sabato 20 marzo 2021
SEGNALAZIONE- "La città delle ombre" di Paolo Fumagalli
"Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. (Come il tempo per scrivere, d'altronde, o il tempo per amare). Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere. E' forse questa la ragione per cui la metropolitana - assennato simbolo del suddetto dovere - finisce per essere la più grande biblioteca del mondo. Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere".
[ "Come un romanzo" - Daniel Pennac ]
domenica 21 febbraio 2021
SEGNALAZIONE - Ragazzo, Uomo e Nemo di Damiano Dario Ghiglino
"Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. (Come il tempo per scrivere, d'altronde, o il tempo per amare). Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere. E' forse questa la ragione per cui la metropolitana - assennato simbolo del suddetto dovere - finisce per essere la più grande biblioteca del mondo. Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere".
[ "Come un romanzo" - Daniel Pennac ]
mercoledì 17 febbraio 2021
Recensione libro "Come se fosse l'ultima volta" di Mario Francesco Gastoldi
"Un cuore che cerca sente bene che qualcosa gli manca, ma un cuore che ha perduto sa di cosa è stato privato" (Goethe)
"Lei è ferma davanti a me, sorride e mi osserva. I suoi occhi, gli stessi occhi. Lorenzo mi abbraccia dicendomi "entriamo in casa". Mi chiamo Stefano, ho quasi quarant'anni e questa è la mia storia".
Stefano si descrive come un ragazzo abbastanza solitario, con un lavoro come impiegato nella banca della sua città... un lavoro che comunque non sembra soddisfarlo pienamente. Nel tempo libero Stefano adora fare delle lunghe passeggiate in bici, immerso nella natura oppure uscire a far serata con il suo migliore amico di sempre Franco.
"Una bella casa, un bilocale in affitto in centro, amici pochi, ma buoni, e un lavoro che a tratti amavo; ero un giovane colletto bianco, impiegato in una piccola filiale di banca della mia città. Se questa era la normalità, io ne facevo parte".
Quella di Stefano, insomma, è la tranquilla vita di un single, fino a quando, in una delle solite serate con l'amico, incontra una bellissima ragazza Martina, che subito rapisce il suo cuore.
"Non riuscivo a distogliere lo sguardo da lei, anche mentre parlava e sorrideva con gli amici del momento. Era come se mi avessero chiuso in una palla di vetro, con lei dentro, senza musica, senza nessuno intorno, solo io e lei".
E' un colpo di fulmine. Martina, nel giro di poco tempo, rivoluziona totalmente la vita di Stefano, che si ritrova completamente innamorato di lei, coinvolto in un sentimento sincero, travolgente e profondo.
"Negli anni, quasi per gioco, avevo imparato a classificare le donne in due tipologie ben distinte: le donne fidanzate e le donne amanti. [...] Ecco, Martina non apparteneva né all'una né all'altra categoria. Per Martina creai quella sera la terza categoria di donne. Le donne perfette".
I due iniziano a conoscersi, ad uscire insieme e, nel giro di poco tempo, Martina si trasferisce a casa di Stefano. Sono felici, e niente sembra avere il potere di intaccare quella loro immensa felicità: Stefano grazie a Martina scopre l'amore vero, e lei, semplicemente si lascia amare.
"Ero tutto per lei e lei era tutto per me, ed io ero felice. [...] Credo che sentisse, o meglio, percepisse il fatto che mi soffermavo a guardarla al mattino. Ogni tanto apriva gli occhi, mi fissava e diceva a bassa voce: <Adoro quando mi guardi dormire>. E mi abbracciava".
Purtroppo la serenità dei due giovani viene spazzata via in un torrido pomeriggio d'estate. Stefano,infatti, mentre si trova a lavoro, riceve una chiamata: Martina si è sentita male ed è in ospedale.
"Alle tre di pomeriggio mi squillò il telefono, era Anna, la sorella di Martina: <Stefano ascolta, Martina ha avuto un malore, ora andiamo in ospedale, stai tranquillo che sarà colpa del caldo di questi giorni".
