che credevi ti amassero e che invece nascondono nella loro testa tutta un'altra opinione sulle tue scelte e sulle tue azioni. Andare avanti sempre, senza lasciarsi scoraggiare da nessuno, è la più grande dimostrazione d'amore verso noi stesse, perchè nessuno può permettersi di giudicarci, nessuno può permettersi di ostacolare il nostro cammino, nessuno può decidere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato per noi e di questo Giada sembra esserne un'orgogliosa portavoce.

"Mai lasciare che le proiezioni degli altri su noi stessi ci confondano fino a modificare la nostra vera natura e la nostra inclinazione. Promettimi di ascoltarti sempre".


Bene lettori, anche questa  recensione è giunta al termine. Vi ringrazio per aver letto fin qui e spero che questo mio giudizio vi sia utile. Se amate i romanzi di formazione leggete "Uno spazio senza tempo"... non ve ne pentirete assolutamente, parola di lettrice ;-)
Come sempre, se vi va, fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate, se già conoscete questo libro o se avete intenzione di leggerlo. Un bacio a tutti e mi raccomando... CREDETE SEMPRE NEI VOSTRI SOGNI!
❤
PS. ringrazio di cuore l'autrice Allegra Giulia Perboni per avermi fatto conoscere la sua opera e avermi dato la possibilità di leggerla. 

 

mercoledì 4 novembre 2020

Recensione libro "L'oracolo dei mondi - L'origine" di Annachiara Cairoli

"Alla fine anche il Vento, ribelle e orgoglioso, dovette inchinarsi al Fuoco per nutrire la sua fiamma di speranza verso gli Umani"


Trama: 

Il Destino, l'artefice inconsapevole della creazione dell'Universo, è alla ricerca dell' "armonia perfetta" raggiungibile solo tra l'equilibrio delle forze diMadre Natura. Ombra e Luce, Aria e Fuoco, Terra e Acqua sono sei sorelle in eterna contrapposizione, si attraggono e nello stesso tempo si respingono. Varie sono le situazioni in cui si scontreranno, minando così quella stabilità di continuo ricercata, per poi riappacificarsi per il bene dell'Umanità. Le profezie della Fenice, la guerra contro gli Angeli e i Demoni per la liberazione della Terra porteranno le nostre protagoniste a vivere numerose avventure. 

L'autrice Annachiara Cairoli con maestria ed ottima capacità descrittiva, mostra una creazione del Cosmo tutta al femminile: il suo è un linguaggio pulito, dalle note divertenti e fantasiose, in grado di offrire al lettore una piacevolissima lettura. 



Recensione: 

Se volessimo descrivere questo libro in poche parole potremmo dire che esso contiene la storia della creazione del nostro Universo, della Terra e degli elementi che la caratterizzano, nonché una descrizione delle vicende che hanno portato alla nascita del bene e del male e di tutte quelle entità alle quali noi umani, ormai, crediamo più o meno fermamente. Si potrebbe quasi definire questo libro come un fantasy ma il punto è che:

" ...non siamo in un libro di genere Fantasy. Sapete bene cosa penso dei lieto fine delle favole. Quindi toglietevi quel sorriso dal volto. Spegnete il bagliore nei vostri occhi. Aprite bene le orecchie. Ora ascoltate".

Le parole che avete appena letto non sono di un personaggio qualsiasi presente nel libro, ma del Destino "in persona". Questo romanzo, infatti, non è altro che un lungo dialogo tra il lettore e questa entità asessuata, chiamata Fate, che si presenta come una ragazzina cieca, pura ed innocente. Il Destino qui appare spiritoso e, forse, anche un tantino presuntuoso nei confronti dell' "umano" lettore, tuttavia nonostante la sua onniscenza, questo particolare narratore, durante il racconto,ammette di essere spesso rammaricato, perché non riesce mai appieno a controllare il suo immenso potere. Il Destino, dunque, ci appare non come un'essenza superiore, ma fragile ed in grado di commettere errori come un qualsiasi essere umano. 

"Perché? Nemmeno io lo sapevo. Il mio potere spaventa anche me per questo. Nemmeno io posso andargli contro. Nemmeno io posso fermare il Destino. Posso dargli una guida [...], posso osservarlo, commentarlo, ma niente di più, niente di meno".


 Ma le vere protagoniste di questo racconto sono le sei figlie del Destino: Lux e Ombra, Sucellia ed Abnova, Freyra e Brigridien. Sei luci, sei ragazze che non sono altro che la personificazione dei sei elementi vitali della Terra.

"Chi lo avrebbe mai detto che quelle luci sarebbero diventate delle, come le chiamate voi, ragazze, e chi lo avrebbe mai detto che sarebbero state più imprevedibili di quanto pensassi? Avevo sempre voluto essere genitore,ma non pensavo fosse così difficile".


