sabato 2 gennaio 2021
SEGNALAZIONE - "Il vestito rosso" di Imelda Zeqiri
"Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. (Come il tempo per scrivere, d'altronde, o il tempo per amare). Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere. E' forse questa la ragione per cui la metropolitana - assennato simbolo del suddetto dovere - finisce per essere la più grande biblioteca del mondo. Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere".
[ "Come un romanzo" - Daniel Pennac ]
lunedì 30 novembre 2020
Recensione libro "Uno spazio senza tempo" di Allegra Giulia Perboni
"A volte ci capitano cose che sembrano non avere senso, che sconvolgono i nostri piani, ma opporsi agli eventi non è la risposta. Devi solo assecondare il flusso della vita, riconoscere i segni del destino".
TRAMA: Giada è un'adolescente che comincia presto a scontrarsi e incontrarsi con la vita. La sua storia è specchio di tante altre: la famiglia che si sfalda, il bullismo, la ribellione, i tradimenti, la fuga a Londra per bruciare il passato e accendere il futuro. Giada inquieta nel suo mondo sottosopra. E poi le passioni, gli amori che travolgono e che lasciano il segno, la ricerca del proprio spazio nel mondo, i sogni da realizzare. Giada diventa grande attraverso esperienze ed errori, e scopre in sè un talento insospettabile che ha radici profonde: sarà proprio quello che la farà volare.
RECENSIONE: "Uno spazio senza tempo" racconta le vicende di un'adolescente alle prese con la vita. Si tratta di un romanzo di formazione nel quale possiamo seguire le varie tappe della crescita di Giada da quando lei è praticamente una bambina, fino al momento in cui capisce, finalmente, quale strada dovrà percorrere nella sua vita. Il libro è diviso in tre parti, ciascuna delle quali rappresenta un gradino della vita di questa ragazza. Ma analizziamo i tre diversi momenti nel dettaglio:
Nella prima parte, Giada è una ragazzina di 14 anni che frequenta un liceo nel quale non è mai riuscita ad integrarsi, in una città Milano, che le è apparsa fin da subito grigia e fredda. Giada,infatti, non è nata a Milano ma in un piccolo paese affacciato sul mare, Cesenatico, che ad un certo punto della sua adolescenza ha dovuto abbandonare a causa del lavoro di suo padre.
"Il mare è sempre stato lì per lei: sulla spiaggia ha battezzato la sua libertà muovendo i primi passi e ha imparato le cose della vita chiacchierando sulla battigia con nonno Carlo. L'acqua le ha insegnato a stare a galla nelle difficoltà, a tenere la bocca chiusa quando serve, a non affogare mai. Ogni ricordo della sua vita è legato al mare".
Tuttavia dal momento in cui arrivano a Milano, la sua famiglia, che è sempre stata unita e osservante delle tradizioni, inizia a trasformarsi in maniera repentina e si sgretola sotto i suoi occhi.
"A Milano il perenne senso di affanno era un inquilino ingombrante e nella ricerca sfrenata di qualcosa che non sapevano nemmeno cosa fosse, si perdevano".
Giada viene trascurata, i suoi problemi passano in secondo piano e al dolore fisico e psicologico procuratole dal bullismo di cui è vittima a scuola, si aggiunge il dolore causato dal fatto che vede lentamente la sua famiglia sfaldarsi: il padre, Paolo, totalmente assente e la madre, Anna, che, nella sua solitudine, viene colpita da una forte depressione.
"Anna si alza in piedi in mutande e canottiera e Giada non può fare altro che buttare gli occhi a terra, fingendo di non notare quanto sia sottopeso. La schiena è ossuta, le cosce grosse quanto i polpacci. Guardandola camminare si ha paura che si spezzi, sembra una bimba malnutrita dalla pancia gonfia" [...]. "Giada vuole solo essere figlia e lasciar cadere nel vuoto le bugie di Anna sul suo appetito".
La frenesia di quella grande città le fa percepire ancora di più la mancanza di ciò che Giada è stata costretta a lasciare nel suo paese d'origine: il mare, i suoi nonni e il suo amico d'infanzia Lorenzo. Nonostante ciò la ragazza cerca, fin da subito di reagire, non le piace quello che sta vivendo, lo dice apertamente e in molte situazioni sembra essere molto più matura rispetto agli adulti che dovrebbero solo amarla e che, invece, si lasciano andare alle loro debolezze, mostrandosi molto più fragili di lei.
Giada osserva la scena senza parole, le gira leggermente la testa, le preoccupazioni per il tema di italiano diventano niente dopo l'umiliazione che prova nel dover assistere agli atteggiamenti imbarazzanti del padre. Ma Paolo non la considera più, troppo preso a pavoneggiarsi intrattenendo la ciclista, e a Giada non resta che caricarsi sulle spalle lo zaino pesante, chiudere la portiera con la voglia di spaccare la macchina e incamminarsi verso la scuola".
Nella seconda parte Giada si ritrova a frequentare un costosissimo collegio scelto per lei dal padre. Lontana dai suoi genitori, la ragazza tenta di accettare quella situazione e di costruirsi una vita, ma le mancano comunque i suoi affetti e la vita nel collegio è difficile e piena di insidie.
"Per distrarsi afferra il telefono, ma i suoi non le rispondono e di amiche da chiamare non ne ha, non resta altro che consolarsi col cibo".
Nel caos dei suoi sentimenti e nella sua immensa solitudine, Giada, durante gli anni del collegio si ritroverà persino ad essere amica con la ragazza che è stata, fin dai tempi del liceo, la sua acerrima nemica.
"Stentava a crederci, eppure, dal giorno in cui l'epilessia le aveva fatto sembrare più umana la sua vecchia nemica, Giada aveva iniziato a guardarla con occhi diversi..."