Purtroppo non è stato affatto il caldo a far star male Martina, ma qualcosa di molto più grave... Come un fulmine a ciel sereno, la malattia di Martina stravolge le vite di tutti quelli che le vogliono bene. Il tumore è aggressivo e, per di più, incurabile.
"Era una situazione che non avrei augurato nemmeno al mio peggior nemico e sapevo che sarebbe stata dura ma avrei dovuto cercare quantomeno di restare lucido per Martina; se anche io avessi perso la forza sapevo che lei avrebbe smesso di lottare".
Le cure sono estenuanti e quando Martina viene di nuovo portata d'urgenza in ospedale, Stefano viene a conoscenza di una terribile realtà: i cicli di radioterapia non sono stati efficaci. Nei suoi ultimi giorni di vita, quando sente che non c'è più molto da fare, Martina decide di rivelare a Stefano un segreto... Una storia legata alla sua adolescenza di cui nemmeno sua sorella è al corrente.
"E' successo molto tempo fa, ed è una cosa che ho sempre cercato di dimenticare, tenendola chiusa dentro di me molto ben nascosta, provando a non farla riaffiorare mai, ma credo che ora sia il momento di raccontarti tutto".
Un segreto che, anche se in apparenza è doloroso e legato a cose successe anni prima, aiuterà Stefano a trovare la forza per rialzarsi dopo la morte della sua amata. La scomparsa di Martina distrugge la vita di Stefano... il dolore è immenso e lui inizia a bere e ad allontanarsi da tutti.
Proprio quando ormai crede di non aver più un motivo per vivere, Martina gli compare in sogno, invitandolo a riappropriarsi della sua vita. Così la mattina seguente Stefano decide di accettare una proposta del padre di Martina, Lorenzo, e si trasferisce in Brasile, dove l'uomo vive già da moltissimi anni. Proprio in Brasile Stefano scoprirà che una parte di Martina, in un modo o nell'altro, sarà sempre con lui e lui dovrà farsi forza e tornare a credere nel futuro, perché qui scopre di non essere più solo...
"La mancanza di Martina era troppo forte ancora, e vivere la vita quotidiana senza di lei era troppo per me in quel momento. Dovevo andar via, accettare l'invito di Lorenzo, e seguire le indicazioni di un sogno. Seguire le indicazioni di un sogno. Che cosa ridicola. Ma dovevo farlo".
Un libro che consiglio a tutti i romantici e a quelli che hanno voglia di emozionarsi con una storia d'amore che, anche se inizialmente potrebbe apparire come "già sentita", ha un finale tuttavia positivo, che sa di vita e di speranza e che riuscirà a sorprendervi.
"Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. (Come il tempo per scrivere, d'altronde, o il tempo per amare). Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere. E' forse questa la ragione per cui la metropolitana - assennato simbolo del suddetto dovere - finisce per essere la più grande biblioteca del mondo. Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere".
[ "Come un romanzo" - Daniel Pennac ]
venerdì 29 gennaio 2021
Recensione libro "Il diario del silenzio" di Martina Vaggi
"E' stato come se il mondo, a un certo punto, ci avesse messo di fronte un enorme specchio, costringendoci a guardarci dentro tutto il giorno. Senza maschere. Senza un lavoro che ci tenesse impegnati costantemente"
[...] Nulla di nuovo, quindi, rispetto alla normalità della vita di Paolo in caserma. Nulla di nuovo, a parte il cambio dell'orario. E il fatto che fuori ci fosse un silenzio di tomba. Nulla di nuovo, a parte il suono, persistente e continuo, delle ambulanze che continuavano a passare in città. A parte questo, nulla di nuovo, davvero".