 Le sei sorelle, pur rappresentando l'unità di quella che noi oggi definiamo "Madre Natura", si troveranno spesso in lotta tra loro. Il primo vero scontro si ha tra Brigridien, personificazione del fuoco, e le altre sue sorelle, che vedono quell'elemento capace, in apparenza, di portare solo distruzione e caos sulla Terra.

"Il Fuoco non era un potere come gli altri, e non sembrava avere niente che potesse concordare con tutto il resto. Più che di creazione, dava l'aria di essere distruttivo e le cinque sorelle di Brigridien non volevano vedere tutto il loro creato andare perduto".


 In realtà il Fuoco si rivelerà essenziale per i figli di Madre Natura, gli Umani, ma anche per la sopravvivenza stessa della Terra. Quando l'equilibrio tra gli elementi sembrerà, infatti, ormai raggiunto, il potere del Destino, cambierà,ancora una volta, le sorti di Gaia e tutto verrà stravolto dalla nascita degli Angeli e dei Demoni figli, rispettivamente, della Luce e dell'Ombra. Cosa succederà sulla Terra? Riuscirà Madre Natura a fermare la rivolta e a riportare l'equilibrio nel nostro Universo?

Altra particolarità di questo romanzo è legata all'ambientazione. Chi legge fantasy sa benissimo che spesso le descrizioni dei paesaggi sono lunghe e dettagliate e rappresentano una parte fondamentale della storia. In questo libro gli scenari in cui si svolgono le vicende hanno un ruolo secondario: sono i personaggi e gli eventi stessi a prevalere su tutto, e questo consente al lettore di focalizzare meglio l'attenzione su ciò che viene raccontato e sul dialogo che si instaura con il narratore. Nonostante questo sono due i luoghi che vengono descritti e definiti in maniera più precisa: l'Eden e l'Aden, luoghi nei quali regnano rispettivamente gli Angeli e i Demoni. In particolare, la descrizione del Paradiso (conosciuto anche come Eden), richiama quella riportata da Dante Alighieri ne "La Divina Commedia". 

"Gli Angeli erano divisi in Caste. Le lande vennero definite dagli esseri angelici Cieli. Ogni Cielo, oltre ad avere un numero assegnato, aveva anche un nome. La landa più vicina a Gaia era definita il primo Cielo della Luna, il secondo Cielo era di Mercurio, il terzo di Venere, il quarto del Sole, il quinto di Marte, il sesto di Giove, il settimo di Saturno, l'ottavo delle Stelle Fisse ed infine il nono era definito Primo Mobile".

 


 Il linguaggio utilizzato per la scrittura di questo romanzo è molto semplice, per cui penso sia una lettura adatta a tutti quelli che cercano un Fantasy leggero da divorare in pochi giorni. Inoltre, essendo costituito da sole 245 pagine, questo racconto può essere inserito benissimo tra una lettura e l'altra. Per cui se amate il fantasy e siete curiosi di conoscere la storia dell'Universo raccontata da un punto di vista del tutto inedito, questo è il libro che fa per voi. 

Vi ricordo infine che "L'oracolo dei mondi - L'Origine" è il primo libro di una trilogia, della quale l'autrice sta scrivendo già il secondo capitolo. Per cui, se non lo avete ancora fatto, vi consiglio di recuperare al più presto questo primo volume. 

Bene lettori, anche questa recensione è giunta al termine. Ringrazio tutti quelli che hanno avuto la pazienza di leggere fino a qui e spero che questa recensione abbia stuzzicato almeno un pò la vostra curiosità. Vi aspetto nei commenti qui sotto per sapere cosa ne pensate. 

Vi lascio di seguito anche alcune note sull'autrice Annachiara Cairoli, che ringrazio di cuore per la fiducia, la disponibilità e per avermi dato l'opportunità di leggere la sua opera. 

NOTE SULL'AUTRICE: Annachiara Cairoli è nata il 13 gennaio 1998 a Como, dove attualmente vive. Il suo grande interesse per la lettura e la scrittura è già evidente in lei dai suoi primi anni della scuola elementare. Trascorre gli anni delle scuole medie e superiori a scrivere racconti che condivide solamente con le persone a lei più strette. Si diploma in Amministrazione Finanza e Marketing nel 2016. Nel 2019 si laurea in Servizi Giuridici per l'impresa ed è attualmente iscritta alla facoltà di Giurisprudenza. Lavora come consulente fiscale nello studio di famiglia. La scrittura continua ad essere la sua grande passione.

A presto! 

