lunedì 7 settembre 2020

Recensione libro "La leggenda di Ak" di M.P. Milha


"Gli assolati e tortuosi viottoli percorsi dai sentimenti sono assai diversi dalle fredde e diritte strade della ragione"

TRAMA: 

Tosh Roccia e Saa di Buoncuore sono una coppia che vive felicemente su un'isola sperduta in mezzo al mare chiamata Isola, in un villaggio, abitato da poche persone, chiamato Villaggio. Lui fa il pescatore e lei, da moglie amorevole, si prende cura del marito e della casa. I due hanno un grande desiderio: avere un figlio, che però tarda ad arrivare. Tutto rimane tranquillo fino a quando, una notte, Tosh esce per la solita battuta di pesca giornaliera sulla sua barchetta chiamata "Formichina", ma non fa più ritorno dalla sua adorata moglie. Saa è disperata; tuttavia nei giorni seguenti la scomparsa di Tosh, succede una cosa del tutto inaspettata: la donna trova un neonato,in circostanze del tutto particolari, talmente strane che inizialmente Saa crede di essere impazzita. Nonostante l'incredulità iniziale, Saa decide di chiamare quel bambino Ak e di allevarlo come suo figlio. Ak mostra fin da subito delle particolarità che lo contraddistinguono dagli altri bambini di Isola: non ha capelli nè peli e non emette nessun suono. Diventando grande Ak condivide con la madre l'immenso dolore per l' assenza di quel padre mai conosciuto; alcuni sogni spingono il bambino a credere che il padre sia ancora vivo, così egli si pone un obiettivo: ritrovare Tosh e riportarlo dalla sua amata Saa. I sentimenti possono trasformare i sogni in realtà? Tosh è davvero ancora vivo? Riuscirà il piccolo Ak a ritrovare suo padre? 


RECENSIONE:

"La leggenda di Ak" è un libro che mi è stato presentato dall'autore come un fantasy; tuttavia dopo una lettura attenta ed approfondita, posso affermare che in realtà ci troviamo di fronte ad un insieme di più generi che costituiscono un libro unico, una storia fantastica, una favola per bambini, capace di catturare il cuore di ragazzi ed adulti di tutte le età.

Il romanzo è fondamentalmente diviso in due parti. La prima parte,costituita da 11 capitoli, si sviluppa in modo lento, proprio come il racconto di una vecchia leggenda che una nonna premurosa legge al suo nipotino, nostalgico della bella stagione appena passata.

"Quel pomeriggio era così così, pioveva e le foglie secche galleggiavano sulle pozzanghere come barchette alla deriva. Con il naso schiacciato sul vetro rigato dall'acqua, un bambino guardava dalla finestra ripensando ai suoi amici e alle belle giornate di sole ormai lontane". 


  In questi primi capitoli troviamo la descrizione delle vicende che hanno portato alla nascita del piccolo Ak e un'introduzione dei bizzarri personaggi che resteranno vicini al protagonista per tutto il racconto, lo aiuteranno a comprendere chi è veramente e lo supporteranno nelle sue mirabolanti avventure. Tra questi personaggi troviamo non solo lo strambo maestro di Villaggio, ma anche un rospo e addirittura un lavamani di ferro, una tazzina ed altri oggetti di casa. 

"A parte qualche striatura verdastra, per il resto aveva lo stesso colore grigio- marroncino del fango intorno e l'aspetto era gonfio e la pelle viscida e bitorzoluta. Gli occhioni sporgenti sembravano ancora assonnati ed era, insomma, quel che si dice un brutto rospo"


Fin dall'inizio il linguaggio utilizzato dall'autore è estremamente semplice, tipico delle favole per bambini; inoltre anche l'uso di nomignoli come "Formichina" per la barca di Tosh e di nomi semplici da ricordare (talvolta forse anche un pò troppo banali),come l'isola chiamata Isola e il villaggio chiamato Villaggio, fanno pensare ad un racconto per bambini. I nomi propri dei personaggi sono molto più bizzarri, talvolta si tratta di vere e proprie onomatopee (come il Rospo Grogrò), che rispecchiano alcune caratteristiche dei loro proprietari e facilitano il ricordo e l'associazione tra il nome ed il personaggio. Anche il fatto che Ak riesca a comunicare con oggetti e animali, fa pensare ad un altro tratto distintivo di fiabe e favole. In questa prima parte, spicca la particolare ricorrenza del numero tre e dei suoi multipli: Saa cade per tre volte e resta nove giorni a piangere. Tale ricorrenza si può notare anche nella seconda parte del libro.

"Cosi abbracciati,unirono le loro teste come un grappolo di noci di cocco e per tre volte batterono insieme e con decisione il piede sinistro sulla sabbia, che sotto custodiva il loro prezioso segreto"

Tra queste prime pagine, tuttavia, ho notato anche la presenza di alcune descrizioni non proprio adatte ad un pubblico di bambini:

"Infilzato all'altezza delle zampe anteriori con un robusto stelo di giunco, il rospo teneva semichiuse le sue grandi palpebre ed emetteva un tenue e doloroso gracidio [...]. Da una distanza non maggiore di dieci passi, i due malefici ragazzini impugnavano anche delle pietre e si sfidavano a chi lo avrebbe centrato per primo". 

Nella seconda parte del libro il racconto entra nel vivo. Grazie ad un berretto magico,appartenuto a suo padre, Ak inizia a sognare.

"Pare che in realtà Ak non avesse mai sognato [...], anzi, credeva che i sogni di cui tutti parlavano fossero delle gran belle frottole. Fantasiose,divertenti o paurose, ma pur sempre semplici frottole".


 Nei suoi incredibili sogni,che si svolgono principalmente in mare e che condivide con i suoi tre amici Kaf, Moo e Taa, il giovane Ak ha la possibilità di incontrare diversi personaggi (soprattutto creature marine), che riescono a comunicare con lui e gli rivelano tante informazioni riguardanti suo padre e sul luogo in cui egli possa trovarsi. 


Oltre al mare, protagonista indiscussa di queste pagine è sicuramente la magia:

"In un modo o nell'altro la magia stava sconquassando la sua vita e,sulla magia, Ak voleva dunque scoprire qualcosa in più del poco o del niente che sapeva".