Nella terza e ultima parte del libro troviamo Giada, ormai 20enne, che esasperata dalla sua famiglia e dalle continue delusioni, è fuggita da Milano e, come tanti ragazzi della sua età, si è trasferita a Londra, alla ricerca della sua indipendenza e di un posto nel mondo. Tuttavia la vita londinese non è facile come pensava.
"Qual'era, poi, il suo sogno? In quei mesi, aveva incontrato gente di ogni tipo, Londra era un tale generatore di culture, desideri e passioni che avrebbe potuto alimentare di energia propria tutte le case se si fossero attaccate ai cuori dei giovani che vi si erano rifugiati. Eppure lei si sentiva a terra".
Disperata si ritroverà a chiedere aiuto, a cercare certezze ricongiungendosi con persone del suo passato, che scoprirà però, non potranno mai far parte del suo futuro...
Le tre parti di questo romanzo, anche se piene di sentimenti contrastanti, tradimenti, delusioni ed incertezze, hanno un filo rosso che le unisce; questo filo rosso è rappresentato da una grande passione di Giada: la cucina.
"Senza sapere esattamente cosa andrà a fare, inconsapevole di un talento che ha radici profonde, lascia che le mani si mettano in moto mentre s'immerge in quel regno magico. Cucinare la diverte: l'attesa non le pesa, quello è uno spazio senza tempo impregnato di odore buono".
E' l'arte di saper cucinare, tramandatole dalla nonna, che tiene unita Giada alla sua terra e alle sue origini. Nonostante i problemi e le frustrazioni, Giada non appena si mette ai fornelli sembra trasformarsi in un' altra persona, torna a vivere, torna ai suoi ricordi e ai momenti più belli della sua infanzia. La sua passione è talmente accentuata che tutti quelli che entrano a fare parte della sua vita nel corso degli anni, si rendono conto del suo talento.
"Per lei, cibo vuol dire emozione, ricordi, lei che per ognuna delle ricette che ha imparato ha un aneddoto, lei che quando è in cucina ha gli occhi che ridono. E' chiaro a chiunque che ha un dono, anche a Max, solo che a lui non interessa farglielo capire"
Forse è quella la strada giusta? Riuscirà Giada a fare le scelte che la porteranno al successo?
La lettura di questo romanzo è scorrevole nonostante qualche refuso. I fatti sono narrati in terza persona da un narratore onnisciente, che consente al lettore di capire veramente i pensieri di Giada e di ogni altra persona che entra a fare parte della sua vita. L'uso del tempo presente permette, invece, al lettore, di calarsi perfettamente nei panni della protagonista e di vivere la sua storia: leggendo il romanzo ho avuto l'impressione di avere una nuova amica che avrei voluto consolare nei momenti più difficili e alla quale, spesso, avrei voluto dare consigli e suggerimenti.
Reputo "Uno spazio senza tempo" una lettura adatta principalmente agli adolescenti che cercano la propria strada e che non smettono mai di chiedersi quale sia lo scopo della loro vita; quegli stessi adolescenti che vedono il mondo muoversi mentre loro restano fermi e si perdono nel mare di scelte che possono prendere, che sembrano però sempre poco adatte per sè stessi; questo romanzo, tuttavia, è perfetto anche per tutti quegli adulti che faticano ad ammettere le loro fragilità e non si rendono conto che quelle stesse debolezze feriscono anche le persone che hanno intorno.
Io penso che questo libro voglia essere anche un messaggio per tutti i suoi lettori: ognuno di noi possiede il proprio "spazio senza tempo", quel luogo, fisico o immaginario, in cui ci rifugiamo quando la vita si fa troppo difficile; il primo passo da fare, per tutti quelli che stanno ancora cercando la propria strada ma hanno difficoltà a trovarla, è proprio quello di riconoscere questo luogo, riconoscere ciò che ci piace fare, ciò che ci rende felici e agire in maniera tale da trasformare quel sogno che, per troppo tempo e per diversi motivi abbiamo sepolto nel nostro cassetto, in una meravigliosa realtà, nella nostra realtà.
Ho terminato di leggere questo libro il 25 novembre, giornata mondiale dedicata alla lotta contro la violenza sulle donne... solo un caso, tuttavia questo romanzo, che ha come protagonista una donna forte e determinata, ma che ha dovuto affrontare tante insidie, mi ha fatto riflettere molto. Giada è una ragazza dal carattere forte, che fin da subito tenta di conquistare la sua libertà, fuggendo da quelle decisioni che altri hanno preso al posto suo e decidendo, ad un certo punto, di intraprendere, nonostante tutto, la strada dell'indipendenza, che in realtà le fa tanta paura, ma che vuole assolutamente percorrere per allontanarsi da tutto quello che la fa star male.
"Quando non sai cosa fare, non fare nulla. Non andare in giro chiedendo: tu che ne pensi? Non chiedere agli altri le risposte che solo tu puoi trovare. E' la tua, di vita!"
Nonostante tutte le difficoltà, gli sbagli, la cattiveria delle persone e le difficili scelte da prendere ogni giorno, Giada trova sempre la forza per lottare e andare avanti... e quello che la spinge a fare tutto ciò è la grande passione, è l'ardore che conserva nel suo cuore e non permette a nessuno di scalfire quel suo desiderio profondo.
La storia di Giada è simile a quella di molte altre ragazze della sua età e invita a non arrendersi mai, nemmeno quando nessuno sembra credere in te, perfino quelle persone che credevi ti amassero e che invece nascondono nella loro testa tutta un'altra opinione sulle tue scelte e sulle tue azioni. Andare avanti sempre, senza lasciarsi scoraggiare da nessuno, è la più grande dimostrazione d'amore verso noi stesse, perchè nessuno può permettersi di giudicarci, nessuno può permettersi di ostacolare il nostro cammino, nessuno può decidere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato per noi e di questo Giada sembra esserne un'orgogliosa portavoce.