 

martedì 20 ottobre 2020

SEGNALAZIONE - "Ascoltami ora" di Maricla Pannocchia



Salve a tutti lettori e ben trovati sul mio blog!
 In questo articolo voglio segnalarvi un libro molto particolare e diverso dai romanzi di cui vi parlo di solito. Credo che sia giusto dare spazio anche a libri di questo tipo, che affrontano temi delicati dei quali non si sente parlare spesso nella vita di tutti i giorni. Anche io, non avendo mai avuto modo di confrontarmi con il problema dell'oncologia pediatrica, non ne sapevo praticamente nulla: leggendo soltanto l'introduzione scritta dall'autrice di questo libro, ho capito molte cose ed ho iniziato ad aprire gli occhi su un mondo che spesso passa inosservato, fatto di sacrifici, sofferenze e dolore. 
Questo libro è una raccolta di storie delle vite dei piccoli malati e delle loro famiglie che hanno dovuto vedersela con uno dei mali più brutti in assoluto. Penso che sarà emotivamente molto impegnativo per me affrontare questa lettura, ma penso anche che ne valga la pena: il tumore è un male reale, a volte si ci trova in difficoltà anche solo a pronunciarne il nome, tuttavia, a mio parere, la conoscenza è indispensabile.


SINOSSI:

"Ascoltami ora – storie di bambini e ragazzi oncologici” è un libro che sa di vita, un insieme di storie che conducono il lettore nel mondo dell’oncologia pediatrica. La prefazione è a cura di Maricla Pannocchia (fondatrice e Presidente dell’Associazione di volontariato Adolescenti e cancro), un’esauriente introduzione per il pubblico alla realtà del cancro in età pediatrica. Il testo è un viaggio emozionante all’interno delle storie di bambini, ragazzi e famiglie che hanno vissuto la realtà del cancro pediatrico. I diritti del libro, uniti alle campagne di crowdfunding collegate, sono devoluti ai progetti di sensibilizzazione dell’Associazione Adolescenti e cancro e al progetto a Pristina (Kosovo) della fondazione Cure2Children ONLUS.

Co-autori del libro: gli autori delle storie presenti nel libro sono ragazzi che hanno avuto il cancro e familiari degli stessi. 

ESTRATTO: 

Eleonora è una ragazza bellissima, si ne parlo ancora al presente, che amava stare con le amiche, cucinare, danzare, collezionare minerali, curiosa come poche, molto matura per la sua età. Eleonora desiderava diventare mamma, il suo più grande desiderio era crescere, vivere e avere bambini. Io, che quando era piccola non le compravo le bambole perché non volevo crescerla dentro uno stereotipo, gliele ho poi acquistate per suo grande desiderio sentendomi anche molto stupida. Eleonora mi manca tantissimo, ogni volta che vorrei condividere qualcosa con lei, ogni volta che cucino, quando metto a dormire sua sorella. Osteosarcoma, tumore primario dell'osso, tumore raro. I farmaci che sono stati utilizzati per tentare di salvarla sono stati registrati oltre 30 anni fa.
La mamma di Eleonora, 13 anni per sempre. Diagnosi: osteosarcoma. 

Quel giorno hanno detto detto a mia mamma che avevo un tumore ma non a me, perché volevano avere la conferma dall'ospedale di Padova, dove a maggio ho fatto la biopsia! Dopodiché abbiamo avuto la conferma: linfoma di Hodgkin al terzo stadio! Pensavo fosse un film, non poteva capitare proprio a me... ho dovuto accettarlo ma nei primi mesi non parlavo, non sapevo cosa mi sarebbe successo.
Chiara, 15 anni. Diagnosi: linfoma di Hodgkin

Federica è fortissima, ha voglia di uscire, di divertirsi, s'impegna nella fisioterapia... L'unico suo obiettivo è tornare ad una vita normale e allontanarsi dagli ospedali. Il primo controllo va bene e noi siamo al settimo cielo. Dopo un paio di mesi notiamo nuovamente una protuberanza al perone operato così ripartiamo con le indagini... altro intervento di asportazione del perone, l'istologico purtroppo conferma che il "mostro" è tornato.
La mamma di Federica, Angelo. Diagnosi: osteosarcoma

A 15 anni ho imparato che la vita è bella e merita di essere vissuta al massimo ogni singolo giorno.
Ilaria, 23 anni, San Donà di Piave. Diagnosi: tumore all'ovaio. 

"Giuliano ha un tumore, in 30 anni di carriera non ho mai visto un caso del genere, dovete portare vostro figlio in un centro specializzato per la cura dei tumori! Nel frattempo attendere l'esito della biopsia!". Eccola la paura: ti paralizza, ti soffoca, ti travolge, ti scaraventa contro il muro senza via di scampo! Cosa fare, cosa dire, come affrontare Giuliano al suo risveglio?
La mamma di Giuliano, Angelo. Diagnosi: sarcoma di Ewing.


"Si ami chi può" di Filippo Roma: quando il tempo ci insegna ad amare prima che sia troppo tardi

Ci sono libri che si leggono e poi si ripongono su uno scaffale. E ce ne sono altri che, una volta arrivati all’ultima pagina, continuano a ...