Tutto ciò che accade nei sogni di Ak viene raccontato, come nella prima parte del libro, con un linguaggio molto semplice: piccole battute divertenti qua e là e onomatopee vengono utilizzate per smorzare la tensione nei momenti salienti e nelle situazioni difficili in cui si ritrovano Ak e i suoi amici. 

"Un secco rumore: - sstooaaaaak- catturò però l'attenzione di Capitan Doppio, che vide un oggettino rotolare irregolarmente sul ponte e lo raccolse incuriosito". 


 Non mancano tuttavia, anche nella seconda parte descrizioni di personaggi inquietanti e situazioni che potrebbero essere adatte ad un film horror:

"A riempirlo di ribrezzo non furono tanto i suoi occhi da cane rabbioso, quanto l'orrenda deformità della bocca,che un taglio netto sotto le narici del naso aveva privato del labbro superiore. Perennemente esposti all'aria e in vista, i suoi denti gialli e marci si innestavano irregolarmente su gengive gonfie e vermiglie". 

"L'immensa forza magica", citata in uno dei capitoli della seconda parte del libro,invece, mi ha fatto subito pensare ad un riferimento a Star Wars che, anche se non so se intenzionale o meno, fa sempre piacere ai più appassionati della famosa saga cinematografica:

Vedendolo già virare per riprendere rapidamente il mare, Kaf gli rispose un pò irridente:     -"Che l'Immensa Forza Magica sia sempre con voi!"

 Durante la lettura,poi, ho notato l'uso di espressioni tipicamente toscane:

-"Babbo,babbo mio...aspettami,sto arrivando!"

e piccoli riferimenti a situazioni presenti in un grande classico della letteratura italiana per bambini: "Pinocchio" di Carlo Collodi. Ak, proprio come Pinocchio, appare inizialmente molto ingenuo e non sa fino a che punto possa spingersi la cattiveria e l'avidità delle persone che lo circondano. 

"Solo in quel momento Ak comprese che Arram Due Pesci e quell'orrenda vecchia stavano contrattando sulla sua pelle come di una qualsiesi altra merce".


 Altro elemento che mi ha fatto pensare a Pinocchio è stata la moneta d'oro, che Ak descrive come magica ad un suo antagonista per ingannarlo:

- "Eccola, questa è la moneta d'oro". Disse mostrandola al pesce e prosegui: - "Si tratta di una moneta magica che mi ha regalato lo stregone di un re. Chi riuscisse ad inghiottirla d' un sol colpo, cagherà poi tante monete d'oro quanto mangerà". 


 Nel penultimo capitolo del libro,poi, compaiono due furfanti: Neghitt e Sgraffon che ricordano tantissimo il gatto e la volpe:

"Sgraffon e Neghitt erano due eterni scansafatiche, ladri pure all'occorrenza e secondo l'occasione, furbi e parassiti come quei gabbiani che s'abituano a vivere dei visceri e degli altri scarti buttati in mare dai pescatori".

Insomma "La leggenda di Ak" è un romanzo che, scritto in terza persona e autoconclusivo, è assolutamente scorrevole e si legge in un battito di ciglia. Una lettura consigliata a tutti quelli che amano volare sulle ali della fantasia, che amano tuffarsi in mare e andare alla scoperta dei suoi incredibili tesori; una storia dedicata a tutti coloro che amano le leggende e i racconti bizzarri, ma ricchi di magia e di sentimenti unici come l'amore e l'amicizia. 


Anche questa recensione è giunta al termine. Vi lascio di seguito alcune note sull'autore di questo fantastico libro. Fatemi sapere cosa ne pensate e se questa storia vi ha incuriositi. 

NOTE SULL'AUTORE: Già autore della fortunata raccolta di prossima traduzione "Short land and water fairy tales" e dei racconti surreali "The bat's point of view" (Brulland Books), Milha si definisce un vagabondo dei mari. Seguito da moglie e figlie, da anni solca gli oceani in barca a vela. Vissuto per qualche tempo a Zhau-Rahi, una piccola isola disseminata nel vasto arcipelago indonesiano, ne ha tratto ispirazione per questa favola senza tempo. Rivolta allo spirito dei bambini e ragazzi di ogni età.

Grazie a chi vorrà lasciare un suo commento qui e/o sulla mia pagina Instagram e Facebook. Infine un GRAZIE particolare va all'autore, che mi ha dato la possibilità di conoscere questa bellissima leggenda: è stato un piacere poter collaborare con lei! Grazie per la fiducia. Spero che la mia recensione le piaccia. 


Un saluto a tutti! A presto! :-*


 

 

 

 

martedì 25 agosto 2020

Recensione libro - "Appuntamento in terrazzo" di Felicia Kingsley


"Quando a scuola ci avevano fatto leggere "Il piccolo principe" avevo deciso che non mi era piaciuto. Il problema era che non lo avevo capito. Oggi invece lo sento così tanto da pensare di essere io il piccolo principe"


Ciao lettori! Dopo molto tempo, tra una collaborazione e l'altra, sono finalmente riuscita a leggere un libro che avevo nella mia wishlist; si tratta di "Appuntamento in terrazzo" di Felicia Kingsley. Ci tengo molto a parlarvene in questo articolo perché si tratta di un romanzo che, nonostante la sua brevità, mi è piaciuto tantissimo. La storia tra me e questo libro è iniziata durante il lockdown dovuto al Coronavirus, che come tutti sapete, ci ha costretti in casa per circa tre mesi. In realtà fin dai primi giorni in cui ho aperto la mia pagina Instagram ( a marzo), ho letto parecchie recensioni riguardanti i romanzi di questa autrice. I commenti erano tutti positivi e dato che io sono una lettrice che sperimenta tutti i generi letterari, mi sono incuriosita. Ho segnato,così, qualche libro della Kingsley nella wishlist e aspettavo la fine della quarantena per poter andare in libreria ad acquistarne qualcuno.

 Poi, durante il lockdown ho letto sulla pagina dell'autrice un post in cui si annunciava l'uscita di questo romanzo breve. Ho pensato che fosse una buona idea acquistarlo sia per capire se lo stile dell'autrice potesse piacermi, sia perché avevo letto che i proventi delle vendite sarebbero stati devoluti all'Ospedale Policlinico di Modena,per aiutare il personale medico a fronteggiare l'emergenza. Ho acquistato quindi l'ebook, però purtroppo non ho avuto modo di leggerlo immediatamente. Sono passati mesi, il lockdown per fortuna è finito e l'estate iniziata. Soltanto qualche giorno fa cercavo una lettura leggera, adatta per la sera, prima di addormentarmi, così ho acceso il mio Kindle e ho iniziato a leggere "Appuntamento in terrazzo". L'ho praticamente divorato e adesso cercherò di raccontarvelo.