"Mai lasciare che le proiezioni degli altri su noi stessi ci confondano fino a modificare la nostra vera natura e la nostra inclinazione. Promettimi di ascoltarti sempre".
"Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. (Come il tempo per scrivere, d'altronde, o il tempo per amare). Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere. E' forse questa la ragione per cui la metropolitana - assennato simbolo del suddetto dovere - finisce per essere la più grande biblioteca del mondo. Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere".
[ "Come un romanzo" - Daniel Pennac ]
mercoledì 4 novembre 2020
Recensione libro "L'oracolo dei mondi - L'origine" di Annachiara Cairoli
"Alla fine anche il Vento, ribelle e orgoglioso, dovette inchinarsi al Fuoco per nutrire la sua fiamma di speranza verso gli Umani"
" ...non siamo in un libro di genere Fantasy. Sapete bene cosa penso dei lieto fine delle favole. Quindi toglietevi quel sorriso dal volto. Spegnete il bagliore nei vostri occhi. Aprite bene le orecchie. Ora ascoltate".
Le parole che avete appena letto non sono di un personaggio qualsiasi presente nel libro, ma del Destino "in persona". Questo romanzo, infatti, non è altro che un lungo dialogo tra il lettore e questa entità asessuata, chiamata Fate, che si presenta come una ragazzina cieca, pura ed innocente. Il Destino qui appare spiritoso e, forse, anche un tantino presuntuoso nei confronti dell' "umano" lettore, tuttavia nonostante la sua onniscenza, questo particolare narratore, durante il racconto,ammette di essere spesso rammaricato, perché non riesce mai appieno a controllare il suo immenso potere. Il Destino, dunque, ci appare non come un'essenza superiore, ma fragile ed in grado di commettere errori come un qualsiasi essere umano.
"Perché? Nemmeno io lo sapevo. Il mio potere spaventa anche me per questo. Nemmeno io posso andargli contro. Nemmeno io posso fermare il Destino. Posso dargli una guida [...], posso osservarlo, commentarlo, ma niente di più, niente di meno".
Ma le vere protagoniste di questo racconto sono le sei figlie del Destino: Lux e Ombra, Sucellia ed Abnova, Freyra e Brigridien. Sei luci, sei ragazze che non sono altro che la personificazione dei sei elementi vitali della Terra.
"Chi lo avrebbe mai detto che quelle luci sarebbero diventate delle, come le chiamate voi, ragazze, e chi lo avrebbe mai detto che sarebbero state più imprevedibili di quanto pensassi? Avevo sempre voluto essere genitore,ma non pensavo fosse così difficile".
Le sei sorelle, pur rappresentando l'unità di quella che noi oggi definiamo "Madre Natura", si troveranno spesso in lotta tra loro. Il primo vero scontro si ha tra Brigridien, personificazione del fuoco, e le altre sue sorelle, che vedono quell'elemento capace, in apparenza, di portare solo distruzione e caos sulla Terra.
"Il Fuoco non era un potere come gli altri, e non sembrava avere niente che potesse concordare con tutto il resto. Più che di creazione, dava l'aria di essere distruttivo e le cinque sorelle di Brigridien non volevano vedere tutto il loro creato andare perduto".
In realtà il Fuoco si rivelerà essenziale per i figli di Madre Natura, gli Umani, ma anche per la sopravvivenza stessa della Terra. Quando l'equilibrio tra gli elementi sembrerà, infatti, ormai raggiunto, il potere del Destino, cambierà,ancora una volta, le sorti di Gaia e tutto verrà stravolto dalla nascita degli Angeli e dei Demoni figli, rispettivamente, della Luce e dell'Ombra. Cosa succederà sulla Terra? Riuscirà Madre Natura a fermare la rivolta e a riportare l'equilibrio nel nostro Universo?
Altra particolarità di questo romanzo è legata all'ambientazione. Chi legge fantasy sa benissimo che spesso le descrizioni dei paesaggi sono lunghe e dettagliate e rappresentano una parte fondamentale della storia. In questo libro gli scenari in cui si svolgono le vicende hanno un ruolo secondario: sono i personaggi e gli eventi stessi a prevalere su tutto, e questo consente al lettore di focalizzare meglio l'attenzione su ciò che viene raccontato e sul dialogo che si instaura con il narratore. Nonostante questo sono due i luoghi che vengono descritti e definiti in maniera più precisa: l'Eden e l'Aden, luoghi nei quali regnano rispettivamente gli Angeli e i Demoni. In particolare, la descrizione del Paradiso (conosciuto anche come Eden), richiama quella riportata da Dante Alighieri ne "La Divina Commedia".
"Gli Angeli erano divisi in Caste. Le lande vennero definite dagli esseri angelici Cieli. Ogni Cielo, oltre ad avere un numero assegnato, aveva anche un nome. La landa più vicina a Gaia era definita il primo Cielo della Luna, il secondo Cielo era di Mercurio, il terzo di Venere, il quarto del Sole, il quinto di Marte, il sesto di Giove, il settimo di Saturno, l'ottavo delle Stelle Fisse ed infine il nono era definito Primo Mobile".
Il linguaggio utilizzato per la scrittura di questo romanzo è molto semplice, per cui penso sia una lettura adatta a tutti quelli che cercano un Fantasy leggero da divorare in pochi giorni. Inoltre, essendo costituito da sole 245 pagine, questo racconto può essere inserito benissimo tra una lettura e l'altra. Per cui se amate il fantasy e siete curiosi di conoscere la storia dell'Universo raccontata da un punto di vista del tutto inedito, questo è il libro che fa per voi.