Nel marzo scorso,come tutti sappiamo, è arrivato in Italia questo virus terribile, che ha inghiottito le vite di tutti noi ed è diventato l'ostacolo più grande per ogni lavoro, progetto e attività. Il libro, che descrive perfettamente ciò che è accaduto attraverso gli occhi di tante persone che hanno deciso di condividere la loro personale esperienza, è diviso in tre macro capitoli, a ciascuno dei quali corrisponde una diversa fase della quarantena: "l'inizio", "resistere" e "la riapertura". Si tratta di un vero e proprio diario che va dal 21 febbraio 2020, giorno in cui è stata indetta la prima zona rossa a Codogno, in Lombardia, fino al 10 agosto 2020, quando ormai la quarantena sembrava solo un ricordo lontano.
...in quei giorni la tv era sempre accesa, le notizie che si susseguivano portavano agitazione, scompiglio.
"Misure di contenimento del contagio". Una frase che sembrava quella di un film. Filomena non avrebbe mai potuto crederci, se non l'avesse letta su un documento ufficiale.
Nel primo capitolo viene descritta la situazione nei primi, terribili giorni, durante i quali le persone vengono costrette a casa per limitare i contagi, mentre medici ed infermieri si ritrovano a curare pazienti affetti da una malattia di cui sanno ancora troppo poco... Pazienti, nella maggior parte dei casi anziani, che oltre ad essere malati si ritrovano anche soli, distesi su un letto di ospedale, senza nessun parente a stringere le loro mani e a dare loro conforto.
Mentre apriva la porta per uscire sentì ancora il paziente dire: "Io ho paura. Mi sento solo". Alessandra ricacciò indietro le lacrime, proprio mentre la porta si chiudeva alle sue spalle. Nell'arco di quella notte aveva capito che a loro non veniva chiesto solo di fare il ruolo degli infermieri. Loro dovevano essere molte cose: professionisti, parenti e accompagnatori della solitudine più nera di quelle povere persone.
In questa raccolta non sono solo i fatti ad essere al centro dell'attenzione, ma anche i sentimenti: inquietudine, ansia, tristezza, impotenza, paura. Già...la paura. Quel sentimento che si è impossessato di tutti noi fin dai primissimi giorni. Una paura dettata, nella maggior parte dei casi, non dal virus e dal pericolo di essere contagiati, ma paura delle conseguenze di quell'isolamento forzato... paura di sè stessi, come afferma una terapeuta, intervistata dall'autrice di questo libro:
La cosa che aveva notato in quelle settimane dove aveva lavorato più del solito era che qualsiasi tipo di problema una persona avesse avuto in precedenza, adesso si era accentuato a dismisura. Il mondo intero si era fermato ma le persone avevano cercato di continuare a muoversi. I problemi dentro ognuno di loro si erano ingigantiti come se reclamassero, finalmente, l'attenzione che meritavano. Come se fosse finalmente arrivato il momento di risolverli.
Nella seconda parte, che inizia dalla fine di marzo, sono raccolte le storie di quelle persone che in un modo o nell'altro, non si sono arrese: volontari che hanno deciso, ad un certo punto, di mettersi al servizio dei più bisognosi; liberi professionisti che, pur di portare avanti il loro lavoro, hanno deciso di digitalizzarsi il più possibile, ricorrendo allo smart working, lezioni scolastiche e addirittura corsi sportivi tenuti online, per cercare comunque quel briciolo di normalità quotidiana di cui tutti avevamo estremo bisogno.
-"Allora, bambini, abbiamo finito di disegnare i cuori?" Ci fu uno scoppio di "Siii!" detti tutti in coro. - "Bene, allora alziamo i disegni, mostriamoli a tutta la classe!" Così fecero. Lo schermo si riempì di cuori disegnati nella maniera più personale e stramba possibile. Fu una sensazione strana quella che provò Veronica in quel momento: era strano pensare che tutto il mondo non fosse in quella stanza, i quei cuori disegnati con tanta cura.
Nella terza parte, quando la quarantena è giunta finalmente a termine, sono raccolte le testimonianze dei primi, timidi segnali di ripresa. Tra i mille dubbi di non farcela e i grandi problemi economici, le attività hanno deciso comunque di riaprire, le persone hanno ricominciato a vivere, a fare progetti... segnali di ripresa si sono visti ovunque, ma nessuno riuscirà mai a dimenticare quei giorni e quel silenzio surreale che resterà impresso nel cuore di tutti, per sempre.