TRAMA: 
“Rimanete a casa, rimanete a casa”, si sente urlare dagli altoparlanti delle uniche auto che circolano per le strade deserte di Milano. La vita congelata nel momento del lockdown ha colto tutti impreparati. Ma alcuni di più.
È il caso di Alex che, nel momento in cui il Governo annuncia la quarantena nazionale, si ritrova in isolamento con quella che da poche ore è diventata la sua ex, l’ultima persona con cui vorrebbe condividere l’aria. A distanza di una parete, nell'appartamento accanto al suo, c'è Didi, tornata a casa dei suoi per una breve visita, rimasta ostaggio della sua chiassosa famiglia: una madre complottista dipendente dai social, un padre drogato di lavoro che ha trasformato la casa in un ufficio, una sorella diciottenne aspirante influencer con cui è costretta a dividere la camera e un nonno nostalgico. Per Alex e Didi la situazione è soffocante e, privati dei propri spazi, non resta loro che un posto per trovare un attimo di pace: il terrazzo. Le vite di Alex e Didi s'incrociano in un momento di emergenza e, quello che nasce come un incontro inaspettato, diventa un piacevole appuntamento quotidiano. È possibile che un'amicizia nata in una situazione ai limiti del reale possa trasformarsi in qualcosa di più? 




RECENSIONE: sono tre gli aggettivi che potrei utilizzare per descrivere questo romanzo: simpatico, romantico e un pizzico nostalgico. Il difficile periodo del lockdown viene raccontato attraverso la voce dei due protagonisti Didi e Alex che, con le loro vicende e alternandosi tra i vari capitoli, riassumono brevemente quella che effettivamente è stata la realtà di tutti gli Italiani durante la quarantena. Ecco quindi che si parla di smartworking, dei decreti del ministero, delle autocertificazioni, dell'incredibile privilegio di andare a buttare la spazzatura, dell'inquietante silenzio che regnava in città che silenziose non lo sono state mai, del cielo limpido e delle calde giornate primaverili, del lievito messo in frigo dalla mamma per preparare la pizza (irrinunciabile al sabato sera 😆) e delle abitazioni, diventate improvvisamente troppo strette per tutti. 

"Aria. E silenzio. E parlando di Milano, il silenzio è qualcosa di soprannaturale. Milano non è mai silenziosa, nemmeno nel cuore della notte, nemmeno il 15 agosto. Ora, invece, sembra tutto cristallizzato: la strada vuota, le auto parcheggiate, le serrande abbassate. E, cosa ancora più strana, il cielo limpido, azzurro, senza neanche una nuvola". 

 

 In questa situazione di totale isolamento, nelle grandi città, terrazzi e balconi sono stati totalmente rivalutati, diventando presto l'unico luogo in cui prendere una boccata d'aria fresca e da cui parlare con i vicini di casa, ai quali, magari, non si era mai rivolta la parola. Questo è un significativo punto di riflessione del libro: il lockdown ci ha costretti a rallentare la nostra vita, a guardarci intorno e a dare la giusta importanza alle piccole cose che prima reputavamo quasi inutili perdite di tempo,come scambiare due chiacchiere con i propri vicini. E' proprio così che avviene l'incontro tra  Alex e Didi:

-"Non buttarti di sotto,eh", lo avverto. "Mi raccomando".

 - "Farò il possibile. Ma ora che so che qualcuno tiene alla mia vita, ho già un motivo in più per non farlo".

-" Oh,no. Non è perchè tengo a te. E' che se muori, poi lo scettro del più sfigato del condominio passa a me".


Pur descrivendo un periodo surreale e pieno di difficoltà, le vicende vengono raccontate con estrema leggerezza e strappano un sorriso, soprattutto a quelli che magari, si sono ritrovati proprio nelle stesse incredibili situazioni dei protagonisti, come l'incontro tra Alex e i due vigili:

-"Senta,poche storie,ci mostri la sua autocertificazione",mi ordina Basso. Io pesco il foglio dallo zaino e lo porgo ai vigili. "Ecco". Loro osservano con la fronte aggrottata. "Questa non va bene", dice Alto. "Come,non va bene? E' l'autocertificazione che ho scaricato dal sito del ministero". "Questa è vecchia", spiega Basso. "Vecchia? L'ho stampata ieri sera!". "E' cambiata stamattina. Per uscire serve l'autocertificazione compilata sul nuovo modello".

E chi non ricorda quando, a distanza di pochi giorni, il modello da scaricare per l'autocertificazione cambiava, ma in sostanza restava sempre lo stesso? Si tratta di situazioni che,leggendo questo breve romanzo, ci sembrano comiche, quasi ai limiti del reale, ma che, nel momento in cui le stavamo vivendo, erano assolutamente tragiche per tutti.  

Ma in questo libro c'è anche qualcosa di più. Ci sono i sentimenti... c'è l'amore,che non è più dettato dalla frenesia del contatto; il distanziamento sociale fa rivalutare la comunicazione, fatta non solo di parole,ma anche di sguardi, di profumi, di gesti, che piccoli o grandi, racchiudono l'essenza stessa dei sentimenti e ci fanno conoscere, in maniera approfondita, la persona che abbiamo davanti. E allora ecco che il lockdown ci fa fare un tuffo nel passato,nelle cose belle ormai perdute e nei sentimenti più veri.

"Non sei un'amicizia stretta per comodo o per interesse, non sei una persona che sono obbligata a frequentare. M'interessa ciò che hai da dire. Sono qui perchè mi piace, perchè io non voglio nulla da te e tu non vuoi nulla da me".

[...] "Se ci pensi,anche toccare una persona è qualcosa che diamo per scontato,ma che non è scontato affatto. E' un privilegio". "Siamo obbligati a mettere il rapporto intellettuale davanti a tutto. Solo io, tu e le nostre parole". 



 Questo libro,dunque, non racconta solo la storia nata tra due ragazzi durante il lockdown; esso è una riflessione sulla vita, sul fatto che, ogni periodo, anche il più brutto, può servire a farci comprendere tante cose, può servire a fermarci quel tanto che basta per farci trovare quella felicità che, in altre situazioni, avremo forse sfiorato, per poi passare oltre, senza nemmeno rendercene conto. 