Vi ricordo infine che "L'oracolo dei mondi - L'Origine" è il primo libro di una trilogia, della quale l'autrice sta scrivendo già il secondo capitolo. Per cui, se non lo avete ancora fatto, vi consiglio di recuperare al più presto questo primo volume.
Bene lettori, anche questa recensione è giunta al termine. Ringrazio tutti quelli che hanno avuto la pazienza di leggere fino a qui e spero che questa recensione abbia stuzzicato almeno un pò la vostra curiosità. Vi aspetto nei commenti qui sotto per sapere cosa ne pensate.
Vi lascio di seguito anche alcune note sull'autrice Annachiara Cairoli, che ringrazio di cuore per la fiducia, la disponibilità e per avermi dato l'opportunità di leggere la sua opera.
NOTE SULL'AUTRICE: Annachiara Cairoli è nata il 13 gennaio 1998 a Como, dove attualmente vive. Il suo grande interesse per la lettura e la scrittura è già evidente in lei dai suoi primi anni della scuola elementare. Trascorre gli anni delle scuole medie e superiori a scrivere racconti che condivide solamente con le persone a lei più strette. Si diploma in Amministrazione Finanza e Marketing nel 2016. Nel 2019 si laurea in Servizi Giuridici per l'impresa ed è attualmente iscritta alla facoltà di Giurisprudenza. Lavora come consulente fiscale nello studio di famiglia. La scrittura continua ad essere la sua grande passione.
A presto!
"Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. (Come il tempo per scrivere, d'altronde, o il tempo per amare). Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere. E' forse questa la ragione per cui la metropolitana - assennato simbolo del suddetto dovere - finisce per essere la più grande biblioteca del mondo. Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere".
[ "Come un romanzo" - Daniel Pennac ]
martedì 20 ottobre 2020
SEGNALAZIONE - "Ascoltami ora" di Maricla Pannocchia

"Ascoltami ora – storie di bambini e ragazzi oncologici” è un libro che sa di vita, un insieme di storie che conducono il lettore nel mondo dell’oncologia pediatrica. La prefazione è a cura di Maricla Pannocchia (fondatrice e Presidente dell’Associazione di volontariato Adolescenti e cancro), un’esauriente introduzione per il pubblico alla realtà del cancro in età pediatrica. Il testo è un viaggio emozionante all’interno delle storie di bambini, ragazzi e famiglie che hanno vissuto la realtà del cancro pediatrico. I diritti del libro, uniti alle campagne di crowdfunding collegate, sono devoluti ai progetti di sensibilizzazione dell’Associazione Adolescenti e cancro e al progetto a Pristina (Kosovo) della fondazione Cure2Children ONLUS.
Co-autori del libro: gli autori delle storie presenti nel libro sono ragazzi che hanno avuto il cancro e familiari degli stessi.
ESTRATTO:
La mamma di Eleonora, 13 anni per sempre. Diagnosi: osteosarcoma.
Chiara, 15 anni. Diagnosi: linfoma di Hodgkin
Ilaria, 23 anni, San Donà di Piave. Diagnosi: tumore all'ovaio.
La mamma di Giuliano, Angelo. Diagnosi: sarcoma di Ewing.
"Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. (Come il tempo per scrivere, d'altronde, o il tempo per amare). Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere. E' forse questa la ragione per cui la metropolitana - assennato simbolo del suddetto dovere - finisce per essere la più grande biblioteca del mondo. Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere".
[ "Come un romanzo" - Daniel Pennac ]
giovedì 15 ottobre 2020
Recensione libro "In the labyrinth" di Harriette Joking
"... appiattire i propri sogni su schemi predefiniti può essere riduttivo e fuorviante, poiché la realtà è molto più imprevedibile di quanto si pensi"
I pensieri di Muluc sono costantemente rivolti a Jason, il ragazzo più carino della scuola, persino quando, durante una gita scolastica al sito archeologico di Palenque, la guida scorta il suo gruppo all'interno del famoso Tempio delle Iscrizioni, dove è custodita la tomba del grande re Pacal.
La ragazza spalanca inavvertitamente un passaggio nascosto tra le pietre dell'antica piramide Maya, in cui lei, Jason e un piccolo gruppo di amici restano intrappolati.
Degli enigmatici indizi sembrano rivelare che soltanto percorrendo fino alla fine l'immenso labirinto pieno di trabocchetti azionati da occulti meccanismi ancora funzionanti possano riuscire a tornare in superficie. Nel frattempo, Muluc si sente sempre più confusa quando i suoi sentimenti nei confronti di Ryan, suo compagno di scuola, iniziano a mutare.
Le tenebrose mura del labirinto, però, custodiscono altri sconvolgenti segreti, che sembrano riguardare il passato della ragazza.
Riusciranno Muluc e i suoi amici a tornare in superficie e come potrà la giovane fare chiarezza nel suo cuore?
RECENSIONE:
Dopo l'esordio con "Una mummia nell'armadio", Harriette Joking mi ha sorpresa ancora una volta con un nuovo avvincente libro fantasy, ricco di riferimenti ed informazioni storiche e caratterizzato anche da una particolare storia d'amore. Le trame dei due libri non sono in alcun modo collegate tra loro, tuttavia ci sono degli elementi che le accomunano come ad esempio le scosse di terremoto che, in entrambi i libri, segnano l'evento cruciale che dà inizio alla storia vera e propria, e questo sentimento che nasce tra la protagonista e un personaggio venuto dal passato: un amore che supera i confini del tempo ed, in questo libro, anche dello spazio.
"E se fino ad allora mi fossi sbagliata e il principe azzurro che cercavo giungesse invece dal passato? A quale imprevisto finale sarebbe andata incontro la favola della mia vita?"