In quel momento decise che non si sarebbe arreso. Perché per lui tirare giù quella serranda sul suo negozio in maniera definitiva equivaleva a chiuderla su se stesso. Significava morire prima del tempo.
Questo libro mi ha commossa profondamente ad ogni pagina e, anche se ripercorrere con la mente quei giorni di quasi un anno fa è stato molto difficile, soprattutto se si pensa al fatto che ancora non ne siamo usciti del tutto, penso che sia un libro che va letto. È importante, secondo me, avere una raccolta di testimonianze vere, come questa, nella propria libreria per far comprendere anche alle generazioni future i sacrifici che sono stati fatti e per tenere sempre vivo il ricordo di chi ha rischiato o, addirittura, perso la vita per aiutare gli altri.
"Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. (Come il tempo per scrivere, d'altronde, o il tempo per amare). Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere. E' forse questa la ragione per cui la metropolitana - assennato simbolo del suddetto dovere - finisce per essere la più grande biblioteca del mondo. Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere".
[ "Come un romanzo" - Daniel Pennac ]
giovedì 7 gennaio 2021
SEGNALAZIONE - "Perhaps Love" di Bluebird
"Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. (Come il tempo per scrivere, d'altronde, o il tempo per amare). Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere. E' forse questa la ragione per cui la metropolitana - assennato simbolo del suddetto dovere - finisce per essere la più grande biblioteca del mondo. Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere".
[ "Come un romanzo" - Daniel Pennac ]
mercoledì 6 gennaio 2021
Recensione libro "Io sono una famiglia - Il gabbiano" di Liz Chester Brown
"Voglio essere libero. E, per raggiungere questo stato di grazia, l'unica cosa possibile è: volare!"
TRAMA: Sullo sfondo di una Liguria arroccata tra cielo e mare, le vicende di Arianna, dall'infanzia all'età matura, raccontate con sereno distacco e un pizzico di ironia. Un dramma familiare moderno che, con la leggerezza di un battito d'ali, non volge mai in tragedia grazie all'incrollabile forza dell'amore. La protagonista, nata e cresciuta senza l'amore materno, riuscirà infatti a uscire dal suo labirinto tirando fuori tutta l'energia positiva e costruttiva trasmessale dal padre e tenuta soffocata dalla malattia della madre. Un vibrante racconto che rimanda, per analogie di contenuto e di impalcatura narrativa, al Notturno op. 48 n. 1 di Fryderyk Chopin.Ciò che avvertì fu la medesima sensazione di quando uno si risveglia al mattino dopo un lungo sonno ristoratore e pensa che "oggi è un altro giorno". Nuovo, diverso. Per sempre.
Ma andiamo con ordine.
"Nei giorni seguenti Ada si rifiutò di dare il latte alla figlioletta e si chiuse in un mutismo allarmante. Le suore erano esterrefatte da un simile comportamento, mai in vita loro avevano visto una cosa del genere: una mamma che rifiuta la propria creatura".
Questa prima parte poi, si sviluppa in una serie di flashback in cui si racconta del primo incontro tra Ada e Francesco, si parla delle loro rispettive famiglie di provenienza, della nascita di Ginevra, ossia la sorella maggiore di Arianna, e della venuta al mondo di Emanuele, il figlio maschio tanto sospirato da Ada. Dalla descrizione degli ambienti familiari in cui Ada e Francesco sono cresciuti, si comprendono immediatamente le differenze sostanziali, dal punto di vista caratteriale e comportamentale, tra i due. Mentre Francesco è cresciuto in una famiglia fondata su sani principi, piena di amore e di dedizione verso i figli e intellettualmente aperta alla cultura,alla musica e a qualsiasi altra forma di arte, Ada proviene da una delle più classiche e rigide famiglie patriarcali, nella quale amore ed affetto sono stati sempre assenti e dove tutto gira intorno agli interessi economici ed al benestare.