La sintassi è semplice, il libro si divora in poche ore e lo consiglio davvero a tutti. 

Bene lettori, questa recensione è giunta al termine. Spero sia stata di vostro gradimento. Avete già letto questo romanzo? Avete intenzione di acquistarlo? Cosa ne pensate? Fatemi sapere tutto nei commenti. ❤ Grazie per il tempo che mi avete dedicato. A presto!!


venerdì 21 agosto 2020

Recensione libro - "Edenya" di Laura Rizzoglio


"La parvenza è quella di un paradiso, ma in realtà sapessi quante crudeltà e ingiustizie si nascondono dietro la luce di cui risplende Edenya"


TRAMA: E se gli angeli non fossero in realtà come li abbiamo sempre immaginati? Se non avessero le ali e non fossero muniti di aureola che brilla di luce propria, ma in realtà fossero soltanto esseri alieni  appartenenti ad un altro pianeta? 
No, non stiamo parlando di quel luogo perfetto che tutti chiamano "paradiso" ma di un mondo parallelo alla Terra, nel quale Angeli ed Arcangeli, simili in tutto e per tutto a noi, devono sottostare a regole ferree e poteri superiori. Sono decenni che su Edenya tutto viene deciso dai Serafini, esseri dotati di capacità straordinarie, che non tengono conto dei sentimenti, che non si preoccupano dei legami, ma che agiscono egoisticamente soltanto per proteggere la loro essenza e per incrementare il loro potere. Ma su Edenya qualcosa sta succedendo... Qualcosa che potrebbe cambiare per sempre il meccanismo che regola questo mondo alieno. 


Nel frattempo sulla Terra, una ragazzina dai capelli rossi di 13 anni di nome Clara, dopo tanta solitudine, conosce Anna, una sua coetanea, grande appassionata di libri. Le due diventano subito inseparabili, un legame profondo e inspiegabile le unisce. Insieme sono felici e si divertono.


 Ma purtroppo la loro felicità è solo momentanea. Cosa accomuna le due ragazzine con il mondo degli Angeli? In che modo le loro vite sono legate a quelle di Cherubini e dei Serafini? Esiste davvero un modo per raggiungere Edenya?



RECENSIONE: 

Volevo scrivere una recensione degna di questo libro;  ho iniziato con le prime cose che ho pensato subito dopo aver girato l'ultima pagina: “Bellissimo romanzo, assolutamente da leggere”… poi mi sono ricordata delle regole  fondamentali da rispettare per scrivere una recensione quantomeno decente 😅; la prima ovviamente è leggere il libro, la seconda impone di non cadere mai nel banale con frasi del tipo “bel libro”, “romanzo consigliato” e cosi via. Eppure si, questa volta voglio cadere nel banale, ma voglio anche spiegarvi tutti i motivi per cui Edenya è un romanzo che merita davvero di essere letto:

1.      💫 Colpi di scena: presenti sia all'inizio che nei capitoli finali, i colpi di scena  sono talmente forti e sconcertanti da lasciare il lettore senza parole. Leggendo il libro mi sono ritrovata molto spesso a pensare e certe volte addirittura ad esclamare: “no, ma non e possibile!” e a rimanere qualche minuto interdetta, per assimilare certe notizie e riprendere poi la lettura.

2.     💫 Coinvolgimento: il libro è scritto in terza persona, tuttavia la storia è talmente appassionante che il lettore arriva a sentirsi partecipe di alcune scene, come un personaggio aggiuntivo che segue le vicende osservando il tutto da un posto ben nascosto ma assolutamente da  una prospettiva privilegiata.

3.      💫 Personaggi ben caratterizzati (anche i secondari e gli antagonisti): ogni personaggio che appare nel libro può facilmente essere visualizzato dal lettore, non solo fisicamente ma soprattutto psicologicamente. Ognuno di essi ha un carattere diverso, prova sentimenti contrastanti, ha un passato da raccontare, che inevitabilmente (ed in alcuni casi anche inaspettatamente) lo lega agli altri,e alcuni custodiscono segreti che verranno svelati solo alla fine del romanzo. Il personaggio che ho amato di più è stato Adam; egli nei primi capitoli apparirà per quello che in realtà non è, e saranno proprio le scelte di Adam a segnare il destino di Edenya, anche se indirettamente. Allo stesso tempo, il personaggio nel quale mi sono ritrovata maggiormente è senza dubbio Anna! Cosa ci accomuna? Beh direi l'amore incondizionato per i libri.


- "Sapessi quante cose devo mostrarti o farti leggere! Un mondo nuovo,Clara".

- "Se il mondo è nuovo, a me va bene... perchè di quello vecchio ne ho un pò abbastanza,a dire il vero".


4 💫 Emozioni: chi mi ha  vista leggere il libro, mi ha anche vista ridere di gusto o con gli occhi arrossati e pieni di lacrime. Il motivo? Semplice. Questo libro fa provare forti emozioni. Stupore,rabbia,tristezza si uniscono a risate e sorrisi: battute e osservazioni dei personaggi consentono di alleggerire la tensione di alcune situazioni,anche in momenti cruciali.


-"Hai ragione,scusa", cercò di spiegarsi meglio l'uomo. "Io e Sara siamo Troni".

"Che non c'entra nulla con i negozi di elettronica della Terra..."

"No." Christian corrucciò la fronte. "Nulla. Senza Y. Vuol dire che eravamo come te, terrestri".

5.        💫 Riferimenti ad altri libri, saghe e canzoni: in tutto il romanzo sono presenti riferimenti a libri,personaggi ed elementi che mostrano, in maniera nemmeno troppo velata 😂 la grande passione dell’autrice per saghe come "Harry potter", "Shadowhunters" e "Le cronache di Narnia", ma anche per la grande voce di un cantante, che io amavo già come l'autrice, ma che adesso so essere conosciuto ed apprezzato anche su altri pianeti ed altre dimensioni: FREDDIE MERCURY. 

 

“La strada gli scorreva davanti agli occhi, mentre la voce straordinaria di Freddie Mercury gli riempiva il cuore di emozioni. I Queen erano la colonna sonora della sua vita”.