Le vicende sono narrate in prima persona dalla protagonista: una ragazzina di nome Muluc, innamorata di un suo compagno di scuola, ma che si ritrova, come spesso accade, a competere con altre ragazze che come lei hanno da sempre sognato il principe azzurro.
"Fin da quando sei bambina ti raccontano che un bel giorno arriverà un affascinante principe azzurro, perdutamente innamorato di te e pronto a condurti in una non ben specificata terra lontana a cavallo del suo focoso destriero, dove vivere il resto dei giorni insieme senza che il minimo problema turbi il vostro amore. Quello che tralasciano di dirti è che, nella realtà, le cose non vanno esattamente così..."
Il primo capitolo di questo libro è utilizzato per introdurre i personaggi che poi accompagneranno la ragazza durante la sua avventura nel labirinto. La vita di Muluc, infatti, cambia completamente quando, accidentalmente, durante una gita scolastica, si ritrova con alcuni suoi amici in un labirinto sotterraneo nel sito archeologico di Palenque. Nel libro ci sono diversi riferimenti e spiegazioni riguardanti l'antica civiltà Maya che popolava i luoghi visitati dai ragazzi, ma tali riferimenti, al contrario di ciò che si potrebbe pensare, non sono noiosi e mai banali: il racconto è disseminato di curiosità storiche che catturano l'attenzione del lettore e lo spingono a continuare la lettura come in un vero e proprio tour archeologico.
"I Maya usavano sacrifici umani per ingraziarsi le loro divinità, le quali, secondo la tradizione, si nutrivano di sangue. Schiavi, prigionieri, sovrani... più alto era il grado di colui che veniva sacrificato, migliore era il sacrificio."
Da amante delle saghe letterarie e cinematografiche, la cosa che ho apprezzato molto di questo romanzo sono stati i continui riferimenti ad opere come "Il signore degli anelli", "Star wars" ed "Harry Potter":
<<Non tremate, amici miei! In questa dura prova, Gandalf il Grigio vi aprirà la strada!>> esclamò mentre si allontanava, soffocando a stento uno strillo di eccitazione.
<<Questa è la copia esatta dello zaino che portava Luke Skywalker in "L'impero colpisce ancora" e dentro il quale era adagiato il vecchio maestro Yoda, ricordate? Ho sborsato un sacco per averlo!>>
<<Il mio regno per una Nimbus 2000!>> piagnucolò.
Tutti questi riferimenti e citazioni sono da attribuirsi a Thomas, il nerd appartenente al gruppo di amici di Muluc, che è stato anche il mio personaggio preferito in assoluto per tutto il romanzo: è lui che spegne la tensione in certe situazioni con battute ed osservazioni, alcune volte volutamente fuori luogo e davvero divertenti.
Altra cosa che ho molto apprezzato sono state le descrizioni di scene e situazioni che, di tanto in tanto, trasformavano il racconto fantasy quasi in un horror.
"Con un movimento così spontaneo da lasciar credere l'avesse ripetuto innumerevoli volte,l'ahkin estrasse il cuore ancora palpitante dell'uomo, che fece in tempo a lanciargli un'occhiata sbigottita, prima di rivoltare gli occhi e passare a miglior vita. Da sotto il popolo eruppe in un'esclamazione di esultanza, mentre il sacerdote innalzava quella specie di fagotto grondante sangue, quasi fosse un trofeo".
Molto belle e affascinati sono anche le descrizioni dei vari paesaggi disseminate in tutto il romanzo:
Un'ampia vallata ricca della stessa vegetazione cupa e a tratti luminosa che ci circondava, ma nel cui mezzo si scorgeva una città, come immersa nella notte, con strade rialzate, mura e costruzioni. Eppure non si trattava di una città normale, bensì di una città identiche a quelle dell'antichità [...]
Le cose che mi sono piaciute un pò meno nel libro sono le questioni amorose riguardanti, in particolare, la protagonista e due dei suoi amici, ai quali poi giunge a far concorrenza addirittura un terzo personaggio. I sentimenti della ragazza mi sono parsi forse un pò troppo confusi e mi è sembrato forzato e forse anche un pò stucchevole il fatto che, nel pieno di situazioni in cui magari era in gioco la vita di tutti, Muluc e gli altri personaggi sopra citati, si perdessero in pensieri di amore e di gelosia.
Così, presto ci ritrovammo sole io e lei, nel mezzo della passerella e sospese nel nulla. "Allora si può sapere cosa sta succedendo tra te e Ryan?" mi chiese a quel punto. "Mi sembra si possa dire che cominci a esserci del tenero...". "C-come?!" balbettai, di colpo preoccupata che gli altri da lontano potessero udire le nostre voci.
Personalmente ho pensato che forse l'autrice, inserendo queste ingenue distrazioni, volesse sottolineare il fatto che si trattasse di ragazzini e non di esploratori esperti, tuttavia secondo me, si potevano magari scindere le situazioni di pericolo da questi discorsi, in alcuni casi, un pò troppo fuori luogo.
Nel complesso "In the labyrinth" è un libro ben scritto, dalla trama perfettamente costruita e articolata che racchiude un'avventura tutta da scoprire. Consiglio questo libro a tutti gli amanti del fantasy come me, e con una spiccata passione per la storia e le civiltà antiche. Un libro di evasione che vi trasporterà in un mondo del tutto inaspettato.
L'ultima cosa che sentimmo fu il ripetersi gioioso e lontano del grido di liberazione "PER IL CAMMINO DI GIADA!"
Ringrazio di cuore l'autrice di questo romanzo, per avermi dato la possibilità di conoscere e leggere le sue opere. ❤ Grazie mille Harriette, è stato un piacere poter collaborare con te.
E allora buone letture a tutti e A PRESTO!!!
"Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. (Come il tempo per scrivere, d'altronde, o il tempo per amare). Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere. E' forse questa la ragione per cui la metropolitana - assennato simbolo del suddetto dovere - finisce per essere la più grande biblioteca del mondo. Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere".
[ "Come un romanzo" - Daniel Pennac ]
giovedì 8 ottobre 2020
Recensione libro "È un giorno bellissimo" di Amabile Giusti
"Niente è la fine del mondo, papà, ma tante piccole cose messe insieme possono diventare l'inizio della fine, se si rimane fermi a guardarle".
"Grace aveva un'anima da principessa delle fiabe. Credeva nei buoni sentimenti, nel lieto fine, nei mazzi di rose regalati anche senza una ricorrenza e nel valore terapeutico dei tramonti, ed era convinta che il grande amore potesse arrivare nella vita a qualsiesi età".
Una famiglia,un fidanzato...Tutto va a gonfie vele, fino a quando il giorno del suo diploma Grace si scontra con la dura realtà della vita. Gli eventi negativi arrivano così all'improvviso che lei inizialmente si sente persa, non sa che fare e chiede aiuto alla sua migliore amica, Jessica, più piccola di lei e con un carattere totalmente differente dal suo, che però sa forse più di lei come va il mondo.
"Non era abituata al dolore, non sapeva come affrontarlo. Per la prima volta nella sua vita ovattata, nella quale i dispiaceri equivalevano a punte di spillo,si era insinuata una lama profonda"
L'amica l'aiuta ad aprire gli occhi e Grace, nonostante le pugnalate ricevute, si scopre più forte di quello che in realtà pensava. Dopo le lacrime e la disperazione iniziale, infatti, una nuova consapevolezza si impossessa di lei: forse la sua amica aveva sempre avuto ragione, forse stava vivendo la vita di qualcun altro, non certamente la sua. Grace capisce di essere diventata una persona completamente diversa da sé stessa, soltanto per compiacere gli altri.
[...] il vento le scosse i capelli e le portò alle narici l'odore del mare. Sapeva di sale e di sirene, tesori sommersi e avventura. Per un secondo la sua mente volò via da quel momento paradossale, come se non fosse la sua vita ma un pessimo film che era costretta a guardare al cinema. Sarebbe stato così bello trovarsi altrove...
Dopo un duro confronto con i suoi genitori e l'ennesima brutta notizia, Grace non riesce e, forse, non vuole nemmeno starsene chiusa nella sua stanza a piangere, così decide di prendere le sue poche cose e partire verso l'ignoto.
"Diciamo che scappare...no, ehm...partire... mi è parso l'unico modo per riuscire a respirare ancora. Mi sentivo come dentro un sacchetto di plastica senza un filo d'aria".
Questo libro parla del coraggio di una ragazza che decide di intraprendere un viaggio... un viaggio che inizialmente deve solo portarla lontana dai suoi problemi, ma che si rivelerà essere una ricerca di sé stessa e di quella libertà che non ha mai avuto.
"Il buio e la luce ferivano l'aria come lame gemelle e un brivido di freddo le serpeggiò lungo la schiena, mentre percorreva a piedi il breve tratto di strada silenziosa e sicura di quel quartiere residenziale fino alla sua auto. Aveva una zavorra al posto del cuore. Tuttavia non intendeva fermarsi".
Il viaggio di Grace è un po' il viaggio della vita di tutti noi, che inizia davvero solo quando ci rendiamo conto di aver bisogno di indipendenza e della libertà di fare scelte per noi stessi, senza il condizionamento da parte di altre persone.
In fondo siamo tutti in viaggio verso una meta ignota, proprio come la ragazza protagonista di questo libro. Nessuno ci ha promesso che tutto andrà bene e che tutto sarà facile, tuttavia continuiamo ogni giorno a camminare sulla nostra strada, passo dopo passo, facendo esperienze che nel bene e nel male ci aiutano a crescere e incontrando persone che, per amore, decidono di condividere con noi la loro avventura. In questo libro c'è la forza di una ragazza che, pur non avendo mai viaggiato da sola, decide comunque di partire, lasciandosi alle spalle la confortevole ma vuota vita adolescenziale, per andare alla ricerca della strada giusta da percorrere. Ma in realtà Grace in questo viaggio non sarà mai sola perchè incontrerà un ragazzo che sarà il suo angelo custode, ma che alla fine lei stessa salverà.
In questo libro,infatti, c'è anche tanto amore, un amore inaspettato, folle, romantico nella sua stranezza... un amore tuttavia vero e profondo, che darà ai protagonisti la forza di vincere anche la sfida più dura. Ché in fin dei conti la vita può essere riassunta in questo: tanto amore e una lista di cose da fare, da realizzare. Questi sono gli ingredienti per la felicità.
"E' un giorno bellissimo" è il primo libro che leggo di questa autrice e devo dire che mi ha piacevolmente sorpresa. Le pagine scorrono sotto gli occhi con una facilità impressionante, il linguaggio è semplice e l'alternarsi del racconto in terza persona con capitoli in cui a parlare è il ragazzo Channing, fa entrare il lettore ancora di più nella storia, perché si capiscono appieno i pensieri ed i sentimenti di entrambi i protagonisti e si possono avere due visioni differenti degli stessi eventi. Consiglio questo libro a tutti i sognatori, alle ragazze che sperano, un giorno,di trovare l'amore della loro vita, a quelli che amano viaggiare, che credono nel vero amore e che, spesso, vorrebbero essere altrove.
Anche questa recensione è giunta al termine. Grazie a tutti quelli che hanno avuto la pazienza di leggermi fin qui e spero davvero che questo mio consiglio di lettura sia stato utile a tutti voi. Leggete questo libro perchè merita davvero tanto; a me personalmente ha aiutato molto nell'ultimo periodo: mi ha aiutata a non pensare e a non smettere di credere nell'amore.