Francesco e sua sorella maggiore Lisetta nacquero quindi nel piccolo borgo marinaro di Bogliasco [...]. "Essere signori non vuol dire essere ricchi", li educava la madre, "significa saper stare a proprio agio con ogni genere di persona: dalla più semplice alla più raffinata, dall'ignorante all'intellettuale".
"Lei, Ada, era cresciuta con un padre molto severo e una madre prepotente: due caratteri forti che avevano educato i figli alla sottomissione e alla cieca obbedienza".
La famiglia di Ada è fatta di apparenza e tutti i suoi componenti sembrano privi di qualsiasi tipo di sentimento, al punto tale che arrivano a rinchiudere in una stanza il loro ultimo figlio, Angelino, il quale, forse proprio a causa di un' infanzia priva di amore e delle continue liti tra i genitori, risulta essere affetto da problemi psichiatrici, che lo portano ad assumere,talvolta, comportamenti violenti. Angelino è una vergogna per i suoi genitori, i quali, invece di curarlo, decidono di nasconderlo agli occhi della società, solo in apparenza bella, ricca e perfetta di cui fanno orgogliosamente parte.
"Il povero Angelino temeva la sorella e gli toccava subire i suoi metodi coercitivi quando l'aiutava a fare i compiti. [...] Nessuno in casa Duella si preoccupò mai di andare a fondo, alla radice dei problemi che fin da piccolo avevano minato la mente di Angelino. Quando finalmente fu chiamato un medico e venne fatta una diagnosi preoccupante ma definitiva, Angelino divenne il baluardo della loro cristiana sofferenza".
"Piano piano iniziò a capire che sua moglie portava dentro un mare di sofferenza che le condizionava la vita, il suo modo di essere, di comportarsi. E, sposandola, si era impigliato in una rete dalla quale era ormai difficile liberarsi".
"Poi c'erano i sabati mattina, quando arrivava il padre: Arianna raggiungeva il massimo della felicità! Dimenticava di avere la madre che aveva e si perdeva nell'illusione che quella fosse la sua famiglia: la nonna, il padre e i tre cugini di Ruta!".
La seconda parte inizia con in matrimonio di Arianna,ma il suo incubo non finisce... Costretta a rinunciare ai suoi sogni, Arianna si annullerà completamente e cercherà, insieme ai suoi tre figli, di resistere ad una vita piatta e priva di senso, fino al giorno in cui l'incontro con un altro uomo le aprirà gli occhi e la donna deciderà, immediatamente dopo quell'incontro, di cambiare totalmente la sua vita.
"Claudio l'aiutò a recuperare la sua voglia di sapere e lei riprese piano piano interesse per l'arte, la filosofia, la scienza: un mondo che aveva dimenticato ma che in un tempo remoto aveva amato tanto".
"Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. (Come il tempo per scrivere, d'altronde, o il tempo per amare). Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere. E' forse questa la ragione per cui la metropolitana - assennato simbolo del suddetto dovere - finisce per essere la più grande biblioteca del mondo. Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere".
[ "Come un romanzo" - Daniel Pennac ]
sabato 2 gennaio 2021
SEGNALAZIONE - "Il vestito rosso" di Imelda Zeqiri
"Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. (Come il tempo per scrivere, d'altronde, o il tempo per amare). Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere. E' forse questa la ragione per cui la metropolitana - assennato simbolo del suddetto dovere - finisce per essere la più grande biblioteca del mondo. Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere".
[ "Come un romanzo" - Daniel Pennac ]
"Si ami chi può" di Filippo Roma: quando il tempo ci insegna ad amare prima che sia troppo tardi
Ci sono libri che si leggono e poi si ripongono su uno scaffale. E ce ne sono altri che, una volta arrivati all’ultima pagina, continuano a ...
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Bentornati a tutti bloggers!! Come state? Spero tutto bene! Io,dopo averci pensato un pò su, ho deciso di portare dei contenuti ...
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"Perché si sarebbe dovuto aspirare alla conservazione della specie, dopotutto? Non sarebbe stato meglio, notando che l'uman...
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