 

Non appena ho letto queste righe ho pensato: " wow, anche gli angeli ascoltano i Queen!". Solo leggendo l’ottavo capitolo di questo libro, potrete scoprire cosa ne pensa un Cherubino della canzone “Who wants to live forever”...Se siete appassionati adorerete tutto ciò!!

Durante la lettura ho notato anche  un riferimento anche ad una famosissima saga cinematografica: Star Wars.

"Come mai da quella parte è ancora così luminoso? Sembra addirittura giorno" chiese Anna alla sua compagna di viaggio. Sara non aveva aperto bocca da quando erano partite. "Dipende dal fatto che qui a Edenya ci sono tre soli" rispose la donna dopo un attimo di silenzio. "Ognuna illumina una parte del pianeta [...]".

Inoltre la presenza su Edenya di creature simili agli animali terresti ma con capacità particolari mi ha fatto pensare ad "Animali fantastici e dove trovarli". Insomma per i fans sarà un piacere andare alla ricerca di tutti i riferimenti presenti.  

6.    💫   Poesie: ogni capitolo è introdotto da brevi e bellissime poesie, scritte dall’autrice in diversi momenti della sua vita. Per farvi avere un’idea, riporto di seguito il breve componimento che introduce il primo capitolo:

 

Tu sei sempre stato in me
Senza che ti avessi mai visto;
sembra che il vento che vaga
porti i miei pensieri al di là
di ogni muro e contraddizione
verso un antro che tu non vedi,
ma è dentro di te, solitario.
Ti conosco da una vita, forse più,
forse non quella che sto vivendo,
in ogni passato o futuro ignoto
di cui non ricordo che è stato o che sarà.

Vi svelo una piccola curiosità. La stessa autrice,riguardo questo componimento  ha affermato: “questa poesia la scrissi al secondo anno universitario. Quel giorno conobbi un ragazzo che mi colpì il cuore e che non rividi mai più. A lui dedicai questi versi”.  Questo piccolo segreto mi ha fatto sciogliere il cuore e ringrazio l’autrice per aver voluto condividerlo con me.


Insomma come forse avrete ben capito, questo Fantasy mi ha davvero rubato il cuore: potrei definirlo senza dubbio un romanzo completo e non solo per gli aspetti che vi ho appena elencato! L'autrice, infatti, nonostante si trattasse di un Fantasy, ha affrontato anche temi sociali estremamente reali e attuali, come l'omosessualità, sottolineando il fatto che l'amore è ovunque, non ha limiti, e che persino gli angeli, in nome dell'amore supremo, sono disposti a sacrificarsi ed a lottare. 
A parer mio, l'unica nota negativa di questo libro è che ad un certo punto finisce... ci si affeziona talmente tanto ai personaggi che non si vorrebbe mai girare l'ultima pagina; a tal proposito però, trovo doveroso dirvi che l'autrice ha già annunciato l'uscita di un secondo libro che, stando ad alcune indiscrezioni, ci porterà di nuovo sul meraviglioso mondo di Edenya!! Io personalmente non vedo l'ora di leggerlo!! Per cui cari lettori non fatevi trovare impreparati e, se non lo avete già fatto, correte a leggere Edenya. Vi assicuro che non ve ne pentirete!

Anche questa recensione è giunta al termine... ringrazio ancora di cuore l'autrice Laura Rizzoglio per questa bellissima collaborazione; grazie per avermi fatto conoscere Edenya e tutti i suoi fantastici personaggi, è stato davvero un viaggio meraviglioso. ❤❤❤


martedì 28 luglio 2020

Recensione libro - "Pelo ispido" di Stefano Menegotto

"Poiché dall'oscurità era stato creato, ispido pelo cavalcherà nelle notti buie. E le sue grida di agonia e dolore echeggeranno nei caldi cuori dei pargoli appena nati. Il loro pianto non potrà essere consolato. E come un coro, gli ululati di cani proseguiranno questa sinfonia di eterno lamento"



TRAMA: Nel territorio dell'Aox, l'impero di Alba è in veloce ascesa; l'intento è quello di conquistare tutti i territori, comprese le Lang,costituite da piccoli villaggi non belligeranti, la cui unica difesa sono gruppi di contadini armati di forconi e pietre e qualche esercito di mercenari poco organizzati.

Per questo motivo i mezzi di conquista forniti al generale Gherb sono uomini di fanteria e pezzi di ferraglia. Per ovviare a questi problemi il generale si rivolge a Ruberix, un negromante che, grazie alle sue conoscenze di magia oscura, riesce a metter su un esercito composto da scheletri di cani non-morti, con a capo Pent, lo scheletro di un ragazzino non- morto scelto dal negromante per il forte legame che, in vita, aveva con il suo grosso cane nero Bandito.

 Ruberix riesce a farsi ubbidire da quell'innaturale esercito, sussurrando comandi direttamente al cuore strappato al ragazzo e nel quale è stata conservata la sua anima. 

Il branco di cani non-morti è in continua crescita ed inizia a portare morte e distruzione nei villaggi delle Lang. Ben presto, però, il ragazzo non- morto inizia ad avere dei dei flashback della sua vita passata, che gli consentono di comprendere l'orrore di ciò che adesso è costretto compiere. Come reagirà Pent? La sua anima è davvero persa per sempre?  Riuscirà il negromante a diventare il più grande mago oscuro del suo tempo? Le Lang verranno definitivamente assoggettate all'Impero?



RECENSIONE: premetto di aver divorato questo libro in soli tre giorni. Di solito quando si parla di libri del genere Fantasy si pensa subito a tomi pieni di pagine e pagine, mente in questo caso, nonostante si tratti di un romanzo molto piccolo (solo 130 pagine), l'autore ha saputo raccogliere nel poco spazio tutto il necessario per rendere interessante una storia di questo genere. Il racconto è molto coinvolgente ed ambientato in un territorio nato dalla fantasia dell'autore, l' Aox e più nello specifico le terre delle Lang; le vicende si svolgono in un tempo non ben specificato, ma la presenza di tecnologie avanzate impiegate negli strumenti da guerra, utilizzate in perfetta armonia con espedienti magici, fa pensare ad un tempo futuro, molto lontano dalla nostra realtà'.  

" Gli Sbroken erano dei grossi agglomerati di spessa lamiera, dalle sembianze umanoidi. Superavano i quattro metri di altezza, utilizzavano la tecnologia largist del vento, che pompava dai cilindri, azionando pistoni per muovere pesantemente le loro tozze gambe".