A presto! ❤
"Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. (Come il tempo per scrivere, d'altronde, o il tempo per amare). Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere. E' forse questa la ragione per cui la metropolitana - assennato simbolo del suddetto dovere - finisce per essere la più grande biblioteca del mondo. Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere".
[ "Come un romanzo" - Daniel Pennac ]
lunedì 7 settembre 2020
Recensione libro "La leggenda di Ak" di M.P. Milha
"Gli assolati e tortuosi viottoli percorsi dai sentimenti sono assai diversi dalle fredde e diritte strade della ragione"
TRAMA:
Tosh Roccia e Saa di Buoncuore sono una coppia che vive felicemente su un'isola sperduta in mezzo al mare chiamata Isola, in un villaggio, abitato da poche persone, chiamato Villaggio. Lui fa il pescatore e lei, da moglie amorevole, si prende cura del marito e della casa. I due hanno un grande desiderio: avere un figlio, che però tarda ad arrivare. Tutto rimane tranquillo fino a quando, una notte, Tosh esce per la solita battuta di pesca giornaliera sulla sua barchetta chiamata "Formichina", ma non fa più ritorno dalla sua adorata moglie. Saa è disperata; tuttavia nei giorni seguenti la scomparsa di Tosh, succede una cosa del tutto inaspettata: la donna trova un neonato,in circostanze del tutto particolari, talmente strane che inizialmente Saa crede di essere impazzita. Nonostante l'incredulità iniziale, Saa decide di chiamare quel bambino Ak e di allevarlo come suo figlio. Ak mostra fin da subito delle particolarità che lo contraddistinguono dagli altri bambini di Isola: non ha capelli nè peli e non emette nessun suono. Diventando grande Ak condivide con la madre l'immenso dolore per l' assenza di quel padre mai conosciuto; alcuni sogni spingono il bambino a credere che il padre sia ancora vivo, così egli si pone un obiettivo: ritrovare Tosh e riportarlo dalla sua amata Saa. I sentimenti possono trasformare i sogni in realtà? Tosh è davvero ancora vivo? Riuscirà il piccolo Ak a ritrovare suo padre?
RECENSIONE:
"La leggenda di Ak" è un libro che mi è stato presentato dall'autore come un fantasy; tuttavia dopo una lettura attenta ed approfondita, posso affermare che in realtà ci troviamo di fronte ad un insieme di più generi che costituiscono un libro unico, una storia fantastica, una favola per bambini, capace di catturare il cuore di ragazzi ed adulti di tutte le età.
Il romanzo è fondamentalmente diviso in due parti. La prima parte,costituita da 11 capitoli, si sviluppa in modo lento, proprio come il racconto di una vecchia leggenda che una nonna premurosa legge al suo nipotino, nostalgico della bella stagione appena passata.
"Quel pomeriggio era così così, pioveva e le foglie secche galleggiavano sulle pozzanghere come barchette alla deriva. Con il naso schiacciato sul vetro rigato dall'acqua, un bambino guardava dalla finestra ripensando ai suoi amici e alle belle giornate di sole ormai lontane".
In questi primi capitoli troviamo la descrizione delle vicende che hanno portato alla nascita del piccolo Ak e un'introduzione dei bizzarri personaggi che resteranno vicini al protagonista per tutto il racconto, lo aiuteranno a comprendere chi è veramente e lo supporteranno nelle sue mirabolanti avventure. Tra questi personaggi troviamo non solo lo strambo maestro di Villaggio, ma anche un rospo e addirittura un lavamani di ferro, una tazzina ed altri oggetti di casa.
"A parte qualche striatura verdastra, per il resto aveva lo stesso colore grigio- marroncino del fango intorno e l'aspetto era gonfio e la pelle viscida e bitorzoluta. Gli occhioni sporgenti sembravano ancora assonnati ed era, insomma, quel che si dice un brutto rospo"
Fin dall'inizio il linguaggio utilizzato dall'autore è estremamente semplice, tipico delle favole per bambini; inoltre anche l'uso di nomignoli come "Formichina" per la barca di Tosh e di nomi semplici da ricordare (talvolta forse anche un pò troppo banali),come l'isola chiamata Isola e il villaggio chiamato Villaggio, fanno pensare ad un racconto per bambini. I nomi propri dei personaggi sono molto più bizzarri, talvolta si tratta di vere e proprie onomatopee (come il Rospo Grogrò), che rispecchiano alcune caratteristiche dei loro proprietari e facilitano il ricordo e l'associazione tra il nome ed il personaggio. Anche il fatto che Ak riesca a comunicare con oggetti e animali, fa pensare ad un altro tratto distintivo di fiabe e favole. In questa prima parte, spicca la particolare ricorrenza del numero tre e dei suoi multipli: Saa cade per tre volte e resta nove giorni a piangere. Tale ricorrenza si può notare anche nella seconda parte del libro.
"Cosi abbracciati,unirono le loro teste come un grappolo di noci di cocco e per tre volte batterono insieme e con decisione il piede sinistro sulla sabbia, che sotto custodiva il loro prezioso segreto"
Tra queste prime pagine, tuttavia, ho notato anche la presenza di alcune descrizioni non proprio adatte ad un pubblico di bambini:
"Infilzato all'altezza delle zampe anteriori con un robusto stelo di giunco, il rospo teneva semichiuse le sue grandi palpebre ed emetteva un tenue e doloroso gracidio [...]. Da una distanza non maggiore di dieci passi, i due malefici ragazzini impugnavano anche delle pietre e si sfidavano a chi lo avrebbe centrato per primo".
Nella seconda parte del libro il racconto entra nel vivo. Grazie ad un berretto magico,appartenuto a suo padre, Ak inizia a sognare.