Il lessico è semplice, le vicende sono narrate con estrema chiarezza e ciò rende la lettura di questo dark fantasy molto scorrevole. In alcuni passaggi sono descritte immagini cruente, che rendono questo libro non adatto alla lettura da parte di un pubblico troppo giovane, tuttavia gli appassionati del genere come me apprezzeranno sicuramente la descrizione delle battaglie e delle scene di azione. 

"Il grosso cane dal pelo ispido diede modo al suo cavalcatore di sfogare la sofferenza, in quella strana forma di caos fatta di quell'essenza nera, cani scheletrici ed esseri umani che,inutilmente,agitavano alla cieca le loro armi, misti al loro sangue, alle urla di dolore e al crac delle loro ossa che si rompevano".

Nonostante le stragi compiute dal ragazzo non-morto nelle scorribande per i villaggi delle Lang, commovente è il momento in cui egli inizia a ricordare la sua vita passata ed a prendere coscienza della sua nuova condizione.

" Chi era? Che cosa era? Il giovane non morto si guardava il dorso delle mani, tra lo spaesato e il malinconico, mentre la luce lunare illuminava la sua pelle opaca e plumbea, mentre i suoi cani non-morti giravano tra i lunghi steli d'erba, in quella piccola radura circondata dalla boscaglia". 


Il racconto è stato integrato con flashback non solo della vita precedente del ragazzo non-morto, ma anche della gioventù del negromante, nei quali si comprendono le difficoltà che quest'ultimo ha dovuto affrontare da giovane e le motivazioni che lo hanno spinto ad avere così tanto rancore nei confronti di tutti: inaspettatamente in queste pagine si affronta anche un problema sociale estremamente attuale, cioè quello del bullismo. Ciò che colpisce di questo libro è scoprire che anche le persone che sembrano essere più forti e che incutono più timore, in  realtà hanno un animo tormentato, e lasciano trasparire, di tanto in tanto, il loro lato debole: questo lato "umano" viene messo in evidenza sia per il personaggio dell'ufficiale Gherb...

"Erano stati duri quegli anni. Non diventò subito ufficiale, il percorso fu lungo. E anche quando raggiunse un alto grado, non fu una carriera contornata da successi. Fu estenuante, con continue e sanguinose battaglie, sia perse che vinte".

... che per lo stesso Negromante, apparentemente spietato e senza remore morali:

"L'umido nel bassoventre fino ad arrivare a metà coscia fu percepito da Ruberix, qualcosa che purtoppo non era insolito per lui. Alzò il viso dal cuscino. E guardando verso le gambe ebbe anche la conferma visiva. Si alzò di colpo. Doveva fare in fretta a cambiare le lenzuola". [...]

La lotta tra il bene ed il male continua... Chi vincerà questa volta? 




"Devo ammettere che c'eri andato terribilmente vicino, ma  non basta andarci vicino nella vita"


Anche questa recensione è terminata, grazie a tutti quelli che hanno voluto dedicarmi un pò del loro tempo, leggendo fin qui. Lasciate un feedback e se vi va ditemi cosa ne pensate nei commenti. Leggete libri Dark Fantasy? Vi piace questo genere? E' stata interessante questa recensione? 

In ultimo vorrei ringraziare l'autore di "PELO ISPIDO" ,Stefano Menegotto, per avermi dato la possibilità di leggere la sua opera: grazie per la fiducia, è stata una collaborazione molto interessante. 

A presto con altri suggerimenti librosi!! E, nel frattempo, buone letture a tutti! 😉❤

mercoledì 22 luglio 2020

SEGNALAZIONE- "La rondine del destino" di Yvonne Tirino


"Non avrebbe mai immaginato, però, di incrociare lo sguardo di qualcuno che, attraversando proprio quella strada in quel preciso momento, per puro caso o per uno scherzo del destino, sarebbe stato in grado di stravolgerle la vita per sempre"


💫TITOLO: La rondine del destino
💫AUTRICE: Yvonne Tirino
💫PREZZO: Kindle 4,99€ cartaceo (copertina flessibile) 11,99€ 
Disponibile gratuitamente su Kindle Unlimited
💫LINK D'ACQUISTO: https://www.amazon.it/gp/aw/d/B08BVWTC3H/ref=tmm_pap_title_0?ie=UTF8&qid=&sr=
💫PAGINE: 174
💫EDITORE: indipendently published
💫GENERE: romance
💫DATA DI PUBBLICAZIONE: 20 giugno 2020

TRAMA: Linda Trunday, una giovane donna irlandese di trentacinque anni, sembra vivere un’esistenza assolutamente perfetta e appagante: sa di poter contare su due genitori amorevoli e sulla confortante presenza di Martin, una figura costante nella sua vita, che l’ha accompagnata e guidata fin da bambina e con il quale nasce ben presto una storia d’amore. 
È tutta una magnifica apparenza. 




La famiglia Trunday, in realtà, convive ogni giorno con un immenso dolore mai superato, che ha relegato la nostra protagonista a vivere sotto una soffocante campana di vetro. 
I problemi cominciano quando il fittizio equilibrio della sua quotidianità viene rotto improvvisamente proprio da una rivelazione di Martin, il quale, dopo averle fatto una magnifica proposta di matrimonio, decide di confidarle il segreto che attanaglia la sua famiglia. Da questo istante, Linda vive un profondo tradimento: l’uomo che avrebbe dovuto sposare, insieme alle altre due persone più care al mondo, si erano accordate affinché lei non venisse a conoscenza di tali fatti. 
Scappa a New York. Ma qui, ad attenderla, c’è un nuovo mistero, ancor più grande, che capovolgerà definitivamente le carte in tavola. 




Un romance che vuole umilmente ripercorrere le strade di diverse forme di amore, differenti per grado e intensità. È una rinascita tutta al femminile, con sguardi introspettivi volti ad attraversare una crescita psicologica: un inno alle donne, ai cambiamenti necessari, alla bellezza della vita e all'importanza di legami veri, profondi e duraturi.



"Un libro in fondo cos'è, se non un atto di fantasia, di coraggio e d'amore?"