"Pare che in realtà Ak non avesse mai sognato [...], anzi, credeva che i sogni di cui tutti parlavano fossero delle gran belle frottole. Fantasiose,divertenti o paurose, ma pur sempre semplici frottole".
Nei suoi incredibili sogni,che si svolgono principalmente in mare e che condivide con i suoi tre amici Kaf, Moo e Taa, il giovane Ak ha la possibilità di incontrare diversi personaggi (soprattutto creature marine), che riescono a comunicare con lui e gli rivelano tante informazioni riguardanti suo padre e sul luogo in cui egli possa trovarsi.
Oltre al mare, protagonista indiscussa di queste pagine è sicuramente la magia:
"In un modo o nell'altro la magia stava sconquassando la sua vita e,sulla magia, Ak voleva dunque scoprire qualcosa in più del poco o del niente che sapeva".
Tutto ciò che accade nei sogni di Ak viene raccontato, come nella prima parte del libro, con un linguaggio molto semplice: piccole battute divertenti qua e là e onomatopee vengono utilizzate per smorzare la tensione nei momenti salienti e nelle situazioni difficili in cui si ritrovano Ak e i suoi amici.
"Un secco rumore: - sstooaaaaak- catturò però l'attenzione di Capitan Doppio, che vide un oggettino rotolare irregolarmente sul ponte e lo raccolse incuriosito".
Non mancano tuttavia, anche nella seconda parte descrizioni di personaggi inquietanti e situazioni che potrebbero essere adatte ad un film horror:
"A riempirlo di ribrezzo non furono tanto i suoi occhi da cane rabbioso, quanto l'orrenda deformità della bocca,che un taglio netto sotto le narici del naso aveva privato del labbro superiore. Perennemente esposti all'aria e in vista, i suoi denti gialli e marci si innestavano irregolarmente su gengive gonfie e vermiglie".
"L'immensa forza magica", citata in uno dei capitoli della seconda parte del libro,invece, mi ha fatto subito pensare ad un riferimento a Star Wars che, anche se non so se intenzionale o meno, fa sempre piacere ai più appassionati della famosa saga cinematografica:
Vedendolo già virare per riprendere rapidamente il mare, Kaf gli rispose un pò irridente: -"Che l'Immensa Forza Magica sia sempre con voi!"
Durante la lettura,poi, ho notato l'uso di espressioni tipicamente toscane:
-"Babbo,babbo mio...aspettami,sto arrivando!"
e piccoli riferimenti a situazioni presenti in un grande classico della letteratura italiana per bambini: "Pinocchio" di Carlo Collodi. Ak, proprio come Pinocchio, appare inizialmente molto ingenuo e non sa fino a che punto possa spingersi la cattiveria e l'avidità delle persone che lo circondano.
"Solo in quel momento Ak comprese che Arram Due Pesci e quell'orrenda vecchia stavano contrattando sulla sua pelle come di una qualsiesi altra merce".
Altro elemento che mi ha fatto pensare a Pinocchio è stata la moneta d'oro, che Ak descrive come magica ad un suo antagonista per ingannarlo:
- "Eccola, questa è la moneta d'oro". Disse mostrandola al pesce e prosegui: - "Si tratta di una moneta magica che mi ha regalato lo stregone di un re. Chi riuscisse ad inghiottirla d' un sol colpo, cagherà poi tante monete d'oro quanto mangerà".
Nel penultimo capitolo del libro,poi, compaiono due furfanti: Neghitt e Sgraffon che ricordano tantissimo il gatto e la volpe:
"Sgraffon e Neghitt erano due eterni scansafatiche, ladri pure all'occorrenza e secondo l'occasione, furbi e parassiti come quei gabbiani che s'abituano a vivere dei visceri e degli altri scarti buttati in mare dai pescatori".
Insomma "La leggenda di Ak" è un romanzo che, scritto in terza persona e autoconclusivo, è assolutamente scorrevole e si legge in un battito di ciglia. Una lettura consigliata a tutti quelli che amano volare sulle ali della fantasia, che amano tuffarsi in mare e andare alla scoperta dei suoi incredibili tesori; una storia dedicata a tutti coloro che amano le leggende e i racconti bizzarri, ma ricchi di magia e di sentimenti unici come l'amore e l'amicizia.
Anche questa recensione è giunta al termine. Vi lascio di seguito alcune note sull'autore di questo fantastico libro. Fatemi sapere cosa ne pensate e se questa storia vi ha incuriositi.
NOTE SULL'AUTORE: Già autore della fortunata raccolta di prossima traduzione "Short land and water fairy tales" e dei racconti surreali "The bat's point of view" (Brulland Books), Milha si definisce un vagabondo dei mari. Seguito da moglie e figlie, da anni solca gli oceani in barca a vela. Vissuto per qualche tempo a Zhau-Rahi, una piccola isola disseminata nel vasto arcipelago indonesiano, ne ha tratto ispirazione per questa favola senza tempo. Rivolta allo spirito dei bambini e ragazzi di ogni età.
Grazie a chi vorrà lasciare un suo commento qui e/o sulla mia pagina Instagram e Facebook. Infine un GRAZIE particolare va all'autore, che mi ha dato la possibilità di conoscere questa bellissima leggenda: è stato un piacere poter collaborare con lei! Grazie per la fiducia. Spero che la mia recensione le piaccia.
Un saluto a tutti! A presto! :-*
"Il tempo per leggere è sempre tempo rubato. (Come il tempo per scrivere, d'altronde, o il tempo per amare). Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere. E' forse questa la ragione per cui la metropolitana - assennato simbolo del suddetto dovere - finisce per essere la più grande biblioteca del mondo. Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere".
[ "Come un romanzo" - Daniel Pennac ]
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