INCIPIT: Ce l'aveva fatta! Finalmente il suo talento letterario era stato riconosciuto da tutti e il suo primo romanzo, L'amore può stravolgerti la vita, era diventato un best- seller ed era stato tradotto in ben venticinque lingue diverse, per essere distribuito nei vari angoli della terra.
<< Lei e Linda Trunday? >>
<< Si,sono io >>
<< Vorrei porgerle le mie congratulazioni, il libro che ha scritto è favoloso! Posso chiederle un autografo? >>
Questo era il genere di conversazione in cui era solita imbattersi per strada con qualche fan.
Tutti sembravano conoscerla e il suo cellulare non smetteva di squillare. La prima opera che aveva redatto era riuscita a conquistare milioni di persone: giovani e meno giovani; in maggioranza donne,certo, ma era stata sorpresa di scoprire la quantità di uomini che pure amassero, ugualmente, leggere storie d'amore. 
Si trattava, per l'appunto, di un romanzo rosa, che Linda aveva composto di getto, nero su bianco: le parole erano sembrate scorrere come il corso di un fiume e lei non aveva più saputo fermarsi. Scrivere le faceva bene, era il suo modo di sfogarsi e di esprimere dei pensieri custoditi nella parte più recondita del cervello e del cuore; riusciva a far vedere il mondo dalla sua prospettiva.
Si sentiva felice. Il suo più grande sogno, quello che aveva avuto sin da bambina, finalmente si stava avverando. Poteva continuare a scrivere e scrivere e scrivere ancora... la gente la apprezzava per questo! Non avrebbe immaginato né voluto niente di diverso per la sua vita. Finalmente tutti gli sforzi sembravano ripagati.
Quante volte si era sentita una nullità; quante volte aveva pensato di non valere niente e di non aver talento! O almeno, questo era ciò che le volevano far credere. [...]


Non so voi lettori, ma a me questo libro incuriosisce tantissimo!! Potrebbe essere un ottimo libro da portare in vacanza 😉🏝 
Io personalmente l'ho già aggiunto alla mia wishlist! 😃💕Voi che ne pensate? Lo conoscete già? Potrebbe essere il vostro genere?  Se vi va, fatemelo sapere nei commenti! 

A PRESTO!!! 😘


martedì 21 luglio 2020

Recensione libro - "Astrid" di Alessia Vazzoler



"Perché si sarebbe dovuto aspirare alla conservazione della specie, dopotutto? Non sarebbe stato meglio, notando che l'umanità non aveva fatto altro se non distruggere, che la specie implodesse in se stessa? Perché non si era permessa la sua estinzione per la mancanza di risorse, invece di ostinarsi in quel modo assurdo?"


⚫ Titolo: Astrid
⚫Autrice: Alessia Vazzoler
⚫ Editore: PAV edizioni
⚫ Lunghezza: 108 pagine
⚫ Genere: distopico/ fantascienza
⚫ Prima pubblicazione: 2020


TRAMA: 2124. Distretto Europa. Scatenata da cause del tutto ignote, la terza guerra mondiale è ormai finita da anni. L'umanità è stata profondamente colpita da questo evento, al punto che i governi di tutto il mondo hanno deciso di imporre delle regole rigide nei loro territori. La privacy è solo un lontano ricordo, i cittadini sono controllati da telecamere e da dispositivi GPS impiantati direttamente sotto la pelle dei neonati. Anche i rapporti interpersonali e la società intera non sono più le stesse. Regna sovrana l'asocialità quasi completa, perfino nel rapporto figli- genitori, definiti non più mamma e papà ma genitrice e genitore. I nomi delle persone sono stati sostituiti da codici. Tutto questo per garantire "il Bene dello Stato". 
Su questo sfondo si svolge la vita perfettamente "conforme" di RS2271, una ragazza che all'improvviso e a sua insaputa viene inserita in un programma governativo, per verificare l'efficacia e la resistenza nel tempo del condizionamento psicologico imposto ad ogni bambino e bambina nei loro primi 11 anni di vita. La ragazza inizia,così, a mettere in discussione la sua vita, se stessa e tutto ciò in cui a creduto fino a quel momento. Tutto quello che le persone devono subire è davvero per il Bene dello Stato, o si tratta solo di un modalità di azione finalizzata ad avere il controllo totale sulle persone? Come reagirà RS2271 a tutto ciò?





RECENSIONE: prima di iniziare questa recensione mi sembra opportuno fare una premessa: questo è stato il mio primo libro di genere distopico. Ho voluto intraprendere questa collaborazione con l'autrice, Alessia Vazzoler, proprio per mettermi alla prova ed uscire un po' dalla mia confort zone letteraria e devo dire  che ne sono rimasta piacevolmente sorpresa. Questo libro, pur essendo molto piccolo, racconta una storia completa e particolare che cattura fin dalle prime pagine, al punto che, se avessi avuto del tempo libero in più, credo che lo avrei divorato in un giorno solo. Leggendo ci si ritrova catapultati nel lontano futuro, in uno spazio a noi tutti noto, l'Europa, ma completamente diverso da come lo conosciamo nei nostri giorni. 

" La mia città, che si chiamava Nuova Venezia, contava almeno due milioni di abitanti ed era sorta nell'entroterra di quella bombardata e affondata durante la Terza Guerra Mondiale. Non attraeva molti turisti virtuali, in quanto era identica a qualsiasi altra città di costruzione postbellica in giro per il mondo".




Anche se si fa fatica ad immaginare alcune abitudini ed imposizioni di questo ipotetico futuro, riflettendoci si tratta di uno scenario altamente plausibile e questo aspetto, sinceramente, mi ha un po' spaventata. La mancanza di privacy e di relazioni sociali, temi cardine di tutto il libro, sono due cose che, a mio parere, potrebbero cambiare completamente l'aspetto del mondo in cui viviamo.

"[...] Una volta tutto questo non sarebbe stato possibile, perché avrebbe violato delle cosiddette norme assurde, dette "privacy". In seguito, però, alla Terza Guerra Mondiale e ai disastri ambientali, esse sono state abbandonate. L'obiettivo deve essere la sopravvivenza della razza umana e,per fare ciò, è necessario compiere qualche piccola rinuncia".



Nel libro si fa riferimento ad un'ipotetica Terza Guerra Mondiale, l'umanità è sopravvissuta ad essa ma a che prezzo? Ne è valsa davvero la pena? Sono domande che la ragazza,protagonista della storia, inizia a porsi ancor prima di entrare a far parte di un programma governativo che cambierà per sempre il suo punto di vista sull'intera umanità. 

"[...] Il mio sguardo, però, non brillava. Era spento, come da protocollo per la persone conformate. Conformate, conformate. E se quel termine non avesse significato null'altro che sconfitte?"



Ad un certo punto del libro, si riescono a percepire in maniera completa le sensazioni della ragazza, il suo bisogno di libertà che scaturiscono dal fatto che viene messa a conoscenza di un modo diverso di vivere, superato, antico che però a lei sembra più normale di qualsiasi sua realtà.  

"Iniziai a scrivere di mia spontanea volontà. Buttavo giù storie che prendevano spunto da quelle che avevo visto nei film oppure letto nei libri. Il tutto, rigorosamente, a mano: mi sembrava che il computer spersonalizzasse ciò che producevo. Ero fiera del dolore delle mani, dell'inchiostro della penna che finiva, dei fogli che venivano girati e che svolazzavano".



Alla fine il libro pone il lettore davanti ad un quesito fondamentale: è possibile tornare ad un mondo fatto di controllo ed imposizioni dopo che si è assaporato il gusto di una vita  alternativa e senza catene? 

La sintassi del libro è semplice e questo consente una lettura scorrevole. Tra le altre cose, ho apprezzato la brevità dei paragrafi. A mio parere l'unica nota negativa è che i personaggi, a parte forse la protagonista, sono stati poco caratterizzati, ma credo che questa sia stata una cosa voluta dall'autrice, proprio per sottolineare ancora di più la freddezza dei rapporti tra la protagonista stessa e tutti gli altri personaggi presenti nel libro. 
Consiglio questa lettura a tutti gli amanti del genere distopico, ma anche a chi vuole avvicinarsi ad esso per la prima volta... anche io avevo dei dubbi ma vi assicuro che questo libro non vi deluderà. 😉

"Io sono stata qui.
Distinti saluti,
Astrid".


domenica 5 luglio 2020

Recensione film "Il sole a mezzanotte"


Ciao a tutti! Come state? Questa settimana per la rubrica cinematografica #diariodiunalettricetalksaboutcinema, ho deciso di parlarvi di un film che ho visto qualche giorno fa e che mi ha davvero colpita molto per la sua drammaticità, e per il fatto che immagino che per il mondo ci siano davvero storie simili a questa.

TITOLO ORIGINALE: Midnight sun
ANNO: 2018
DURATA: 91 Min
GENERE: drammatico/ sentimentale

TRAMA: per Katie il mondo inizia e finisce tra le mura di casa sua;

 

da quando ha memoria è sempre stato così e dopo la morte della madre è stato il padre a prendersi cura di lei.


Katie che adesso è un'adolescente, nonostante il suo isolamento, non si è mai sentita triste, le piace suonare la chitarra come sua madre ed ama la vita come tutti le ragazze della sua età.

 

La sera del suo diploma, proprio grazie al suo amore per la musica ed anche alla sua migliore nonché unica amica incontra Charlie, un ragazzo che, in realtà,ha sempre abitato a pochi isolati da casa sua. I due iniziano così ad uscire insieme, sempre di sera, fin quando una notte accade ciò che non sarebbe mai dovuto accadere. La vita di Katie è in pericolo. Charlie viene a conoscenza di una realtà che gli è stata celata per lungo tempo dalla ragazza: lei è affetta da una grave malattia a causa della quale non può esporsi in nessun modo alla luce solare. 


Quale sarà il destino di Kate e della sua storia d'amore con Charlie?

RECENSIONE: Questo film si concentra intorno alla figura della ragazza protagonista della vicenda, Kate, affetta da una grave malattia chiamata Xeroderma Pigmentoso (XP). Dopo alcune ricerche online, ho scoperto che si tratta di una malattia rara, caratterizzata da una grave fotosensibilità, che può portare allo sviluppo di tumori della cute e prematuro invecchiamento della pelle. In altre parole, chi ne è affetto deve vivere costantemente al riparo dalla luce solare,dato che anche una minima esposizione al sole può provocare immediatamente severe scottature. Questa malattia colpisce all'incirca un individuo ogni  250.000 - 1.000.000. Meno del 40% delle persone affette da XP sopravvive oltre i 20 anni, ma l'aspettativa di vita può allungarsi se non ci si espone ai raggi solari.
Sinceramente non riesco nemmeno ad immaginare come possa essere difficile una vita vissuta sempre al buio. 
Il film affronta anche il tema delle difficoltà sociali della ragazza, che da piccola viene presa in giro dalle altre bambine, che la credono una specie di vampiro, per via del fatto che se ne sta sempre chiusa in casa al buio. Kate ha solo un'amica, l'unica che non l'ha mai giudicata per il suo problema, l'unica sua confidente e che, tra le altre cose, la aiuta ad incontrare Charlie.
 Il film, nonostante il dolore che caratterizza le vite dei protagonisti, trasmette una forza immensa... Una forza che si concretizza nell'allegria di Kate e l'amore di un padre che ha sempre protetto la figlia, anche se questo ha significato privarla di gran parte delle cose che sarebbero, invece, state normali per qualsiesi bambina.
 E poi c'è l'amore. Quel sentimento che fa fare esperienze, che dà nuovo coraggio, nuove speranze e che, semplicemente, fa vivere. "Il sole a mezzanotte" è un film che consiglio a tutti, perché apre gli occhi a chi lo guarda e fa capire che dobbiamo sentirci sempre fortunati, giorno dopo giorno per tutto quello che abbiamo e che possiamo fare... Perché dobbiamo ricordarci che ci sono delle persone alle quali non è concesso fare le cose più banali, come muoversi, parlare, avere contatti con il mondo o molto più semplicemente fermarsi ad ammirare l'alba di un nuovo giorno. 

Di seguito vi lascio anche due curiosità riguardanti questo film.

⭐ PRIMA CURIOSITÀ: l'attore che interpreta Charlie in questo film è il figlio di Arnold Schwarzenegger.
☀️ SECONDA CURIOSITÀ: Il film è inspirato all'omonimo libro di Trish Cook, pubblicato per la prima volta nel settembre 2017.

Voi che ne pensate di questo film? Lo conoscevate già? Se volete parlarne ed esprimere la vostra opinione riguardo questo articolo, potete farlo nei commenti qui sotto. Sarò felice di leggervi e rispondervi. 😘 

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A presto!! 🌼

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